ViviVerde Firenze

giovedì, 31 gennaio 2008

Dossier dei Verdi accusa Quadrifoglio: Politiche timide

MERCOLEDI 30 GENNAIO 2008  La Repubblica–Firenze–Pagina III

 
LE CRITICHE
Dossier dei Verdi accusa il Quadrifoglio: "Politiche timide"
"Investimenti in forte ritardo e un deficit di 6,5 milioni di euro"

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ERNESTO FERRARA

 
«Lievitano i costi di smaltimento perché la raccolta differenziata è praticamente ferma al palo, gli investimenti sulla raccolta dell’organico e sul porta a porta sono in forte ritardo. E in più, Quadrifoglio nel 2008 avrà perdite nell’ordine dei 6,5 milioni di euro». E´ il succo del dossier «anti Quadrifoglio» che hanno preparato i Verdi di Palazzo Vecchio. Una decina di pagine fitte di dati e domande che chiamano in causa la gestione di Livio Giannotti, amministratore delegato della Spa dei rifiuti di Firenze, Sesto, Campi, Calenzano e Signa. E che tornano a lanciare un interrogativo destinato a pesare nella discussione in corso sull’inceneritore, uno dei punti chiave del «patto di fine legislatura» che i capigruppo di Palazzo Vecchio stanno scrivendo.

«Quadrifoglio crede che l’inceneritore sia la panacea di tutti i mali - dicono i Verdi – ma serve riflettere su un punto: la sua eventuale portata inquinante potrebbe essere ridotta se si incrementa la raccolta differenziata». E ancora: «Politiche timide per la raccolta differenziata portano ad aumenti dei costi di smaltimento enormi - si legge nella requisitoria preparata dal Sole che ride - perché smaltire l’indifferenziato costa caro, mentre la differenziata è più cara nella fase di raccolta ma estremamente meno cara nella fase di smaltimento».

Proprio adesso il Quadrifoglio annuncia che la raccolta differenziata diventerà una priorità della strategia. Più di quello che era stato fino ad oggi. Ma per i Verdi si tratta di scelte che avrebbero potuto arrivare prima: smaltire rifiuti indifferenziati nel 2007 costava 181 euro a tonnellata, nel 2008 la stima è di 204 euro. Ovvero: «Alla fine di quest’anno avremo speso 53 milioni di euro contro i 44 del 2007. Nove milioni di euro in più: e così a fronte di un bilancio 2007 tutto sommato positivo con un utile di 800 mila euro, il bilancio di previsione 2008 prevede perdite nell’ordine dei 6,5 milioni di euro», è l´attacco frontale dei Verdi. Ma come mai i costi lievitano? «Perché la discarica di Case Passerini è piena e i costi per smaltire rifiuti fuori dall’Ato sono molto maggiori», è la tesi del partito ambientalista. La raccolta differenziata è arenata da anni tra il 33 e il 35% del totale (121 mila tonnellate nel 2007), il resto, il 65% (249 mila tonnellate), è il cosiddetto rifiuto tal quale: «Manca la comunicazione, manca il giusto approccio», è l´accusa per Quadrifoglio  contenuta nel dossier. E poi il ritardo sul porta a porta e sull’organico: «Solo il 10% del totale della raccolta differenziata è organico (parte vegetale, rifiuti da cucina, ndr): solo 12 mila tonnellate all’anno contro le 120 mila prodotte, l´obiettivo minimo di raccolta dovrebbe essere almeno 60 mila tonnellate annue». E il paradosso secondo i Verdi è questo: «Ora che l´impianto a biocelle per il compostaggio costato 12 milioni di euro è pronto, ci arriva notizia che per le prove di collaudo si farà arrivare organico da fuori perché quello raccolto è insufficiente o di scarsa qualità».


scritto da: viviverde alle ore 08:28 | link | commenti
categorie: idee, varrasi
mercoledì, 30 gennaio 2008

Insieme per dire NO al referendum che vorrebbe fermare la tramvia

LA SINISTRA E L'ARCOBALENO

SINISTRA DEMOCRATICA, COMUNISTI ITALIANI, RIFONDAZIONE COMUNISTA, VERDI

 

Insieme per dire NO al referendum che vorrebbe fermare la tramvia

 

Chi ha promosso il referendum lo ha fatto in maniera strumentale e tardiva. Ma ciò non toglie che il referendum sia un fondamentale momento in cui i cittadini possono dire la propria.

Invitiamo caldamente i cittadini ad esprimersi, ad andare a votare, a votare NO all’abrogazione di un progetto che permetterà a tutti di muoverci con maggior risparmio, con meno stress, con certezza dei tempi, sicurezza, senza inquinare. Faremo una campagna referendaria sul territorio anche per coprire un deficit di informazione che la cittadinanza avverte. C’è preoccupazione rispetto ai ritardi che ci sono stati nella realizzazione della linea 1. Occorre che vengano rispettati i tempi dei cantieri e che gli stessi ritardi non si verifichino per le linee 2 e 3.

Andremo ad incontrare i cittadini nelle piazze, nei mercati, nei luoghi di ritrovo. Già nei prossimi giorni saremo in Piazza Puccini, alla Stazione, in Piazza Duomo, al Mercato di S.Ambrogio.

La tramvia è l’occasione per riqualificare realmente la nostra città, a partire dalla pedonalizzazione più ampia possibile delle zone liberate grazie alla tramvia dal traffico e restituite come spazio pubblico per la vita dei cittadini, dei quartieri. E’ l’occasione per il rilancio della mobilità pubblica che avrà il suo asse portante nella tramvia e nell’utilizzo metropolitano della ferrovia, con la riapertura delle 10 stazioni in città e con il forte potenziamento dell’offerta.

Ma è altrettanto necessario che si realizzi a pieno la riorganizzazione del trasporto su gomma, il completamento della rete di busvie là dove la tramvia non sarà presente in questa prima fase, l’estensione della pedonalizzazione del centro storico, la realizzazione in alcuni quartieri una ZTL 0/24, il completamento della rete ciclabile e la possibilità di caricare sulla tramvia la bicicletta. Una tramvia che dovrà poter funzionare almeno fino alle 1.30.

Ci impegneremo congiuntamente perché questi obiettivi vengano raggiunti.

Ci impegniamo oggi ad incontrare i cittadini per discutere con loro di questo progetto. Per ascoltarli e per proporre loro un progetto organico di riorganizzazione della mobilità nelle città che permetta a tanti di fare a meno della schiavitù del mezzo privato e per sfatare tutte le “trambufale” che sono state fatte girare (biglietto a 11 €, muretti di 80 cm, non passeranno i mezzi di soccorso, non si potranno svuotare i ponteggi e mettere le impalcature etc.).

Perché la tramvia dà la possibilità di risparmiare, respirare ed essere davvero liberi.


scritto da: viviverde alle ore 12:20 | link | commenti
categorie: comunicati, varrasi
lunedì, 28 gennaio 2008

Risistemazione marciapiede di Via di Ripoli

Tipologia: Interrogazione

Soggetto proponente: Giovanni Varrasi

Oggetto: Risistemazione marciapiede di Via di Ripoli

Firenze, 25 gennaio 2008

 

VENUTI A CONOSCENZA del degrado di un tratto lungo circa 80 cm dell’unico marciapiede di Via di Ripoli a partire dal numero civico 53 fino all’incrocio con Via Caponsacchi, che si presenta molto sconnesso e con la parte in pietra lato strada inclinata;

VERIFICATO che tale degrado risulta dovuto anche al notevole numero di autovetture che, quotidianamente, ostruiscono il percorso pedonale, impedendo il corretto transito su un setto già piuttosto stretto;

PRESO ATTO che detto marciapiede è divenuto ormai infruibile sia per i portatori di handicap costretti su sedie a rotelle sia per i bambini trasportati su passeggini, a causa della dissestata pavimentazione, che li costringe ad invadere la sede stradale con grande rischio per la loro incolumità ed ostacolo per la circolazione;

SI CHIEDE

1) Se l’Amministrazione è già a conoscenza del problema e, in caso affermativo, se ritiene di provvedere ad un sollecito ripristino a regola d’arte del marciapiede di Via di Ripoli, nel tratto dal numero civico 53 fino a Via Caponsacchi, sia per quanto riguarda la superficie che le testate in pietra.

2) Se l’Amministrazione ha valutato, a seguito di osservazioni e verifiche, la possibilità di allargare di una trentina di centimetri detto marciapiede per un tratto di circa 12 metri.

3) Se, infine, alla luce di quanto esposto in narrativa, non ritiene opportuno riconsiderare anche la sosta delle autovetture in quel tratto di strada, partendo dal presupposto di fondo che l’essere umano è infinitamente più importante del mezzo automobilistico e che una città così concepita può essere assai più piacevole e a misura d’uomo.

 

Il capogruppo dei Verdi

Giovanni Varrasi


scritto da: viviverde alle ore 08:59 | link | commenti
categorie: interrogazioni, varrasi
mercoledì, 23 gennaio 2008

Delibera acqua, Verdi, SD, PRC e Unaltracittà: L'obiettivo non è aprire una crisi nella maggioranza

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 22 Gennaio 2008

DELIBERA ACQUA, VERDI, SINISTRA DEMOCRATICA, RIFONDAZIONE COMUNISTA E UNALTRACITTÀ: «L'OBIETTIVO NON È APRIRE UNA CRISI NELLA MAGGIORANZA»

Obiettivo è proseguire il lavoro per arrivare alle amministrative del 2009 con la Sinistra unita. Lo hanno ribadito questa mattina in Palazzo Vecchio i capigruppo e i segretari provinciali di Verdi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Unaltracittà/Unaltromondo.
«Sulla questione acqua vogliamo decidere bene - ha commentato il capogruppo dei Verdi Varrasi - aspettiamo che si esprima la Regione con un'apposita legge ma ribadiamo che la parte pubblica deve avere l'assoluto controllo della società che gestirà il servizio idrico. Rispetto a quanto avvenuto nel Consiglio di ieri pomeriggio è emerso chiaramente che il partito democratico non può considerarsi autosufficiente né culturalmente né politicamente e che nella buona politica non ci sono né partiti centrali né tantomeno partiti satelliti. Questa mattina mi ha però fatto piacere leggere le dichiarazioni ai giornali del capogruppo del partito democratico Alberto Formigli». «Non continuiamo - ha aggiunto Varrasi - il braccio di ferro».
«La delibera sulla gestione del servizio idrico fa riferimento ad un dibattito avviato già nel 2001 - ha proseguito la capogruppo del Prc Anna Nocentini - ma nel corso del tempo si è arrivati a profondi cambiamenti che necessitano un ripensamento e ulteriori discussioni. Se l'unificazione tra le Ato 2 e 3 aveva senso per migliorare la qualità del servizio, nel processo di fusione l'Ato 6 entra surrettiziamente e senza motivazioni. Il primo cittadino non può non tener conto dei cambiamenti avvenuti a livello nazionale: il mutato quadro deve entrare nella discussione politica. E' stato il governo dell'Unione - ha evidenziato Anna Nocentini - a sottolineare l'importanza della ripubblicizzazione dell'acqua. C'è stata poi una maniera profondamente sbagliata con la quale è stato gestito un evento politico: la mozione contro Cruccolini è un vulnus, introduce il concetto che senza la presenza del presidente del Consiglio l'assemblea non possa esprimersi. La ragionevolezza deve indurre a non formalizzare la richiesta di sfiducia».
«Non abbiamo bocciato la delibera - ha rilevato la capogruppo di Sinistra Democratica Anna Soldani - ma abbiamo chiesto un rinvio per fare chiarezza su una questione così importante. In queste settimane le nostre richieste si sono concentrare su una necessità di approfondimento della delibera e sul coinvolgimento nella discussione di tutte le forze politiche di maggioranza per capire meglio quali potranno essere le conseguenze di un provvedimento fondamentale».
«L'apertura della crisi, per quanto ci riguarda, non è all'ordine del giorno - ha commentato il consigliere di Sd Daniele Baruzzi - ma devono essere messe da parte ritorsioni e forzature, e quindi va ritirata la mozione e di sfiducia nei confronti del presidente Cruccolini. Non siamo noi - ha precisato Baruzzi - a volere la crisi, ma la condizione è tornare alla politica della condivisione e del confronto, non certo della sfiducia al presidente del consiglio comunale".
«La delibera - ha commentato Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo - è stata una forzatura, nei tempi e nei modi: da parte nostra abbiamo chiesto soltanto un rinvio di alcuni mesi. La ripubblicizzazione dell'acqua è uno di quei grandi temi su cui tutte le forze di sinistra, sia di maggioranza che all'opposizione, si sono trovate unite. La sfiducia al presidente del Consiglio comunale è un'operazione che non ha alcun significato visto che Cruccolini ha esercitato il suo ruolo di consigliere eletto». (fn)

 

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N.D.R.

Per capire meglio cosa significa, da un punto di vista sociale ed economico, la risorsa "acqua" e per rammentare chi è e cosa fa ACEA attraverso le sue controllate o i suoi partner, si consiglia di dare un'occhiata a questa puntata, "L'acqua alla gola", di Report, andata in onda Domenica 15 ottobre 2006 su Rai 3:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1068661,00.html


scritto da: viviverde alle ore 11:11 | link | commenti
categorie: comunicati, valentino, varrasi
martedì, 22 gennaio 2008

Un pannello fotovoltaico che illumini Piazza Annigoni

COMUNICATO STAMPA

Un pannello fotovoltaico che illumini Piazza Annigoni, all’interno del progetto di sistemazione della piazza, approvato oggi dalla Commissione Urbanistica

 

Oggi, in Commissione urbanistica, è stato presentato ai Consiglieri il progetto degli architetti Breschi e Ferrara, tendente a valorizzare lo spazio pubblico di Piazza Annigoni, presso il Mercato di S. Ambrogio, sul quale sono prospicienti gli edifici del giornale “La Nazione”, alcune aule della Facoltà di Architettura, attività commerciali e, sotterraneamente, i posti auto della Firenze Parcheggi.

Il progetto si presenta molto interessante perché prevede la presenza di alcuni eleganti stand nei quali si trasferiranno i piccoli antiquari di Piazza de’Ciompi, una passeggiata coperta, il mantenimento di uno spazio aperto in cui si possa godere la piazza, e, sul lato della Facoltà di Architettura, un importante pannello luminoso che migliori la qualità urbana di quella piazza anche nelle ore notturne.

Di gran pregio ci sembrano le idee dei professori progettisti e le realizzazioni anche nei dettagli delle panchine, della fontana, delle rastrelliere per le biciclette, dei dissuasori che impediscono il parcheggio selvaggio delle auto, dei totem comunicativi.

Dal punto di vista della Facoltà di Architettura, interessante è pure il progetto delle terrazze e i percorsi da cui si apprezza la nuova piazza.

All’interno di questo vivo apprezzamento per la qualità estetica ed urbanistica della Piazza Annigoni, il capogruppo dei Verdi, Giovanni Varrasi, ha ottenuto che la Commissione Urbanistica inserisse nel verbale di approvazione del progetto la raccomandazione di costruire il pannello elettrico sul lato della Facoltà di Architettura in modo che possa essere alimentato da energia solare (fotovoltaica).

Gli architetti Breschi e Ferrara hanno assicurato un loro precedente interessamento a questa ipotesi costruttiva, cogliendone oltre al valore economico (tutti gli edifici prospicienti alla piazza potrebbero essere alimentati da energie pulite), anche il valore simbolico e comunicativo.

«Sarebbe, forse, - hanno sostenuto i progettisti – uno dei primi esempi al mondo in cui una piazza è illuminata da energia pulita».

L’Assessore Biagi, presente alla riunione, si è mostrato disponibile ad esaminare questa possibilità, esprimendo un giudizio positivo.

Per quanto ci riguarda – ribadisce il capogruppo dei Verdi –, intendiamo dare un contributo di idee e di contatti per realizzare un pannello fotovoltaico in Piazza Annigoni, interessando aziende del settore, responsabili regionali e fiorentini, in attesa dell’Energy manager comunale che sarebbe stato il naturale interlocutore per questo tipo di problema.

 

Giovanni Varrasi capogruppo Verdi


scritto da: viviverde alle ore 11:56 | link | commenti
categorie: progetti, comunicati, varrasi

Tre interrogazioni sul problema casa

Interrogazione: 2007/00903

Oggetto: Osservatorio comunale sul mercato dell’affitto

Proponenti: Anna Nocentini, Ornella De Zordo, Nicola Rotondaro, Gianni Varrasi, Anna Soldani

Visto l’impegno assunto con l’Ordine del giorno n°354 approvato dal Consiglio Comunale del 3 maggio 2007 “Per costituire un Osservatorio comunale sul mercato dell’affitto”  e ricordato che dai rilevamenti del censimento 2001 risultavano in Firenze circa 11.000 appartamenti non locati;

Visto l’impegno assunto con l’Ordine del giorno n° 358 approvato dal Consiglio comunale del 3 maggio 2007 “Per una nuova politica sulla casa” “Istituire la Consulta per la Casa per dare risposta alla necessità di continuo confronto tra Amministrazione, operatori, sindacati e cittadini ed all’attuazione di procedure di concertazione per l’individuazione delle politiche abitative dell’Amministrazione,con i seguenti obbiettivi prioritari:

· Fornire e scambiare informazioni sul tema del fenomeno abitativo;

· Analizzare l’efficacia delle politiche abitative messe in atto dall’A.C. ed in sede di LODE;

· Proporre iniziative per favorire l’individuazione di strumenti o azioni specifiche sulle problematiche abitative;

· Costituire un Osservatorio sulle condizioni dell’abitare in città con il compito di monitorare le dinamiche sociali connesse con il fenomeno abitativo, quale contributo alla costituzione dell’Osservatorio Regionale come previsto dalla citata L. 9/07”. (punto 9 dispositivo)

Interroga per sapere

1. se sia stato dato corso a quanto previsto dall’ordine del giorno n. 354 dalla parte finale del punto 9 dell’ordine del giorno n.358 in merito alla costituzione di un Osservatorio comunale sul mercato dell’affitto;

2. se sia stata istituita una Consulta per la Casa con le caratteristiche e le finalità sopra descritte;

3. se sia stata comunque svolta l’analisi dell’efficacia delle politiche abitative svolte dall’Amministrazione e da LODE.

 

Interrogazione: 2007/00901

Oggetto: In merito ala politiche abitative

Proponenti: Anna Nocentini, Ornella De Zordo, Nicola Rotondaro, Gianni Varrasi, Anna Soldani

Vista la comunicazione dell’assessore Coggiola in data 3 maggio 2007 in merito alle politiche abitative;

Rilevato che in tale occasione l’assessore affermava che “Con l’ultimo programma ERP della Regione Toscana  si sono impegnate e si stanno spendendo….le ultime risorse Gescal” e che “191 alloggi sono in via di ultimazione e se ne prevede l’assegnazione entro la fine dell’anno” e che “ 295 alloggi sono in fase di appalto”.

Si interroga per  sapere

1. se siano stati ultimati i 191 alloggi e se siano stati assegnati;

2. a che punto siano le procedure relative ai 295 alloggi sopra indicati.

 

Interrogazione: 2007/00900

Oggetto: Ristrutturazioni di appartamenti di proprietà

Proponenti: Anna Nocentini, Ornella De Zordo, Nicola Rotondaro, Gianni Varrasi, Anna Soldani

Premesso:

Che alla Regione Toscana sono stati assegnati circa 31 milioni e mezzo di euro nell’ambito del Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica Decreto Legge 1.10.2007 n°159;

Che nella ripartizione al Comune di Firenze sono stati assegnati poco meno di 6 milioni di euro per ristrutturazioni di appartamenti di proprietà.

Si interroga per conoscere

1. l’ubicazione degli immobili per i quali è stato avanzato richiesta di contributo per ristrutturazione;

2. se tali immobili o parte di essi siano già oggetto di progetti di ristrutturazione finanziati con altre risorse specifiche.


scritto da: viviverde alle ore 11:35 | link | commenti
categorie: interrogazioni, varrasi
venerdì, 18 gennaio 2008

Comunicato stampa: Energie pulite e rinnovabili dall’agricoltura

Comunicato stampa: Energie pulite e rinnovabili dall’agricoltura

 

La Commissione Qualità urbana, presieduta dal consigliere Gianni Varrasi, ha deciso di dedicare le prossime sessioni di lavoro al tema del rapporto tra attività imprenditoriali cittadine e le cosiddette “energie pulite”.

Tutti noi siamo responsabili del livello di inquinamento intollerabile delle nostre città, dovuto essenzialmente alla produzione e al consumo di energie da petrolio e suoi derivati e da un’abnorme produzione di sostanze inquinanti e climalteranti. D’altra parte si apre una stagione economica nella quale può essere vantaggioso, per le imprese, produrre energia elettrica da fotovoltaica.

La prima importante categoria ad essere ricevuta dalla Commissione è stata quella delle rappresentanze sindacali e imprenditoriali degli agricoltori e delle cooperative agricole.

La Commissione ha preso atto con piacere della cultura ambientalista ed ecocompatibile che gli interlocutori hanno portato al tavolo istituzionale.

I temi sollevati sono stati numerosi.

In attesa di richieste dettagliate e specifiche, che il Presidente ha sollecitato ai rappresentanti degli agricoltori sul tema delle energie rinnovabili, sono stati messi in evidenza cinque punti da trasformare in iniziative politiche e richieste di incentivi nazionali e regionali:

1) L’approvvigionamento da energia solare per l’agriturismo;

2) L’approntamento di strutture idonee per la raccolta differenziata della “frazione umida” attraverso strutture idonee al compostaggio;

3) Modalità specifiche di riciclaggio delle strutture di plastica deteriorate che coprono le serre;

4) Valorizzazione della produzione di energia da olii vegetali, soprattutto da soia;

5) Produzione di energia fotovoltaica da parte delle aziende agricole, sia per gli usi aziendali che per venderla alla rete Enel.

Per le prossime settimane sono previste le audizioni delle imprese artigiane, degli industriali, delle imprese del settore energetico di cui puntualmente, conclude Varrasi, daremo conto.

 

Firenze, 18.1.2008


scritto da: viviverde alle ore 12:24 | link | commenti
categorie: comunicati, varrasi
martedì, 15 gennaio 2008

Quando il business interrompe un'emozione: il caso della multisala di Novoli

COMUNICATO STAMPA

Quando il business interrompe un’emozione: il caso della multisala di Novoli

 

C’era un vecchio slogan che invitava a non interrompere con spot pubblicitari l’emozione donata da un film.

Oggi non sono più gli spot, o almeno non solo quelli, ma la proliferazione dei cosiddetti “multiplex”, ovvero le mega sale cinematografiche a mettere a rischio l’emozione dei cinefili.

Ci riferiamo al progetto di Novoli, o meglio della berlusconiana Medusa, che intende realizzare l’ennesima multisala cinematografica a Firenze.

Come se le recenti scomparse del Ciak e del Gambrinus non avessero minimamente toccato le corde degli amministratori fiorentini, si vuole perseverare su questa strada che noi Verdi non condividiamo.

Eppure il cinema è poesia, fantasia, sogno, e coniugarlo con i neon scintillanti, i bar fashion, i maxi-parcheggi pare assurdo prima ancora che impossibile.

Andare al cinema non è soltanto vedere un film, ma è stare in compagnia, godere di un momento di rilassamento, scegliere una sala di quartiere o con un fascino particolare; come sminuirlo a livello di un outlet commerciale?

Ci sia permesso invitare gli amici del PD ad ascoltare, su questo più che su altro, l’autorevole parere di Walter Veltroni che preferirebbe “Nuovo Cinema Paradiso” a “Cine Las Vegas”.

Pertanto come Verdi sosteniamo la battaglia dell’AGIS toscana contro la realizzazione di un’altra multisala.

Non vogliamo entrare nel merito giudiziario, che pure è oggetto di esposto da parte degli esercenti, e ci limitiamo a porre una domanda: dobbiamo continuare a pensare solamente come far soldi a tutti i costi, distruggendo insieme ai paesaggi naturali i “paesaggi dell’anima”? Non cogliete il legame ormai evidente fra una cultura imprenditoriale avida e di corto respiro ed una serie di valori popolari che ne vengono spazzati via?

Fermiamoci un attimo.

Ripensiamo questa scelta, allineiamoci alla posizione dell’Assessore regionale alla cultura Cocchi, che si dissocia dal progetto.

 

Giovanni Varrasi

capogruppo Verdi e presidente Commissione Qualità urbana


scritto da: viviverde alle ore 12:45 | link | commenti
categorie: comunicati, varrasi
mercoledì, 09 gennaio 2008

Peretola, cittadini furiosi. I Verdi pronti alla battaglia

Peretola, cittadini furiosi. I Verdi pronti alla battaglia

(Il Firenze, 9 gennaio 2008, P.23, di Emanuele Baldi)

 

â– â–  Lo psicodramma di Peretola è un aeroporto che è una trave in un occhio, incastrato (appoggiato) com’è sulla città, su Firenze che lo ama e lo odia dalla notte dei tempi.

Ma se c’è una Firenze (quella più grande, da Novoli in giù) che al limite “chiacchiera” e basta di piste, orari e collegamenti, c’è un’altra città («di 70-80 mila abitanti» dice il capogruppo dei Verdi, Giovanni Varrasi) che l’areoporto se lo vive sulla pelle, se lo guarda e, soprattutto, se lo ascolta e se lo respira ventiquattr’ore su ventiquattro. Il dibattito è vecchio, ma il problema non si risolve con la senilità. Caos, l’aria squarciata dai velivoli che rombano, la sensazione di essere in gabbia e, più di ogni cosa, l’ariaccia che si ha la percezione (ma non solo quella) di respirare vita natural durante. Varrasi dice che è una «presenza sconvolgente».

CON LUI ci sono i comitati spontanei dei cittadini, il Circolo Legambiente Firenze, il Gruppo Luda, l’sms di Peretola e l’associazione Amici della Terra. Tutti insieme hanno scritto un documento. Di allarme. Si parla di «decolli che insistono su un denso tessuto residenziale» e di «atterraggi che devono sfiorare di poche decine di metri gli edifici». È un documento dettagliato, con diversi dati. «Il sorvolo dei centri abitati di Peretola, Quaracchi, Brozzi e Le Piagge - si legge - comporta, in tempi indefiniti, la certezza ststiastica d’incidente». Questo perchè «dai pochi voli del 1980» si è passati «agli attuali 140/180 movimenti giornalieri». Ed a questi si devono aggiungere «i voli di trasporto merci e i voli privati». Il documento parla di «ansia», di «disagio» e di situazioni difficili per i bambini che si sentono volare sopra la testa decine e decine di aerei al giorno e ogni tanto «intercettano alla televisione e sui giornali, notizie sui disastri». Poi c’è il rumore. Il limite massimo fissato da un recente piano (60 decibel) viene spesso “sforato” («le aggressioni acustiche nel caso di Quaracchi possono raggiungere, all’interno delle case, un’intensità che può arrivare a 97 decibel di picco»). La lettera cita a tal proposito i rilevamenti semestrali eseguiti dall’Arpat. Ma i problemi sollevati sono tanti altri. Nel capitolo “gas tossici” si affronta ad esempio della qualità dell’aria.

«NELLE GIORNATE in cui si manifesta una brezza da nord - si legge ancora - gli scarichi della combustione di combustibile degli aerei in movimento sulla pista o in manutenzione, aggrediscono, insieme al rumore, l’abitato di Peretola, rendendo l’aria irrespirabile».

«Abbiamo avuto di recente un incontro a Peretola con associazioni e comitati» spiega il capogruppo Varrasi, sensibile da sempre alla questione aeroporto. I Verdi hanno in mente una serie di azioni da mettere in atto. Quando? Presto. Varrasi è in contatto con Barbagli, presidente dell’Agenzia regionale della Sanità e con le commissioni sanità e trasporti della Regione. «L’obiettivo è svolgere quanto prima una analisi epidemiologica agli abitanti dell’area». «E poi - conclude - chiederemo di congelare il master plan dell’aeroporto e di impiegare i vigili ambientali nel controllo dell’inquinamento». â– 


scritto da: viviverde alle ore 11:49 | link | commenti
categorie: progetti, comunicati, varrasi
lunedì, 07 gennaio 2008

Modifica del vigente Art. 181 del Regolamento edilizio

Tipologia: Mozione

Proponenti: Consiglieri Giovanni Varrasi e Domenico Valentino

Oggetto: Abolizione vigente Art. 181 del Regolamento edilizio e sostituzione con nuovo dettato

 

CONSIDERATA l’enorme importanza a livello planetario della questione ambientale e la necessità di aumentare la produzione di energie “pulite”, fondamentalmente di origine solare, a discapito di quelle di origine fossile che, producendo grandi quantità di anidride carbonica, sono responsabili del cosiddetto effetto serra, con prevedibili sconvolgimenti sul destino del pianeta;

APPREZZATO lo sforzo della Conferenza internazionale di Bali, dove finalmente tutte le Nazioni del pianeta hanno deciso di affrontare l’emergenza ambientale con strumenti più efficaci e condivisi;

VALUTATO POSITIVAMENTE l’intervento del Governo italiano che, nell’ultima Legge finanziaria, dispone che ogni nuova costruzione debba avere un certificato energetico che attesti che almeno il 50% dell’energia di cui ha bisogno sia di origine solare;

CONSIDERATA l’opportunità di importanti incentivi regionali e nazionali che favoriscono la produzione di energie da fonte rinnovabile;

CRITICANDO l’Articolo 181 del Regolamento edilizio che non solo non facilita l’installazione di pannelli solari termici o fotovoltaici, ma costituisce un impedimento dissuasivo alla loro realizzazione;

INVITA IL SINDACO

A revocare l’attuale testo dell’Articolo 181 e sostituirlo col seguente testo:

Art.181 Pannelli solari, pompe di calore ed altri impianti tecnologici

 

A) Pannelli solari termici e fotovoltaici

 

   1. Nel rispetto delle prescrizioni dell’Allegato I comma 12 e 13 del  Dlgs. 311/06, della Legge regionale 24 febbraio 2005 n.39  e di quanto  previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale 9 Gennaio 2006 n°1 “Programma solare termico – rinnovo accordo volontario settoriale anno 2006“ si precisa che:

a) Nel caso di nuovi edifici, in caso di installazione di impianti termici o ristrutturazione degli impianti termici esistenti è fatto obbligo l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia termica ed elettrica. In particolare l’impianto di produzione di energia termica deve essere progettato e realizzato in modo da coprire almeno il 50% del fabbisogno di energia primaria per la  produzione di acqua calda sanitaria con l’utilizzo delle predette fonti di energia. Tale limite è ridotto al 20% per gli edifici situati nelle aree soggette a vincolo.

b) Le valutazioni concernenti il dimensionamento ottimale o l’eventuale impossibilità tecnica  devono essere dettagliate nella relazione di cui al comma 15 dell’Allegato I sottoscritta da tecnico abilitato

c) Nel caso di edifici di nuova costruzione, pubblici o privati, o di ristrutturazione degli stessi è fatto obbligo l’installazione di impianti fotovoltaici.

d) Al fine di raggiungere tali obiettivi si potranno installare nelle aree soggette a vincolo sulle coperture -anche inclinate - pannelli solari termici e/o fotovoltaici  aderenti alla copertura senza modifiche della preesistente inclinazione della falda. Nessun limite è previsto fuori dal centro storico in assenza di specifici vincoli artistici o paesaggistici.

e) Le installazioni di pannelli solari e/o fotovoltaici sulle coperture dovranno essere obbligatoriamente realizzate con superfici non riflettenti e scure in modo tale da essere confondibili con i lucernari.

f) Nel caso di pannelli solari per la produzione di acqua calda, nelle aree soggette a vincolo, è proibita l’installazione a vista di serbatoi di accumulo che dovranno essere posizionati in sottostanti locali coperti.

g)  Nel caso di pannelli solari per la produzione di acqua calda, al di fuori delle aree soggette a vincolo, i serbatoi di accumulo potranno anche essere adagiati sulla copertura inclinata (attraverso l’adozione di strumenti idonei a minimizzare l’impatto visivo e comunque in armonia con il colore della copertura). I serbatoi non devono recare scritte o marchi di fabbrica delle ditte venditrici o installatrici. La stessa disciplina deve essere utilizzata per gli impianti a terra.

h) Nel caso di edifici non storici a copertura piana, i pannelli solari termici e fotovoltaici e i loro componenti potranno essere installati con inclinazione ritenuta ottimale, curandone comunque l’installazione nella parte centrale della copertura, o comunque in quella meno visibile dal piano stradale sottostante, evitando l’ombreggiamento tra di essi se disposti su più file.

i) Per le nuove costruzioni dovrà essere previsto l’uso di tutte le falde esposte a sud per la produzione dell’energia. E’ consentito anche l’uso delle superfici verticali esposte a sud per la produzione di energia.

j) Le installazioni di pannelli solari termici e fotovoltaici  che rispettano le prescrizioni di cui al presente Regolamento sono subordinate ai soli adempimenti previsti dalla legislazione vigente in materia di impianti e la conformità dell’opera alle prescrizioni del presente Regolamento dovrà essere esplicitamente attestata dall’installatore congiuntamente al deposito presso i competenti uffici comunali , della dichiarazione di conformità prevista dalla Legge 46/1990.

k) Per il collegamento dell’impianto solare alle singole utenze devono essere predisposti opportuni cavedi di opportuna sezione o vani che possono contenere la linea di mandata/ritorno dell’acqua calda sanitaria e relativi collegamenti elettrici

l) In sede del rilascio del certificato di agibilità degli edifici, dovrà essere prodotta apposita perizia giurata che certifichi la sussistenza degli impianti e la loro idoneità ad assicurare il fabbisogno energetico relativo.

 

  1. L’obbligo, di cui al comma 1 , di progettazione e realizzazione di impianti per la produzione di energia primaria,  può essere derogato solo a condizione che il progetto dimostri che le superfici utili del fabbricato non possiedono un albedo sufficiente a raggiungere gli obiettivi obbligatori di cui al precedente articolo relativi alla copertura di almeno il 50% del fabbisogno di energia primaria per la produzione di acqua calda sanitaria. Detta deroga può essere consentita solo previa presentazione di relazione tecnica dimostrativa sottoscritto da tecnici abilitati.

  1. Ai sensi della Legge regionale 24 febbraio 2005 n.39 “Disposizioni in materia di energia”,  ferme restando le autorizzazioni paesaggistiche eventualmente richieste ai sensi  del decreto  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni  culturali e  del paesaggio,  ai sensi  dell’articolo 10 della legge  6 luglio  2002, n.  137) non  necessitano di  titolo abilitativo anche ai  sensi della  Legge regionale 1/2005, laddove realizzati  secondo le  condizioni fissate dal PIER e dai provvedimenti attuativi dello stesso, i seguenti interventi:

a)  installazione  di pannelli solari termici di sviluppo uguale o inferiore a  20 metri  quadrati;

b)  installazione  di  pannelli  solari  fotovoltaici  di  potenza nominale uguale  o inferiore  a 3  chilowatt.

 

B) Pompe di calore, motocondensanti , ed altri impianti tecnologici per la produzione di energia

 

   1. Non è consentito installare impianti tecnologici a vista sulle falde delle coperture inclinate

 

   2. Simili installazioni possono essere  ammesse solo nel caso in cui la copertura presenti , per la sua originale conformazione, parti convenientemente defilate e particolarmente idonee ad accogliere l’impianto senza che la sua presenza alteri le prospettive visibili dai coni ottici limitrofi più significativi.

   3. La collocazione di detti impianti sulle coperture è in genere ammissibile :

 

-          quando posizionati su coperture piane ed occultati da appositi manufatti ( in muratura o in metallo ) delle dimensioni strettamente necessarie a contenere l’impianto tecnologico e ad assicurare la funzionalità ; tali manufatti devono essere addossati alle eventuali murature emergenti dalla copertura piana e tinteggiati dello stesso colore delle medesime; ove ciò non fosse possibile devono essere comunque realizzati e rifiniti in maniera tale da minimizzare la visibilità ed a garantirne il miglior inserimento nell’ambiente circostante;

-          quando collocati sulla copertura di corpi edilizi minori e questi siano posti a quota notevolmente inferiore rispetto alla copertura dell’edificio principale e prospettino su chiostrine o comunque su spazi completamente interni all’edificio;

-          quando collocati in appositi vani ricavati nello spazio sottostante il piano inclinato della copertura e schermati da idonee grigliature che riprendano le linee del manto di copertura;

-          quando collocati in corrispondenza di cartelle o murature emergenti dalla copertura ed arretrate rispetto alla linea di gronda in misura sufficiente a non renderle visibili dal basso, a condizione che siano schermati da appositi manufatti (in muratura o in metallo) tinteggiati dello stesso colore della muratura cui sono addossati e delle dimensioni strettamente necessarie a contenere l’impianto tecnologico e ad assicurare la funzionalità.

 

   4. Alle prescrizioni di cui ai commi precedenti può derogarsi solo in casi del tutto particolari e con specifica e puntuale motivazione. Alle eventuali istanze in deroga si applicano le prescrizioni di cui all’art. 173 , commi da 7 a 9.

 

   5. Le installazioni di pompe di calore, motocondensanti ed altri impianti tecnologici che rispettano le prescrizioni di cui al presente Regolamento sono subordinate ai soli adempimenti previsti dalla legislazione vigente in materia di impianti e la conformità dell’opera alle prescrizioni del presente Regolamento dovrà essere esplicitamente attestata dall’installatore congiuntamente al deposito presso i competenti uffici comunali, della dichiarazione di conformità prevista dalla Legge 46/1990.

 

   6. L’espulsione di aria calda o viziata, proveniente da impianti di condizionamento o trattamento aria, è ammissibile solo quando siano rispettate tutte le seguenti condizioni:

      a)    vi sia una distanza , misurata in orizzontale, non inferiore a mt. 4 tra la bocca di espulsione e la parete direttamente antistante;

      b)    vi sia una distanza , misurata in orizzontale, non inferiore a mt. 6 tra la bocca di espulsione ed il centro della più vicina  finestra della parete direttamente antistante;

      c)    vi sia una distanza , misurata in verticale, non inferiore a mt. 2 tra la sommità dalla bocca di espulsione e il davanzale della finestra direttamente soprastante;

      d)    la velocità dell’aria espulsa, ad una distanza di mt. 2 dalla bocca di espulsione, non sia superiore a mt. / sec 0,20.

 

   7. Ai sensi della Legge regionale 24 febbraio 2005 n.39 “Disposizioni in materia di energia”,  ferme restando le autorizzazioni paesaggistiche eventualmente richieste ai sensi  del decreto  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni  culturali e  del paesaggio,  ai sensi  dell’articolo 10 della legge  6 luglio  2002, n.  137) non necessitano di titolo abilitativo anche ai  sensi della  Legge  regionale 1/2005, laddove realizzati  secondo le  condizioni fissate dal PIER e dai provvedimenti attuativi dello stesso, i seguenti interventi:

   a)  installazione di impianti eolici di potenza uguale o inferiore a 5  chilowatt;

   b)  installazione di impianti di microcogenerazione a gas naturale fino a  3 megawatt  termici;

   c)  installazione  di impianti di produzione energetica alimentati a biomassa fino a 0,5 megawatt termici.

 

Giovanni Varrasi e Domenico Valentino


scritto da: viviverde alle ore 15:24 | link | commenti
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