Comune di Firenze
Commissione Speciale per la Qualità Urbana
La Commissione Speciale per la Qualità Urbana del Consiglio Comunale di Firenze è stata costituita per avviare una riflessione istituzionale e politica sui temi del degrado di alcune zone della città, sulla vivibilità, sulla qualità estetica e, nel contempo, mettere in evidenza la complessità degli agenti “degradanti” e la forma della risposta istituzionale nelle sue varie articolazioni.
Il metodo politico usato nei lavori della Commissione è stato quello della massima trasversalità (tutti gli atti sono stati approvati all’unanimità, sempre confermata nell’aula consiliare) e della collaborazione tra i consiglieri e le loro varie sensibilità.
Ci è sembrato opportuno orientarci sui seguenti aspetti:
- Approfondimento culturale del tema “Qualità urbana” attraverso vari convegni;
- Proposte di Mozioni specifiche sul tema “Qualità Urbana”;
- Audizioni di cittadini, associazioni, comitati, imprese, su temi inerenti i compiti della Commissione.
Il nostro obiettivo istituzionale è stato quello di aprire un altro luogo democratico che potesse dare risposte alle istanze dei cittadini, accogliendone le loro critiche e le loro proposte.
Ci sentiamo di affermare che questo obiettivo è stato conseguito correttamente.
I temi principali impostati con la collaborazione del Consiglio e della Giunta, parzialmente realizzati, sono a nostro avviso i seguenti:
1. TUTELA AMBIENTALE
2. QUESTIONE ENERGETICA
3. ATTENZIONE A CRITICITA’ RIGUARDANTI VIE E PIAZZE DELLA CITTA’
4. PROBLEMATICHE DELLA ACCOGLIENZA
5. RAPPORTI TRA IMPRESA, TERRITORIO E CITTADINI
Al di là di teorizzazioni troppo astratte, riportiamo di seguito sinteticamente le iniziative e le realizzazioni della Commissione Speciale per la Qualità Urbana relative all’anno in corso.
(...)
Alla luce di quanto relazionato, la Commissione chiede una proroga dei suoi lavori fino a marzo 2009 al fine di poter concludere il compito assegnatole.
Produrremo per il Consiglio comunale un dossier completo e dettagliato che riguarda la Qualità Urbana a Firenze, utilizzando le competenze dei consiglieri , delle persone “audite” e di un gruppo di lavoro costituito da personalità qualificate, “aperto “, di supporto alla Commissione nell’approfondire progetti e nell’elaborare le sue proposte.
Firenze, 19 maggio 2008
Il Presidente
Giovanni Varrasi
All’attenzione del Comandante dei Vigili
Dott. Alessandro BARTOLINI
Caro Comandante Bartolini,
le allego una richiesta proveniente da un folto gruppo di cittadini della zona di San Niccolò e Piazzale Michelangelo che chiedono l’installazione di un autovelox lungo Via dei Bastioni.
Ne ho parlato con l’Assessore Cioni, che mi ha spiegato che l’installazione degli autovelox segue una precisa priorità legata al numero di incidenti avvenuti lungo quella strada.
Naturalmente i suoi uffici avranno dati statistici precisi. Da parte mia posso testimoniare di un elevato grado di pericolosità di quelle strade e della necessità di controllare più radicalmente le velocità.
Per questi motivi sono a perorarle l’installazione di un autovelox, confidando nell’accoglimento della richiesta.
Firenze, lì 26 maggio 2008
Giovanni Varrasi
Capogruppo dei Verdi e
Presidente della Commissione Qualità urbana
-O-
Collina Piazzale Michelangelo
Firenze, 15-05-08
Sig. Sindaco di Firenze
(Leonardo Domenici)
Assessore alla Sicurezza e Vivibilità urbana
(Graziano Cioni)
Presidente della Commissione Qualità urbana
(Giovanni Varrasi)
Comandante della Polizia Municipale
(Alessandro Bartolini)
Varie sono le evidenze territoriali della Collina del Piazzale Michelangelo, fra le principali: il Piazzale, il Giardino dell’Iris, il Parco delle Rampe, il Giardino delle Rose, la Basilica di San Miniato, il Cimitero delle Porte Sante ecc. ecc.; il tutto connesso da una complessa viabilità che, per quanto attiene al Piazzale, ha riferimento nel Viale Michelangelo, mentre per quanto attiene al Parco delle Rampe, e allo stesso Piazzale, riconnettendosi poi al Viale Galileo, nella Via dei Bastioni.
Via dei Bastioni ha pertanto una funzionalità assai delicata permettendo sia di bypassare il Viale Michelangelo, sia di consentire l’accesso, oltre che al Parco delle Rampe ed ai complessi monumentali suddetti, al rione di S. Niccolò e al Forte di Belvedere da lì in poi, con Via di Belvedere, nuovamente al Viale Galileo.
Via dei Bastioni, a senso unico, sede di abitazioni fino al Parco delle Rampe, è provvista di marciapiede (che il Comune ha recentemente ricostruito e ampliato) solo fino all’altezza della Rampa dei Bastioni, poi assume la fisionomia di strada extra urbana priva di marciapiedi. Essa è, tuttavia, strada di traffico veicolare, spesso intenso e molto veloce, sia di passaggio di cittadini e di turisti, sia di servizio per le abitazioni per le abitazioni frontaliere, sia percorso di footing.
Tale utilizzo misto (veicoli-pedoni) assume aspetti di grave pericolosità. Pericolosità che è assolutamente necessario ridurre mediante l’INSTALLAZIONE DI UN AUTOVELOX da parte del Comune di Firenze.
IL COMITATO DI CITTADINI
Al Direttore Generale del Comune di Firenze
Carlo Paolini
P.c. al Presidente del Consiglio comunale
Eros Cruccolini
P.c. all’Assessore all’Ambiente
Claudio Del Lungo
P.c. al Portavoce del Sindaco
Giovanni Di Fede
Firenze, 19 maggio 2008
Egregio Direttore Paolini,
il sottoscritto, in qualità di consigliere comunale e capogruppo dei Verdi, ha presentato in data 7 gennaio u.s. quattro Mozioni per rendere compatibile l’organizzazione regolamentaria del Comune di Firenze con la crescente domanda della nostra comunità a poter installare sul tetto della propria abitazione pannelli di produzione energetica da fonte solare (solare termico o solare fotovoltaico).
Su un altro piano, come Presidente della Commissione consiliare per la qualità urbana, ho avuto modo di incontrare non solo gruppi di cittadini, ma anche organizzazioni di categoria (artigiani, commercianti, imprenditori, agricoltori) che hanno unanimemente deplorato le difficoltà burocratiche che rendono, di fatto, difficilissimo o impossibile la realizzazione di impianti per la produzione di energia pulita, con importanti ricadute sia sul piano imprenditoriale e dei profitti sia su quello ambientale e di riduzione dell’inquinamento. Col paradosso che la Legge finanziaria ha introdotto, sia lo scorso anno che questo in corso, detrazioni che arrivano fino al 55% dei costi sostenuti e la Regione eroga addirittura finanziamenti a fondo perduto per il 20%; ma i fiorentini non possono – almeno fino ad oggi – approfittare di queste giuste agevolazioni per ridurre il consumo di energia elettrica e produrne di “pulita”.
Le ricordo che tutti i Gruppi politici hanno convenuto in Consiglio comunale, con un voto unanime sulle Mozioni, che questo paradosso fiorentino debba al più presto essere superato.
Sono pertanto a rivolgermi a Lei, proprio per il Suo ruolo in proposito, affinché l’Amministrazione comunale dia applicazione alla Legge n. 10 del 1991 che invita le Pubbliche Amministrazioni a nominare un responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia, altrimenti detto Energy Manager.
A mio parere (e dell’intero Consiglio comunale), la istituzione di un ufficio comunale che si occupi specificatamente di energia, con la collaborazione di una Consulta costituita da artigiani, imprenditori, responsabili di condominio, potrebbe affrontare i problemi energetici con grande efficacia, sia proponendosi il problema della razionalizzazione e riduzione dei consumi, sia governando amministrativamente l’incentivazione di produzione di energie pulite.
Tale nomina credo possa essere la prima in Toscana e dare lustro alla nostra amministrazione fiorentina, assumendo valore strategico sul questo terreno, così vitale per la città e l’intero pianeta.
Come Verdi, da anni ci stiamo battendo in ogni Ente Locale al fine di renderlo a cinque stelle per quanto riguarda il risparmio e la razionalizzazione dei consumi energetici. La nostra battaglia per una nuova cultura politica inizia, fortunatamente, oggi a dare i suoi frutti. Nella cittadinanza, come detto, si va sempre più diffondendo un’attenzione verso questa problematica, ma anche nelle categorie economiche, a partire da chi opera nel settore edile, certi paradigmi improntati all’efficienza energetica stanno diventando elemento qualificante.
Occorre, ora, che anche la Pubblica Amministrazione faccia la propria parte. Per questo ho deciso di rivolgermi a Lei nella pressante richiesta di poter risolvere al più presto questo assurdo impasse e dimostrare ai cittadini di Firenze che il loro Comune, nel rispetto del decoro estetico secolare, sa capire esigenze nuove e fondamentali per la qualità della vita.
Resto in attesa di Suoi provvedimenti che realizzino gli indirizzi politici espressi chiaramente dal Consiglio comunale, cordialmente
Giovanni Varrasi
Capogruppo dei Verdi
Presidente della Commissione Qualità urbana
COMUNICATO STAMPA
IL TRENINO IN CITTA': NON SOLO DISNEY MA ANCHE BERGMAN O FELLINI
Giovedì 15 maggio, ore 23,45. Via Cavour. Siamo abbagliati da una luce molto intensa proveniente dal trenino che deve accompagnare turisti e cittadini all'interno della Ztl, opportunamente chiusa di notte.
Il trenino, in tutte le sue carrozze, è completamente, assolutamente, vuoto. Nell'ultimo vagoncino, un signore di colore, dalle strutture muscolari possenti è visibilmente annoiato. Dietro il trenino vuoto, una macchina dei vigili. Sarà un caso, o gli fa proprio da scorta?
Ore 24 circa. Dal lato opposto, nella direzione Piazza Duomo verso Piazza San Marco arriva un secondo trenino. E' ancora più vuoto del precedente, da cui si differenzia per la presenza di un uomo, bianco stavolta, tremendamente più muscoloso del precedente che pure non scherzava. Visto di spalle assomiglia ad un armadio. Non lo segue nessuna macchina dei Vigili e tiro un sospiro di sollievo pensando che i soldi e le funzioni pubbliche non siano sprecati.
Ore 00,15. La notte comincia ad animarsi mentre gente come noi decide che è ora di andare a casa a riposarsi. Arrivano in centro, a frotte, gruppi di turisti. Notiamo dalla lingua che sono americani, i ragazzi che sembrano studenti universitari, le ragazze troppo truccate e eccitate. E vanno ostentatamente a piedi, mentre arriva il terzo trenino, quello del "pirata nero" che, ancora una volta, è seguito da una macchina dei Vigili. Allora è una scorta vera e propria!
E lì si accende la lampadina. Che errore paragonare il trenino alla bonomia disneyana, forse dissonante rispetto all'elegante e severa Firenze, ma pur sempre elemento di gioiosa animazione soprattutto per il giovani.
No, no, qui siamo di fronte al Deserto dei tartari di Dino Buzzati. All'espressività bergamaniana sulla mancanza di senso. Alla scena finale di 8 e 1/2 di Fellini, dove l'allegra brigata dei mille personaggi nella ruota del luna park, fa sentire fino in fondo a noi il vuoto invece del pieno, il silenzio invece del clamore. Un altro capitolo del genio fiorentino!
Ore 00,30. Ripassa il quarto trenino. Nella carrozza di mezzo un uomo e una donna di mezza età, forse dell'est europeo, si baciano. Comunque, penso fra me e me che vale la pena di spendere decine di migliaia di Euro per un bacio.
The end.
Forse la notte si animerà e il trenino sarà più tardi stracolmo di persone.
Gianni Varrasi
capogruppo Verdi e presidente Comm. Qualità urbana
Do seguito alla mia precedente di alcuni giorni fa.
Non tacciatemi per eretico, anche se eresia e apostasia sono accuse tutt'ora molto elargite (da alcune Chiese e non solo...), ma vi confesso che leggendo le varie opinioni mi viene in mente Ezra Pound quando scriveva: "Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui".
Al di là della figura di Pound e delle indebite appropriazioni postume, non guardate il dito guardate la luna... mi pare che si attagli perfettamente al momento attuale del nostro movimento.
A Roma si è compiuta metà dell'opera, ed è giusto darne il merito a Fabio perché la sua iniziativa è stata determinante nell'archiviazione definitiva dell'era Pecoraro Scanio (e forse anche di qualche suo sodale). Ma il problema non era solo cambiare il Portavoce, anzi adesso ahinoi Presidente, ma quello di un ricambio totale. Che non c'è stata la forza o il coraggio di attuare.
Dico questo non per spirito vendicativo, ma perché scaricare tutte le colpe su una persona è in Italia sport diffuso, e la responsabilità di aver intruppato i Verdi in intese "geneticamente modificate", riducendoli così non solo all'extra-parlamentarismo ma, peggio, alla marginalità politica, è responsabilità dell'intera classe dirigente verde.
Insomma, è normale che un soggetto politico, nel momento in cui vince nella società (oggi la coscienza eco-ambientalista non è più di nicchia, per fortuna!), scompare dalla scena politica. Vi pare normale?
Quando, qualche anno fa, si affermò nell'agenda politica italiana il tema tabù del federalismo, chi dalla fine degli anni '70 ne aveva fatta - bene o male - la propria bandiera, raccolse la conseguente e legittima messe di consensi.
E i Verdi? Vincitori sconfitti. Beh, non si può non riflettere con rigore su questo e non fare una seria autocritica.
Ripeto quanto già scritto e, per la verità, suffragato da parecchie email di condivisione. I Verdi italiani, come il resto dei Verdi in Europa, hanno tutte le credenziali, una volta rinnovatisi in profondità, per proporre la propria faccia all'elettorato. Non hanno nulla di cui vergognarsi. Ai cittadini a giudicarli. Perché allora nascondersi dietro tatticismi col fiato corto, come quelli già tristemente sperimentati col "Girasole" o con l' "Arcobaleno"? La legge elettorale per le amministrative non penalizza la pluralità, quella nazionale non ci riguarderà per almeno cinque anni...
Qualcuno scrive che non dobbiamo pensare all'autosufficienza. Verissimo, ma autosufficienza ed autonomia non cose diverse. Nessuno dice che i Verdi non debbano dialogare, ovunque possibile, con la sinistra, con l'IdV, con il Pd o, meglio ancora, con le liste civiche (Gruppi di Grillo, Movimento per la Decrescita, Per il Bene Comune, etc etc), ma questo non deve significare abdicare alla propria identità e peculiarità. Il buon vecchio slogan sindacale: marciare separati e colpire uniti, rammentate?
Io penso a dei Verdi molto meno ingessati rispetto a quanto lo siano stati fino ad oggi. Flessibili sul territorio, come si è affermato anche a Roma, ma non negli obiettivi. Rappresentativi della galassia associazionistica che si richiama ai valori del rispetto della natura, della terra, dell'aria e di ogni forma vivente. Capaci di esprimere un vigore nuovo sostenuto da passioni antiche. Capaci di dire robusti "no" e ponderati "invece". Capaci di correggere "l'ambientalismo del fare" con "l'ambientalismo dell'ascoltare". Capaci di capire che la legalità è condizione essenziale e che gli indulti spezzano il patto sociale fondato sulla certezza della pena. Capaci anche di spiegare che, forse, la modernità è oggi molto invecchiata!
Certo, questo significa ripartire dall'elaborazione culturale e politica prima che dall'alchimia delle alleanze o delle fusioni a freddo. Dagli uomini prima che dalle poltrone. Sapremo farlo in vista dei prossimi appuntamenti? Sapremo far contare le idee prima delle truppe cammellate? Perché... "Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui".
Andrea Aiazzi
COMUNICATO STAMPA
Firenze, 12 Maggio 2008
BARUZZI, MALAVOLTI, PIERI, SOLDANI E VARRASI: «CONTINGENTAMENTO DEI VOLI ALL'AEROPORTO DI PERETOLA E RIDUZIONE DELL'ORARIO DI AGIBILITÀ DELLO SCALO»
«Contingentamento dei voli all'aeroporto "Vespucci" di Peretola e riduzione dell'orario di agibilità dello scalo». E' quanto chiedono Giovanni Varrasi (Verdi), Anna Soldani, Daniele Baruzzi e Gregorio Malavolti (Sinistra Democratica), Leonardo Pieri (Rifondazione Comunista) che sulla questione hanno presentato due distinte mozioni.
«Siamo per la modernità - hanno sottolineato i cinque esponenti della Sinistra Arcobaleno - e non per una visione municipalistica di stampo medievale che qualche esponente politico rivende per ultramoderna».
«Attualmente - si sottolinea nelle due mozioni - i voli si sono intensificati, gli aerei sono diventati più grandi e rumorosi, il "sentiero di avvicinamento" dei velivoli si è abbassato. A volte, per i frequenti ritardi notturni, per i residenti della zona rimangono solo cinque ore scarse di silenzio. Una situazione, questa, ben al di fuori, dei limiti imposti dalla legge. Come se non bastasse il nuovo orario estivo prevede dieci voli giornalieri in più rispetto all'orario invernale e cinque-sette voli in più rispetto al 2007».
«Di fronte a tale scenario - hanno spiegato Baruzzi, Malavolti e Varrasi - la politica di sinistra si preoccupa di conciliare le esigenze dell'impresa-aeroporto e degli utenti con quella delle decine di migliaia di cittadini che vedono profondamente peggiorata la qualità della loro vita. In tal senso questo tipo di sinistra sa dire i suoi sì e i suoi no con grande chiarezza e con rispetto per il sistema aeroportuale toscano dove il ruolo dello scalo di Pisa deve essere privilegiato.
Chi vuole limitare correttamente lo sviluppo del "Vespucci" e non prevede grandi investimenti sul trasporto ferroviario tra Firenze e Pisa, raddoppiando eventualmente le linee, non svolge un ruolo politico responsabile perché autorizza in maniera illegittima un mercato selvaggio, centrato sul capoluogo toscano».
«Questo è il nostro iniziale contributo al programma elettorale del centrosinistra - ha dichiarato Varrasi - dove risulta evidente un'attenzione particolare al rapporto tra impresa, territorio e cittadini. Il primato della politica e del bene comune, al quale la sinistra intende dare un contributo, consiste nel governare le strategie delle imprese e non essere costretti a subirle. In questo senso le posizioni del Presidente della Provincia Matteo Renzi, che sposa tesi ultrasviluppiste fuori da ogni contesto programmatico e di sistema, si collocano sul versante opposto rispetto a quelle da noi dichiarate».
«Le nostre proposte - hanno concluso Baruzzi, Malavolti, Pieri, Soldani e Varrasi - sono dunque di richiedere al Governo e alla Regione Toscana il potenziamento dei collegamenti ferroviari con Pisa, prevedendo anche il raddoppio dei binari esistenti e a dare concreta attuazione al protocollo di intesa tra i sindaci di Firenze e Bologna prevedendo forme di raccordo stretto tra il Vespucci e lo scalo bolognese. Quanto a Peretola chiediamo anzitutto che si arrivi al contingentamento dei voli, come all'aeroporto romano di Ciampino, con modalità idonee alle proporzioni ridotte del nostro scalo che non si può permettere più di 70-80 voli complessivi al giorno. Infine chiediamo di ridurre l'orario di agibilità, dall'attuale 6.30-23 ad un più consono 7.00-22.00».
Tipologia: Mozione
Oggetto: Inquinamento acustico e ambientale causato dall’aeroporto Amerigo Vespucci
Firenze, 12 maggio 2008
APPURATO che dalla riapertura dell'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze, un paio di anni fa (primavera 2006), non solo i voli si sono intensificati ma, in seguito all'allungamento della pista, adesso i velivoli in atterraggio sono più grandi e ovviamente più rumorosi di prima, il loro sentiero di avvicinamento più basso e il rumore che ne deriva esponenzialmente fastidioso;
VERIFICATO che i frequenti ritardi notturni protraggono l’orario di atterraggio dei velivoli sino anche le due della notte, considerando che il primo decollo è alle 6,30 del mattino, a volte rimangono cinque ore scarse di silenzio (fuori dai limiti riservati dalla legge per le sette ore di rispetto, ex DPR n. 496 11/12/1997);
SAPUTO che l’Arpat ha svolto finora solo parziali riscontri, limitati sia tecnicamente che territorialmente e venuti a conoscenza che presso il polo scientifico di Navacchio si sono messe a punto tecnologie di rilevazione molto più efficienti ed attendibili;
CONSIDERATO che i risultati resi noti mostrano comunque, in zone decisamente non attigue all’aeroporto, dati talmente vicini al superamento di detti limiti che basterebbero un paio di aerei in più al giorno per superarli, sforamento che invece si verifica, pesante e reiterato, nel centri abitati di Quaracchi, Brozzi e Peretola dove, da anni, ogni limite di rumore possibile è stato oltrepassato e dove la gente sta raggiungendo il limite di sopportazione;
CONSIDERATO altresì che insistono sul territorio limitrofo all’aeroporto Vespucci anche zone residenziali finanche di seconda classe, la classe successiva (in termine di diritto al silenzio) a quella delle zone con ospedali e case di riposo, in quanto zone collinari a vocazione agricola e turistica;
RICORDATO che in questi anni vi sono stati alcuni incidenti, piccoli o grandi, tra i quali quello del 1997 nel quale un Atr-42 della compagnia Air Littoral uscì di pista invadendo l’autostrada e causando la morte del pilota; sulla scorta di questa tragedia si mise in moto la macchina per l’ampliamento della pista volto ad elevare la soglia di sicurezza, soglia oggi di nuovo abbassata dall’accresciuta capienza e potenza degli aeromobili;
PRESO ATTO che le previsioni di ulteriore espansione dell'aeroporto, con tutto l'impatto ambientale che questo comporta, vengono portate avanti da ADF con la più completa mancanza di confronto, nonostante le centinaia di lettere di protesta di privati, enti, associazioni e agriturismi;
SAPUTO che con il nuovo orario estivo sono previsti 70 voli in più alla settimana, dato che allarma considerando il numero già elevato di voli durante il periodo invernale, e che significa una media di dieci voli in più giornalieri rispetto all'orario invernale e circa dai cinque ai sette in più al giorno rispetto all'orario estivo dell'anno scorso, arrivando ad una media di oltre 120 atterraggi giornalieri senza contare tutti gli atterraggi dei velivoli privati, più ovviamente i decolli;
TENUTO CONTO che, rispetto ai superamenti di livelli di zonizzazione acustica, l’effettivo impatto acustico causato dal passaggio di un velivolo sull’abitato limitrofo può arrivare sino a 100 dB(A) quando, in un’area prevalentemente residenziale di II classe, i valori limite di immissione sonora Leq in dB(A) sono di 55 in fascia diurna (06.00-22.00) e di 45 in fascia notturna (22.00-06.00), e comunque, anche in quella di intensa attività umana, la IV, non possono mai superare i 65 dB(A) diurni e i 55 notturni, ex DPCM 14/11/1997;
CONSIDERATA la fretta con la quale è stato deciso il posizionamento del nuovo radar, occorre rilevare che un cambiamento dell’orientamento magnetico della pista minimo di 2 o 3 gradi, conservando la stessa attuale lunghezza, potrebbe permettere che il sentiero di avvicinamento anziché avvenire come ora su una zona abitativa e collinare (Montecastello 280 m.) avvenga, ad esempio, sulla non lontana zona industriale pianeggiante nei pressi di Montelupo nelle vicinanze della superstrada;
RICORDATO che nelle Assemblee pubbliche del 29 novembre u.s. al Circolo Libertas di Quaracchi e poi del 29 febbraio alla S.M.S. di Peretola i rappresentanti del gruppo di lavoro, costituitosi nell’UTOE3 per intervenire sulle problematiche ambientali e territoriali derivanti dall’attività dell’aeroporto Vespucci, si sono incontrati con tutti i gruppi politici di Palazzo Vecchio e con le Commissioni Consiliari Qualità urbana e Ambiente, ottenendo attenzione e condivisione;
CHIEDIAMO AL SINDACO
- che solleciti ADF/ENAC/ENAV ad attuare immediatamente il sistema di monitoraggio acustico collegato alle tracce radar (impegno assicurato dello stesso Ministro dei trasporti) come elemento per valutare innanzitutto l'effettiva possibilità di rispettare il limite acustico dei 55 dB(A), che i rilievi ARPAT disponibili rivelano invece essere ripetutamente sforato;
- che venga accettata la richiesta dei cittadini di rendere pubblici sia il progetto di monitoraggio (posizione delle centraline, modalità di rilievo) sia i risultati ottenuti;
- che si attivi nei confronti dell’Assessorato alla Sanità della Regione Toscana e dell’Agenzia Regionale di Sanità affinché sia approfondito analiticamente lo stato complessivo di salute del territorio (gravato come è noto da criticità ambientali-sanitarie, già rilevate da precedenti analisi, connesse allo stato di congestione complessiva e disordine urbanistico dell’area), in rapporto anche agli standard di salute e di qualità della vita della popolazione residente;
- che sia esaminato anche attraverso l’Assessorati all’Ambiente del Comune, della Provincia e della Regione il più generale problema della sostenibilità, in termini di sicurezza e di equilibrio ambientale, di una infrastruttura sviluppatasi con evidenti forzature in una collocazione che tutti riconoscono impropria;
- che si provveda a studiare se e a quali condizioni e limiti (numero dei voli giornalieri, tipologia d'aerei, orari, rotte) lo scalo Amerigo Vespucci possa rendersi realmente compatibile con la salute dei cittadini e le notevoli evoluzioni del territorio su cui insiste;
- che, in via prioritaria, si attui da parte dell’Amministrazione comunale di Firenze quanto già sperimentato all’aeroporto di Ciampino su iniziativa del relativo Comune, ovvero una contingentazione dei movimenti aerei (a Ciampino è stato deciso un tetto di circa 100 movimenti, 50 decolli e 50 atterraggi), idonea alle proporzioni ridotte del Vespucci (70/80 voli complessivi), ed infine ridurre l'orario di agibilità dall'attuale 06.30-23.00 (per giunta sforato dai frequenti ritardi) ad un più consono al riposo 07.00-22.00.
Comunicato Stampa
VARRASI (PRESIDENTE COMMISSIONE QUALITÀ URBANA): «SI PROFILA UNA SOLUZIONE PER I CATTIVI ODORI PRODOTTI A SAN BARTOLO A CINTOIA»
Il Presidente della Commissione Qualità Urbana Giovanni Varrasi, dopo le segnalazioni di un gruppo di cittadini rappresentanti una gran fetta di popolazione dell’Isolotto in grave difficoltà per le maleodoranze prodotte dalle lavorazioni della Ditta S.i.l.o., situata nella zona di San Bartolo a Cintoia, ha coinvolto la Commissione nel tentativo di risolvere il problema che affligge questi cittadini ormai da qualche decennio.
Per noi, ribadisce Varrasi, qualità urbana è anche e soprattutto il vissuto dei fiorentini, nelle loro esistenze ordinarie e quotidiane dell’ambito urbano.
Per questi motivi, dopo aver approfondito il problema attraverso contatti ripetuti con gli uffici dell’Amministrazione provinciale, dell’assessorato all’Ambiente del Comune dI Firenze, dell’ARPAT e dell’ASL, sono stati convocati in Commissione il Dr. Guidotti, responsabile dell’Azienda S.i.l.o., i rappresentanti dei cittadini, un funzionario dell’Assessorato all’Ambiente del Comune e il presidente del Quartiere 4 D’Eugenio.
La riunione ha avuto un esito molto concreto, la cui positività sarà determinata dal successo delle iniziative.
In pratica il Dr. Guidotti ha assicurato che, tra qualche giorno, si attiverà per operare seri miglioramenti nella riduzione delle maleodoranze, attraverso nuove tecnologie provenienti dalla General Electric.
Abbiamo concordato, ribadisce Varrasi, una valutazione condivisa tra un mese circa.
Se questa iniziativa non dovesse portare ai risultati sperati, si cercherà di avviare la realizzazione di un nuovo impianto per il quale sono necessari circa sei mesi.
Anche questo passaggio sarà verificato dai cittadini, dalla Commissione Qualità Urbana, dalla stessa Ditta S.i.l.o.
Un’altra iniziativa della Commissione Qualità Urbana, suggerita dalla consigliera Checcucci, riguarderà il reperimento di bandi europei che possano aiutare economicamente l’Azienda a fare investimenti più radicali in grado di risolvere completamente il problema delle maleodoranze.
Il rapporto fra imprese, ambiente, cittadini e qualità della vita diviene il tema più importante della comunità fiorentina, sia per valorizzare imprese e sviluppo, sia per tutelare i cittadini e le loro incomprimibili esigenze di vita civile.
Giovanni Varrasi
Presidente Commissione Qualità urbana
COMUNICATO STAMPA
Firenze, 5 Maggio 2008
VARRASI (VERDI): «RIFORMA PER LA POLIZIA MUNICIPALE»
«Riforma per polizia municipale». A chiederla, «con un atto specifico, in collaborazione con le competenze maturate all'interno del corpo dei vigili urbani», il capogruppo dei Verdi, Giovanni Varrasi che ha anche espresso «solidarietà agli agenti aggrediti da abusivi senegalesi».
«I settori principali della struttura operativa - secondo l'esponente della maggioranza - dovrebbero essere i seguenti: nuclei specifici, opportunamente formati, che presiedano al rapporto coi cittadini e alle varie richieste che provengono dalla comunità, con una capacità di movimento e di rapporto col territorio che sia potenziato; gruppi specializzati per l'attività di controllo e repressione con strumenti idonei al compito; nuclei di ispezione ambientale molto potenziati rispetto alle unità già presenti; gruppi di intervento per la qualità urbana, attenti all'osservanza delle regole, del traffico e della sosta, senza troppi compiacimenti e inosservanze. Chiediamo di mutare profondamente il modo di concepire il corpo dei vigili, da entità generalista a organizzazione con compiti differenziati e dirigenti specifici, nell'ottica della responsabilità e della specializzazione».
«Teniamo a sottolineare - ha ricordato Varrasi - la continuità della nostra linea politica sui temi della sicurezza, che si è concretizzata attraverso ripetuti atti politici e votazioni consiliari ispirati all'osservanza delle regole e alla valutazione del rapporto tra degrado, qualità urbana e politiche di controllo del territorio e inevitabile repressione. Su questi aspetti, fondanti la comunità civile fiorentina, non si scherza, non si fa demagogia, si agisce come una squadra compatta al servizio del bene comune. Per questi motivi, i vigili urbani non possono essere lasciati soli e anzi l'amministrazione deve scegliere logiche di governo precise e determinate per non farli sentire senza appoggio».
«Pensiamo che debba essere potenziata, in questi ambiti così difficili - ha proseguito il capogruppo dei Verdi - la specializzazione della polizia municipale anche sul terreno del presidio del territorio e l'integrazione, per missioni specifiche pericolose, con le altre forze dell'ordine. Non ci sembra utile una contrapposizione tra amministrazione e vigili urbani, ma occorre piuttosto una riflessione comune che valorizzi l'importanza e la difficoltà del mestiere di Vigile al servizio, in prima linea, della città. D'altra parte non si può sottacere l'impressione di una parte della cittadinanza che esistano zone di inefficienza e burocratiche».
«Per questi motivi - ha aggiunto Varrasi - auspico una riforma generale del Corpo dei Vigili urbani con un'attenta analisi del numero di addetti, del livello di specializzazione dei vari settori, del rapporto fra costi e benefici per l'amministrazione».
Bollettino informativo e bugigattolo di idee del Gruppo consiliare Verdi nel Comune di Firenze.