COMUNICATO STAMPA "Dai fatti di cronaca giudiziaria di Campi Bisenzio, un monito per tutti"
I recenti fatti che vedono il Comune di Campi Bisenzio nella bufera di "appaltopoli" - nel caso che le imputazioni della magistratura trovino conferma in sede istruttoria e poi processuale - dimostrano quanta ragione avessero i Verdi quando, negli ultimi anni, mettevano in guarda dal saccheggio del territorio.
Se fino a qualche tempo fa il mondo ambientalista si trovava sulla frontiera della difesa dell'ecosistema, da ormai qualche anno l'obiettivo si è dovuto spostare necessariamente sulla difesa del territorio tout-court. E' sui piani regolatori, sulle varianti urbanistiche che Verdi e ambientalisti stanno lavorando con la massima determinazione, perché ormai legalità, sviluppo e qualità della vita sono elementi politici inscindibili.
Gli avvisi di garanzia e gli arresti di questi giorni, stanno svelando un meccanismo perverso che assocerebbe imprenditori che non sanno intraprendere senza protezioni politiche, impiegati pubblici infedeli e amministratori che ancora non sappiamo se consenzienti o beatamente ingenui.
I Verdi chiedono a tutti, attori istituzionali e imprenditoriali, di cogliere l'occasione di una vicenda così grave per alzare l'asticella dell'etica politica e dell'etica professionale, di concepire il territorio come un bene, fragile e prezioso, delle comunità e non come una merce di scarso valore sulla quale si può fare qualunque affare, legittimo o meno.
Uno sviluppo equilibrato, un incremento degli spazi verdi, un ambiente più vivibile e a misura d'uomo, anzi di bambino e di anziano, deve diventare scelta strategica di ogni amministrazione, soprattutto di quelle di centro-sinistra.
Se oggi leggiamo un protagonista dell'inchiesta "appaltopoli" dire: «Abbiamo tolto alle prossime generazioni il territorio per i prossimi 100 anni», dobbiamo tutti quanti poter ribattere con indignazione e con forza: «Abbiamo tolto di mezzo metodi e personaggi che volevano sottrarre alle nuove generazioni il territorio per 100 anni a venire», perché - come da sempre sostengono i Verdi - la terra ci è data in prestito dai figli e non ereditata dai padri.
Giovanni Varrasi
Capogruppo Gruppo consiliare Verdi
Coordinatore Consulta toscana degli eletti Verdi
Comunicato stampa
Il Gruppo consiliare dei Verdi, presente con i suoi consiglieri Varrasi e Valentino alla riunione del Comitato per la salvaguardia della collina del Piazzale Michelangelo, riporta il testo scaturito dall’assemblea.
Presso il Circolo ARCI di Via San Niccolò a Firenze, si è riunito il Comitato per la Salvaguardia della Collina di Piazzale Michelangiolo in assemblea pubblica.
La necessità dell’assemblea è sorta per fare il punto sulla situazione del campeggio del Piazzale Michelangiolo sempre più invaso dai campers.
Durante l’assemblea è stata ricordata la mozione del Consiglio Comunale n° 621 del 29/05/2006 che impegna il Sindaco a:
- informare il Consiglio in merito al progetto di ristrutturazione che sembra sospeso.
- a comunicare quindi quali conseguenze si possano attendere in seguito alle accertate violazioni del gestore.
Nel corso della discussione, che è stata molto vivace e partecipata da tanti cittadini provenienti da più parti della città, è emersa forte l’esigenza di sollecitare nuovamente l’Amministrazione Comunale affinché si trovi una soluzione definitiva che consenta di restituire la “Collina degli Olivi” ai cittadini di Firenze e del mondo, quale patrimonio dell’umanità.
L’assemblea ha proposto di prendere un ulteriore contatto con la Commissione per la Qualità Urbana, presieduta da Gianni Varrasi.
Nelle sue conclusioni, infine, l’assemblea ha confermato con determinazione la necessità di trasformare la collina in Parco Pubblico, così come la stessa bellezza del luogo richiede e di trasferire il campeggio in un luogo più funzionale e adatto a questo scopo, considerando anche che i tanti camper che arrivano sulla collina oltre a deturpare il paesaggio sono fortemente inquinanti.
E’ stata ricordata inoltre, la raccolta di 2500 firme su quest’obiettivo ed è stato deciso di coinvolgere ancora di più la città su questo progetto.
Durante la discussione tanti cittadini hanno manifestato le loro opinioni, rammaricandosi principalmente di non conoscere, perché chiuso ai fiorentini, questo luogo di proprietà pubblica lasciato gestire a privati per i propri interessi.
Caro Direttore,
negli ultimi giorni si sono lette molte dichiarazioni da parte di esponenti della società "Baldassini-Tognozzi-Pontello SpA", sulla necessità di mandare avanti le grandi opere previste per Firenze.
Dal momento che, come Verdi, ci siamo sentiti fischiare le orecchie, troviamo necessario far presente alla classe politica e all'opinione pubblica alcune considerazioni. La prima è di natura metodologica o addirittura filosofica. Si dice <<Non lasciamo prevalere di nuovo la logica del non-fare>>. I Verdi in Consiglio comunale non hanno mai detto che la città deve essere immobile o stare sotto una campana di vetro. Il problema non è se "fare" o "non-fare" ma piuttosto "cosa fare" e nella dimensione della qualità.
I Verdi sono stati spesso accusati di essere il partito dei "no". I fatti parlano chiaro: hanno condiviso e perorato la causa della Tramvia, hanno detto sì al progetto di Jean Nouvel, alla nuova Fortezza, hanno accettato la mediazione sul Poggetto, hanno sostenuto il ruolo e lo sviluppo del nuovo stabilimento della Centrale del Latte, hanno apportato miglioramenti al progetto riguardante l'area di San Salvi.
Per noi l'impresa è un valore positivo della società, ma l'impresa che piace a noi è quella che sa stare sul mercato, che concepisce la concorrenza come lo stimolo a fare sempre meglio e produce culture che si integrano con le necessità sociali e ambientali.
La questione ambientale non è più un gradevole optional, un lusso per pochi, ma oramai una questione imprescindibile che sta ai primissimi punti dell'agenda politica. L'esauribilità delle risorse, compresa quella del nostro territorio, è un dato oggettivo. Si impongono nuovi stili di vita, improntati non solo alla riduzione dei consumi ma anche a migliori consumi.
Infine, ultima ma non meno importante la questione estetica, la bellezza dei nostri paesaggi, fonte di grandi risorse per l'intera comunità fiorentina.
E, poi, un modello di relazioni sociali dove il solidarismo resta il cemento principale per una comunità. Per qualcuno questi aspetti sono un freno allo sviluppo capitalistico e dell'impresa. Secondo noi sono il volano per un'impresa più moderna.
Sono questioni centrali. Fino ad ieri solo per quei visionari dei Verdi, oggi - per fortuna - della maggior parte dei cittadini e delle forze politiche. Quindi più che il partito dei "no" i Verdi sono, semmai, il partito del "prima".
L' "Alta Velocità" è un affare miliardario, quindi si tratta di una cosa tremendamente seria. Noi riteniamo che un investimento pubblico così ingente meriti molti approfondimenti che tengano conto delle nuove necessità del trasporto su rotaia, sul bisogno urgente di riqualificazione di molte zone della città, sul mantenimento e nuova realizzazione di spazi naturali.
"Fare sistema" è un nostro slogan, nel senso di rendere centrale, nelle scelte strategiche, Palazzo Vecchio. In ballo non c'è la commessa per qualcuno, chicchessia, ma il destino di Firenze.
Giovanni Varrasi
(Capogruppo Verdi - Presidente Commissione Qualità urbana)
Assemblea dei cittadini alla Casa del Popolo di S. Niccolò
Il comitato dei cittadini che da qualche anno si è costituito per tutelare la collina sottostante Piazzale Michelangelo, ha convocato una riunione che si terrà Giovedì 22 alle ore 21 presso la Casa del Popolo di Via San Niccolò.
Il capogruppo dei Verdi, Giovanni Varrasi, che appoggia le richieste del comitato e nel contempo propone in quell’area la istituzione del "Parco degli ulivi", è stato invitato alla importante assemblea popolare.
Varrasi comunicherà ai cittadini le iniziative che ha preso sul tema:
- Domanda di attualità in sede di Consiglio comunale all'Assessore Biagi, che ha risposto per iscritto e verbalmente che non sussiste nessuna iniziativa di camperizzazione della collina;
- un positivo rapporto con la stampa cittadina nelle sue varie articolazioni, che ha dato ampio rilievo alla problematica sollevata;
- la lettera al Presidente del Consiglio comunale Eros Cruccolini per sollecitare l'attuazione della Mozione consiliare del maggio 2006 che proponeva per il campeggio la presenza di sole tende e mai di camper;
- la lettera all'Assessore Cioni per invitarlo ad inviare i Vigili urbani dentro al campeggio e vedere quello che i capogruppo della maggioranza hanno già visto, ovvero la presenza di camper;
- la lettera all'Assessore al commercio Gori per suggerire la possibilità di recedere dal contratto con la società che attualmente gestisce il campeggio, vista la inadempienza rispetto alle norme del bando di concorso del 2002.
La questione dell’uso del territorio nella realtà cittadina sta assumendo un valore politico di prim’ordine: da una parte un’enfasi sulle costruzioni a tutti i costi, dall’altra il nostro punto di vista, in cui le ragioni dell’impresa, della socialità e dell’ambiente si possano incontrare.
Non sfugge a nessun fiorentino la “sacralità” storica e paesaggistica di Piazzale Michelangelo. I Verdi in Consiglio comunale e qualunque altra forza politica, singolo Consigliere o Assessore, comitati di cittadini o fiorentini tout-court, si batteranno fino in fondo per la realizzazione del Parco, polmone verde, di insuperabile bellezza naturale e vocato a una destinazione popolare.
Sgombrato il campo da interessi privati con orizzonti di corto respiro e del tutto inadeguati in quel contesto, tutti insieme potremo trovare imprenditori o finanziatori che permettano la realizzazione del Parco. Anche all’interno della maggioranza di Palazzo Vecchio abbiamo ascoltato voci, anche molto autorevoli, di appoggio alla nostra iniziativa.
L’assemblea di Giovedì sera stabilirà gli obiettivi e le iniziative più adeguata di cui daremo conto Venerdì.
Il Vice Sindaco, nel suo intervento, ha spiegato in maniera esaustiva le strategie della maggioranza sulla mobilità, trovando un certo consenso nei convenuti.
Nel corso della sua relazione, Matulli ha proposto la nomina, da parte della A.S.L., di un ‘Mobility-manager’ che, approfondendo nel dettaglio i problemi di mobilità dei vari dipendenti, possa essere interlocutore della Giunta sulle questioni della mobilità.
E’ infatti vero che una quota importante degli ospedalieri arriva a lavoro in bicicletta, una quota significativa in motorino, molti col mezzo pubblico, alcuni in auto.
Sarà dunque indispensabile, in concomitanza coi necessari provvedimenti restrittivi, costruire nuove rastrelliere, parcheggi per motorini, valutazioni riguardanti l’uso dell’auto.
Facciamo appello al Vice Sindaco Matulli perché contatti il Direttore generale della A.S.L. 10, Ing. Marroni, per arrivare alla sollecita nomina del ‘Mobility-manager’ a S. Maria Nuova.
Tale indirizzo potrebbe essere replicato nella varie realtà lavorative di Firenze.
Giovanni Varrasi
(Capogruppo Verdi)
I Verdi, per bocca del loro capogruppo in Consiglio comunale Giovanni Varrasi, hanno apprezzato la relazione sulla Centrale del Latte svolta nella seduta odierna dall'Assessore Tea Albini. Finalmente si fa chiarezza sulla gestione economica e sulla capacità produttiva, entrambe incoraggianti nonostante lo sforzo del cambio di stabilimento produttivo.
Negli ultimi tempi, secondo i Verdi e secondo l'Assessore, sono circolate sulla Mukki notizie infondate e presumibilmente volte a procurare allarmismo, a tutto vantaggio di chi può nutrire mire speculatorie.
La Centrale fu voluta da La Pira, indimenticato Sindaco di Firenze, come valore aggiunto della città, potremmo definirla filiera ampia: agroalimentare, sociale, ambientale e persino pedagogica per le giovani generazioni purtroppo sempre più estranee ai processi della natura.
I Verdi, fin da ora, dichiarano la loro assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di vendita/svendita a "salvatori della Patria". Resta strategico garantire alla nostra comunità latte e derivati di grande qualità, difendere le professionalità delle maestranze operaie ed il duro lavoro quotidiano degli allevatori, tutelando così anche l'integrità ambientale del territorio.
Rivendichiamo con orgoglio - conclude Varrasi - l'essersi assunti come Verdi la massima responsabilità nella conduzione dell'azienda attraverso il presidente Franco Cervelin, una gestione che oggi emerge, con tutta evidenza, sana, oculata e rispettosa della tradizione.
COMUNICATO STAMPA
Nel corso del dibattito consiliare sul Piano Sanitario Regionale, dopo l’intervento dell’assessore regionale alla Sanità Rossi, il capogruppo dei Verdi Gianni Varrasi ha ribadito il suo apprezzamento sulle politiche sulla Salute già svolte.
Varrasi ha proposto al Consiglio e agli assessori cinque punti di riflessione politica:
1) l’eccessiva importanza, anche contrattuale, registrata nei confronti della componente universitaria della sanità pubblica a svantaggio di quella ospedaliera, che pur sopporta il carico maggiore del sistema sanitario toscano e che fornisce operatori e specialisti di alta qualità anche sul versante dell’insegnamento;
2) il pericolo concreto che la Società della Salute assuma un profilo operativo sbilanciato sul “sociale” allontanandosi dalle culture mediche e dunque, proprio per questa eccessiva divaricazione rilevata anche dai profili professionali dei dirigenti nominati, far fallire di fatto l’integrazione tra sociale e sanitario che è poi l’obiettivo primario della riforma;
3) lo stato di stagnazione della progettualità della psichiatria che impiega molte delle sue risorse nei reparti ospedalieri e nella politica degli alloggi, non qualificandosi abbastanza né sulla prevenzione della psicosi negli adolescenti né sul versante riabilitativo tramite progetti-lavoro;
4) la denuncia urgente sul pericolo dell’uso degli psicofarmaci nei confronti dei bambini irrequieti - possibile vera svolta drammaticamente epocale - ( e poi perché no su quelli tristi o bizzosi o che non obbediscono?) invece dell’uso di strumenti comprensivi, affettivi, pedagogici;
5) il costoso mantenimento delle strutture dei SERT, che non si occupano di acuzie legate alle crisi di astinenza, non si occupano delle reazioni psichiatriche nella tossico-dipendenza né di riabilitazione. Proponiamo allora che i SERT siano sostituiti dal sovvenzionamento a comunità terapeutiche pubbliche o private.
Giovanni Varrasi
Bollettino informativo e bugigattolo di idee del Gruppo consiliare Verdi nel Comune di Firenze.