Nel giorno in cui in tutto il mondo si festeggia l’Earth Day, ovvero la Giornata mondiale della Terra - ideata nel 1970 da Denis Hayes nel Paese che diviene oggi, col presidente Obama, punta di lancia del Green New Deal -, il Gruppo consiliare dei Verdi di Palazzo Vecchio sceglie di tirare il proprio bilancio del mandato elettorale 2004-2009.
Si è trattato di un quinquennio difficile, sottoposto a ripetute fibrillazioni politiche derivanti da numerosi appuntamenti elettorali, l’ultimo dei quali ha riconsegnato il Paese nelle mani di Silvio Berlusconi, un continuo sommovimento nei partiti fino al punto da rendere i Verdi, sorti nella seconda metà degli anni ’80, il più antico partito presente oggi sulla scena politica italiana! In questo mare agitato, il timone dei Verdi è rimasto saldamente orientato al bene comune, responsabile forza di governo ma mai supina o appiattita sugli alleati quando essi assumevano decisioni ritenute di pregiudizio dell’ambiente in cui viviamo e, più in generale, della qualità della vita dei cittadini che abitano a Firenze. Trovando in varie occasioni buona sintonia con la parte più avanzata di Ds, Margherita e degli alleati di sinistra.
Di governo, con serietà, ma non governativi per opportunismo. Capaci di scelte talvolta impopolari, come la strenua difesa della mobilità pubblica su ferro (tramvia) rispetto a quella privata delle autovetture, come la diffusione capillare delle piste ciclabili (assiduamente perorata) o come la pedonalizzazione del centro storico. Capaci anche di fermare progetti speculativi come il recente multisala con annesso centro commerciale a Novoli. Ragionevoli nel sostenere lo spostamento dello stadio di calcio da Campo di Marte in periferia ma tenaci nel non svendere il formidabile progetto del Parco della Piana dell’architetto Girot.
Questo, in sintesi, il senso e lo spirito della nostra azione all’interno di una coalizione di maggioranza, per la quale abbiamo svolto in molteplici circostanze un ruolo di equilibrio e di cerniera, sempre e soprattutto nel rispetto del mandato degli elettori.
Certo, bilanciare le pressioni di alcuni settori imprenditoriali (quelli meno lungimiranti e meno sensibili ai temi ecologici) non è stato facile, ma crediamo che nessuno sia riuscito - per usare l’espressione del regista Rosi - a mettere le mani sulla città. E forse qualche merito possiamo ascrivercelo.
In questo nostro consuntivo che, doverosamente, presentiamo ai fiorentini desideriamo fare un breve excursus di alcune iniziative, piccole o grandi, che ci pare rendano l’idea del lavoro compiuto.
1) Abbiamo bloccato lo sviluppo del campeggio al piazzale Michelangelo, ottenendo che dal 2013 al suo posto sorga un parco pubblico, il “Parco degli Olivi”, 4 ettari di paradiso per i fiorentini e i turisti;
2) insieme all’imprenditore interessato e al popolo di quella zona, abbiamo in buona parte risolto il problema delle maleodoranze prodotte da una fabbrica a San Bartolo a Cintoia;
3) siamo riusciti ad evitare nuove costruzioni sulla collina di Careggi, proposte ambiguamente con la scusa che sarebbero diventate residenze sociali;
4) abbiamo proposto un nuovo parco in via del Larione, sotto villa di Rusciano, dove erano stati previsti impianti sportivi e costruzioni;
5) gli oneri di urbanizzazione dovuti da un nuovo albergo in via del Palazzuolo, dopo una nostra Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, sono stati destinati al decoro urbano di quell’area;
6) il progetto dei cassonetti interrati è il prodotto di iniziative approntate nel tempo dal nostro gruppo consiliare;
7) abbiamo elaborato, presiedendo la Commissione speciale per la qualità urbana, un piano specifico per la manutenzione delle strade e le buche assolutamente troppo numerose in città;
8) il progetto “Adottiamo i monumenti”, che richiedeva un nuovo mecenatismo ai fiorentini, ha avuto grande successo ed è stato portato a modello per l’intera città da autorevoli interventi di intellettuali e giornalisti;
9) abbiamo ottenuto la modifica dei Regolamenti comunali che impedivano ovunque l’installazione di pannelli solari e quindi la nomina di un Energy Manager comunale che si occupi di energie pulite;
10) ci siamo battuti contro i rumori prodotti dall’aeroporto di Firenze e contro una sua ulteriore, scriteriata, espansione;
11) la difesa della fiorentinità degli storici istituti di credito, Cassa di Risparmio e Banca Toscana, ci è sembrato uno dei modi con cui contrastare l’imperante globalizzazione che sempre più sradica dai territori attività ed istituzioni che costituivano un tessuto fertile per l’intera comunità;
12) abbiamo impostato il progetto “100 piazze” per promuovere il ritorno di cinema e teatro all’aperto, spettacoli dal vivo, animazione della vita culturale e civile in città, sollecitando interventi specifici e realizzazioni in piazza San Simone, piazza della Passera, in piazza Santa Felicita e in via dei Barbadori.
Ciascun punto, ogni risultato raggiunto, è dovuto a una dose di ostinazione ragguardevole e all’appoggio di comitati costituitisi per l’obiettivo o di singoli cittadini che, innamorati della loro città, hanno visto in noi un punto di riferimento istituzionale. Dei garanti del bene comune. Questo, in effetti, i Verdi hanno sempre cercato di essere.
Ecco il piccolo contributo che vogliamo dare in questa Giornata mondiale della Terra 2009.
Firenze, 22 aprile 2009
Giovanni Varrasi e Domenico Valentino
Caro Direttore,
è in corso a Firenze un confronto politico e culturale che prelude alla scelta del nuovo Sindaco, a cui noi Verdi ci sentiamo di partecipare a pieno titolo.
I Verdi nel mondo, gli ambientalisti, sono quelli che parlavano anni fa inascoltati di energie pulite e solo oggi il presidente degli Stati Uniti Obama ne fa il suo progetto principale; i Verdi hanno difeso strenuamente i parchi dalla cementificazione dell’Italia dagli anni sessanta in poi; i Verdi hanno promosso e vinto il referendum sul nucleare.
I Verdi hanno un progetto politico realistico, alto negli ideali, profondamente impregnato di umanesimo e di rispetto per la natura.
Non sempre i nostri dirigenti nazionali sono stati all’altezza del compito, ma riteniamo che a Firenze abbiamo mantenuto un profilo dignitoso e lineare.
Crediamo nella cultura di centro-sinistra, che per noi significa tutela del territorio, difesa del lavoro soprattutto precario e giovanile, accoglienza per tutti coloro che rispettino le regole, valorizzazione della natura, qualità culturale e sociale della comunità, nuovi e più sobri stili di vita, e non clientelismo, elogio dell’ignoranza plebea, subordinazione rispetto ai potenti di turno, ammiccamenti allo schieramento opposto, contro i quali mi sono battuto.
In Consiglio abbiamo condiviso le scelte del Parco della Musica, del Regolamento di Polizia Municipale, della biblioteca delle Oblate, della mobilità pubblica su ferro.
Abbiamo direttamente promosso la ciclabilità di Firenze, sventato l’ampliamento del campeggio sulla collina del Piazzale Michelangelo (una rendita milionaria regalata proditoriamente a privati) con l’impegno di un nuovo Parco degli Ulivi, definito la realizzazione di un parco in Via del Larione. Abbiamo concorso ad evitare la svendita della nostra acqua a oligopolisti molto vicini al potere politico di destra e di sinistra.
Invece di un dibattito concreto sugli aspetti strategici della politica a Firenze e sui gruppi sociali ed economici che appoggiano i candidati a Sindaco, si gioca a far politica con battutine, aneddoti, barzellette in stile berlusconiano, che prevede la demonizzazione violenta e lo svilimento dell’avversario senza argomenti.
Alcuni imperatori romani si facevano accompagnare da un uomo addetto a contraddirli per principio. Secondo loro serviva a potenziare le loro capacità critiche e di governo.
Modernamente questo è il gioco della democrazia, dove il parere di chi non è d’accordo con te diventa fondamentale.
Finiamo con una domanda: siamo sicuri che la marginalizzazione dei Verdi migliori la società odierna e che a Firenze contraddire il “nuovismo” vuoto di cultura e di modelli, se non Facebook, sia una colpa grave?
C’è un’età della vita dove si può avere il privilegio di fare quello che ci sembra giusto e non quello che opportunisticamente ci conviene.
I Verdi di Firenze, forza politica adulta, si avvalgono di questo privilegio liberale.
Gianni Varrasi - Capogruppo Verdi a Palazzo Vecchio
Cari lettori, soprattutto i più giovani,
uno dei segni più inquietanti del terzo millennio è il tentativo dei grandi poteri economici e politici di massificare e uniformare in un blob le varie culture e tradizioni, sotto il potere egemone e omogeneo della globalizzazione.
Questa colossale manipolazione culturale produce spesso per reazione culture particolaristiche, purtroppo sotto il segno del settarismo, del razzismo, del protezionismo economico.
Dentro a questa cornice planetaria, il modello berlusconiano attinge anche alla componente trasformistica presente tradizionalmente nella peggiore storia d’Italia, all’elogio dell’ignoranza, alla sottocultura dei più mediocri e ascoltati blob/reality televisivi (il Grande Fratello, Amici, Uomini e Donne...). In questo quadro, l’attacco alla Storia è uno degli ingredienti principali: il segno distintivo del nuovismo astorico.
Un esempio: la Costituzione della Repubblica, secondo Berlusconi, invece di essere il prodotto delle migliori culture politiche antifasciste e libertarie, diventa espressione delle dittatoriali influenze sovietiche. Il fascismo è un insignificante accidente italico, la sinistra – anche quella liberale, socialista e cattolica – diventa, nelle sue esternazioni, comunista, l’ambientalismo un’insopportabile velleità.
Matteo Renzi, candidato a sindaco di Firenze, esprime precisamente questa cultura dominante, soprattutto nel suo rapporto con la storia e nel suo modo di rapportarsi ai modelli di grandi personalità a cui ispirarsi.
L’ analisi politica che facciamo come Verdi di Firenze ci fa dire che nella nostra città è in corso un tentativo politico-culturale di mutazione transgenica dei valori fondanti la cultura e la tradizione popolare della sinistra. Questo disegno, che vede Firenze come una sorta di laboratorio-cavia da spendere in ambito nazionale, avrà come effetto la distruzione di fatto del Partito Democratico, la sua morte prematura dovuta al taglio precipitoso ma non incolpevole del suo cordone ombelicale, delle sue radici culturali e sociali principali.
Altri per adesso la potranno considerare una fantasia e forse un’esagerazione.
Ma se facciamo confusione su questo, se non distinguiamo il diavolo dall’acqua santa, se non manteniamo la memoria storica della differenza tra culture di destra e culture di sinistra, la politica rischia di diventare definitivamente una pantomima per il popolo ignorante, gestita da abili oligarchi trasversali.
Renzi dice di ispirarsi a Don Milani. Ne è lontano anni luce.
Riportiamo per fare chiarezza un passo di una lettera che il priore di Barbiana scrisse a Pipetta, un giovane comunista:
«Il giorno che avremo sfondato insieme la cancellata di qualche parco, installato la casa dei poveri nella reggia del ricco, ricordati Pipetta, quel giorno ti tradirò, quel giorno finalmente potrò cantare l'unico grido di vittoria degno di un sacerdote di Cristo, beati i poveri perché il regno dei cieli è loro. Quel giorno io non resterò con te, io tornerò nella tua casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te davanti al mio signore crocifisso».
Da queste poche righe, dure, essenziali, povere, dolenti, sgorga la poetica di Don Milani, quello che era, quello in cui credeva.
Don Milani era un borghese fiorentino con una casa grande piena di libri. Ha scelto di vivere in una canonica microscopica, d’inverno in mezzo al fango e al freddo, a contatto con i contadini poveri del Mugello per cercare di trasmettere la cultura, la conoscenza, il rendersi conto di cosa succedeva nel mondo, ai figli dei poveri che ne erano esclusi, così come invece avevano ampia possibilità di farlo i figli dei padroni.
La stessa sensibilità di Di Vittorio, il grande sindacalista comunista pugliese, con una spiccata e severa concezione della “dignità”. Quella che lo aveva portato ad insegnare ai braccianti agricoli che non bisognava togliersi il cappello davanti al padrone.
Certo, i tempi sono cambiati. Ma non così tanto se si pensa alla povertà nel mondo e all’attuale crisi che sta sfasciando anche la nostra società. In Italia - e a Firenze - decine di migliaia di operai corrono il rischio di entrare nel baratro della povertà, decine di migliaia di giovani precari vi sono già dentro.
Il tasso di subordinazione la potere da parte di chi non ha lavoro o è precario tende ad aumentare. La dignità e la libertà dell’individuo è, con evidenza, ridotta e si torna a “togliersi il cappello” in maniera deferente nei confronti dei potenti.
E allora, diciamolo con forza, ritenendoci semplice avanguardia di molte coscienze e sensibilità ora stordite e sopite: Don Milani non avrebbe mai scelto di fare una vacanza esotica, che anche negli anni sessanta era a disposizione della borghesia fiorentina. Egli scelse amorosamente i poveri e i giovani contadini, invece degli aristocratici fiorentini con cui altri pezzi della Curia intrecciavano corrispondenze amicali.
Anche il concetto di amicizia, non era quello finto e piacione di Facebook, ma quello aspro e vero delle relazioni in cui ci si scambia qualcosa di autentico che resta nel tempo. Chi ha visto lo sceneggiato televisivo su Don Milani sa di cosa parlo.
In un momento di crisi economica che investe molte famiglie fiorentine, il candidato Matteo Renzi nei suoi blog parla di barzellette sconnesse tra amici, goal e Prandelli.
E’ la stessa modalità culturale che usano i “Berluscones” per affrontare la crisi economica a livello mediatico.
La Politica è basata sulla distinzione delle culture, sui modelli di vita e sulla conoscenza della storia, o sulla loro spregiudicata manipolazione?
Difendere la memoria di Don Lorenzo Milani, come un pezzo di storia d’Italia, dalla barbarie del berlusconismo e dei suoi imitatori, nella fattispecie dalla confusione dei valori e significati, è compito di ogni onesto patriota e buon fiorentino.
Gianni Varrasi - Capogruppo Verdi a Palazzo Vecchio
Cari amici,
come ci siamo detti più volte, anche di recente, per noi è importante partecipare al serrato confronto politico delle primarie fiorentine della coalizione di centro-sinistra, scegliendo il candidato di maggior qualità etica e politica, più legato alle nostre istanze ambientaliste e di qualità della vita, autorevole tramite affinché il nostro gruppo possa assumere ruoli politici di rilievo.
IMPEGNAMOCI PER VOTARE E FAR VOTARE LAPO PISTELLI ALLE PRIMARIE CHE DESIGNERANNO IL CANDIDATO A SINDACO PER IL CENTRO-SINISTRA NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 6 E 7 GIUGNO.
Passiamo in rassegna, per completezza di analisi politica, gli altri candidati:
Renzi, il competitore più agguerrito, appare una mescolanza di brillantezza mediatica ed egocentrismo all'ennesima potenza. E' portatore di una concezione autoritaria della politica, con taluni aspetti superficiali, forse dovuti alla sua giovane età. Condurrebbe il centro-sinistra ad una sicura sconfitta.
La Lastri, ottimo Assessore alla Pubblica Istruzione e donna dignitosa e con una bella storia personale, non sembra però all'altezza del ruolo di Sindaco e delle difficoltà che incontrerebbe nella difficile opera di rinnovamento dell'Amministrazione.
Ventura, che in altre stagioni politiche è stato esponente significativo e di qualità, l'ho sentito ieri sera in televisione, esprime oggi una cultura politica decotta, con l'uso del politichese che in certi momenti diviene "supercazzola" pura.
Cruccolini, politico stimato, non ha chance di vittoria.
La richiesta che vi sottopongo è di fare un breve esame di coscienza, perché da questo passaggio mentale, introspettivo, privato, dipende il fatto che andiate voi stessi a votare, che coinvolgiate i vostri familiari, o vi impegnate a coinvolgere 10, 20, 30 o più amici.
Spero proprio che il gruppo di persone a me vicine possa produrre per il candidato Pistelli dai 1.000 ai 2.000 voti.
Stiamo partecipando ad un vero confronto politico, di quelli belli e durissimi, in cui possiamo concorrere a determinare il futuro della città per i prossimi venti anni.
Come quelli che hanno votato Obama, senza chiedere nulla in cambio, potranno dire ai loro nipoti che hanno concorso col loro voto e col loro impegno a cambiare l'America e il mondo, così noi fiorentini potremo dire che non cedendo né alla subordinazione clientelare, né alla rabbia inconcludente, ci siamo battuti per rendere più bella, più civile, più aperta la nostra città per noi e per i nostri figli.
Diamoci dentro, cari amici, votando LAPO PISTELLI DOMENICA 15 FEBBRAIO nelle sedi elencate nel documento allegato e, se nessun candidato raggiunge il 40% dei consensi la successiva Domenica, il 22 febbraio.
Controllate con attenzione il numero della Sezione elettorale di Firenze nella quale votate normalmente e confrontatela con l'indirizzo della sede approntata per le primarie.
Ricordatevi che possono votare anche i sedicenni, per cui figli e nipoti possono essere coinvolti, anche perché questo impegno può avvicinarli al darsi da fare per il bene comune.
Per qualunque problema o difficoltà potete contattarmi. So di poter contare su di voi,
Gianni Varrasi
L'occasione di darvi conto, al solito, delle spese sostenute nell'anno 2008 per l'attività del Gruppo consiliare dei Verdi in Palazzo Vecchio, ci è gradita per porgere a tutti gli affezionati visitatori di ViviVerde Firenze un caloroso augurio di buone festività ed un lieto 2009!!!
Andrea, Gianni, Domenico
BENI (CAP. 875) – SERVIZI (CAP. 921)
Fondo
iniziale € 946,13 € 5.361,43
Fondo
stornato € 146,13 € 6.161,43
Spese
sostenute € 82,23 € 5.159,02
Differenza
riversata € 63,90 € 0,71
Il Giardino delle Rose, di proprietà comunale, è uno dei luoghi più “magici” della città di Firenze.
Dispiace che quattro ettari di collina contigua, sotto al Piazzale Michelangelo, siano stati affidati dall’Amministrazione a un privato che ci fa i suoi affari guadagnando milioni di Euro e impedendo ai fiorentini di goderne.
Bellezza dunque, lotta politica, aggregazione di persone che vogliono il bene comune per la nostra splendida città.
Le foto sotto riportate mi sembra che descrivano bene questa atmosfera.
Le persone a me vicine, ed io personalmente, appoggiamo la candidatura di Lapo Pistelli a Sindaco di Firenze.
Ci aspettiamo da lui rinnovamento, discontinuità rispetto a certi metodi della politica, attaccamento alle tradizioni della città e apertura al mondo.
Gianni Varrasi

Penso di avere portato a termine un grande progetto, finalmente, dopo numerose peripezie, a fine luglio, ci siamo trasferiti nella nuova "casa" di Scarperia, chiamata Casa Jazz.
(Vedi www.lacasajazz.it oppure cerca la Casa Jazz in www.edilportale.com o semplicemente in Google)
Si tratta di una casa bifamilare nel Comune di Scarperia (Mugello - FI) ed è un intervento veramente carico di innovazioni che la rendono un vero e proprio laboratorio didattico per la verifica dei risultati offerti dall'utilizzo delle fonti naturali.
Fare la doccia con l'acqua piovana riscaldata dal sole, cucinare con il fornello ad induzione elettromagnetica alimentato dall'impianto fotovoltaico, vivere senza impianto di riscaldamento in una casa con struttura portante in legno pur avendo la sensazione di stare in una casa tradizionale di campagna, dormire inoltre senza la paura dei terremoti, anche di quelli più catastrofici, perché vi sono gli isolatori sismici, o ascoltare la musica in uno spazio molto confortevole costruito interamente con materiali naturali e pitture che depurano l'aria, è una sensazione che desta tutte le volte grande stupore.
*Provare per credere*
Possiamo anche ospitarvi o invitarvi a pranzo-cena facendovi conoscere i famosi tortelli di patate del Mugello ed altre specialità locali.
Il progetto è già diventato famoso (Premio Toscana Ecoefficiente, circa 10.000 visite ai siti internet, circa 1000 visite al cantiere, diffusione di materiale didattico in convegni, corsi, fiere etc......
Inoltre è monitorata da CNA di Firenze e sono già in programma varie iniziative d'intesa con le Istituzioni e le Associazioni degli operatori interessati.
Poter dare risalto all'intervento anche sul vostro sito, oltre a farci molto piacere, sarebbe anche molto utile, perché siamo voluti arrivare in fondo ad un lavoro che vuole essere una forte provocazione culturale e risponde più ad interessi generali che a strette esigenze abitative.
Ci siamo avventurati in così grossi impegni finanziari, perché volevamo far diventare la casa un luogo speciale e sede dell'associazione di volontariato "Ales aiutiamo le speranze" costituita in memoria di nostro figlio con la quale si intende svolgere attività di sostegno alla ricerca per la cura del tumore nei giovani soggetti.
Vi invio alcune foto recenti per farvi capire che la casa ha un vestito coerente con l'architettura tradizionale Toscana, mentre gli impianti e le innovazioni tecnologiche sono nascoste e debbono essere viste sul posto.
Cordiali saluti
Giuseppe Moschi
g.moschi@tiesseingegneria.it
Si acclude una lettera inviata dal Capogruppo dei Verdi, Gianni Varrasi, all’Arcivescovo di Firenze, Mons. Betori, su alcuni problemi che sembrano apparentemente di piccola portata ma che invece risultano molto importanti.
1) Il rapporto fra il potere democratico del Consiglio comunale e singoli minuti interessi: chi li protegge? chi impedisce all'assemblea popolare di esercitare la propria capacità decisionale? Perché non riusciamo a spostare un’attività ambulante che impedisce in Piazza Santa Felicita la visione della Chiesa?
2) La significativa questione della centralità, non solo religiosa ma anche urbanistica e della qualità urbana, di piccole Chiese fiorentine, veri gioielli consegnatici dalla fede e dalla storia, gravitanti su speldide piazzette. Proponiamo uno progetto specifico di riqualificazione per questi importanti ambiti della città.
3) Un’idea di bene comune e appartenenza ad una comunità dove chi può fornire più “lievito” è chiamato a farlo, con generosità.
All’attenzione di Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Betori
ARCIVESCOVO DI FIRENZE
Sciatteria pubblica nei confronti della storia, della cultura, della bellezza e della fede religiosa in piazza Santa Felicita a Firenze
Eminenza,
sono Giovanni Varrasi, presidente della Commissione speciale per la qualità urbana e capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale a Firenze.
Il Suo ruolo e la Sua importante presenza in città è senza dubbio elemento di arricchimento spirituale e civile e mi unisco anch’io, da laico, all’unanime benvenuto e compiacimento della nostra comunità verso il Suo magistero fiorentino.
Non tocca a me segnalare il ruolo storico della Chiesa nel progresso secolare di Firenze e le sue tradizionali funzioni di “lievito” non solo sul piano strettamente religioso, ma anche civile, sociale, urbanistico e anche verso i destini dei singoli individui.
Eminenza,
Le scrivo per segnalarLe un problema che, pur apparentemente di poco rilievo, assume valore emblematico per le vicende della qualità urbana a Firenze.
Parlo di piazza Santa Felicita, la cui importanza è dovuta alla Chiesa che le dà il nome, tra le più antiche della nostra città, con resti paleocristiani che risalgono al V Secolo ed una imponente colonna che ricorda le vittorie della Chiesa su fazioni eretiche del XIII Secolo.
La bellezza della Chiesa, della piazza, della vivibilità di quegli spazi per i fiorentini e i turisti di tutto il mondo è completamente, rozzamente, inficiata dalla presenza di un’edicola ambulante che riempie gran parte degli spazi fisici e visivi con l’ostentazione commerciale di prodotti da bancarella che impediscono la piena visione della Chiesa.
In più, uno dei due ristoranti sulla piazza presenta arredi che impediscono di vedere la parte alta del monumento religioso.
Ci si potrebbe chiedere: e si scrive all’Arcivescovo di Firenze a proposito di un problema di rilievo così modesto?
Eminenza Betori,
mi permetta di spiegare i motivi che mi spingono a questa lettera aperta.
La Commissione qualità urbana, riprendendo iniziative della Soprintendenza, ha approvato all’unanimità una Mozione che va nella direzione da noi auspicata.
Di seguito tutto il Consiglio comunale si è espresso, anch’esso all’unanimità, per la riqualificazione della piazza, che poi consiste nella riaffermazione della “centralità semantica” della Chiesa di Santa Felicita e della sua piena, emozionante fruibilità anche a livello storico-estetico.
Vorrei aggiungere che poi, in molte zone di Firenze, all’interno di piazzette storiche, auspichiamo che il problema del rapporto tra valore religioso, estetico e civile delle piccole Chiese (autentici gioielli della fede e dell’architettura), i cittadini residenti e i commerci che gravitano sulle piazze, sia affrontato e risolto anche con investimenti di idee ed economici specifici.
Ebbene, Eccellenza, malgrado queste decisioni del Consiglio comunale di Firenze, nulla è stato ancora realizzato.
E dunque, nell’assenza colpevole di decisioni degli Assessori competenti sul tema, mi rivolgo a Lei perché possa occuparsi del problema, visto che – a mio parere – riguarda un aspetto di ordine generale, che è quello del recupero delle tante, piccole prestigiose Chiese nel contesto urbanistico della città di Firenze.
La ringrazio per l’attenzione,
Giovanni Varrasi
COMUNICATO STAMPA
Firenze, 23 Ottobre 2008
VARRASI (PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE QUALITÀ URBANA) SCRIVE ALL'ASSESSORE GORI: "RIQUALIFICARE PIAZZA SANTA FELICITA E PIAZZA DEI ROSSI"
Una lettera con la richiesta di attuare la mozione "Riqualificazione di piazza Santa Felicita e piazza dei Rossi" è stata inviata all'assessore Silvano Gori da Giovanni Varrasi presidente della Commissione qualità urbana. "Quando un obiettivo politico e civile ci sembra sacrosanto, non molliamo la presa" dichiara il capogruppo dei Verdi.
A SEGUIRE IL TESTO DELLA LETTERA
Caro Assessore,
l'oggetto della richiesta è già indicato esplicitamente nel paragrafo precedente.
Non sto a citare il comma 9 dell'art. 43 del Regolamento del Consiglio comunale e degli altri Organi istituzionali, che prevede che ogni consigliere possa richiedere all'assessore competente, trascorsi sessanta giorni dalla approvazione, lo stato di attuazione delle Mozioni, ma piuttosto tenderei a sollecitare la responsabilità politica e di governo che ci accomuna.
In questa ottica ti chiedo, insieme all'assessore Giani, all'assessore Cioni e al Vicesindaco Matulli di attivarti perché la condizione di piazza Santa Felicita, che per tutti i membri della Commissione e del Consiglio comunale ha assunto valore emblematico, possa essere riqualificata seguendo gli indirizzi del Consiglio Comunale.
Come leggerai nella Mozione allegata, il Consiglio comunale ti invita "a provvedere al ridimensionamento e abbellimento delle ingombranti strutture collocate in piazza, lo spostamento della bancarella ambulante, la prescrizione all'ingresso in piazza di qualsiasi autovettura e una razionalizzazione del parcheggio delle biciclette".
Sicuramente saprai che stiamo parlando di una delle più antiche Chiese di Firenze e una piazza che ospita un'importante colonna di granito con capitello corinzio, a ricordo di momenti storici fondanti la civiltà della nostra città.
Spero che in poche settimane (il Consiglio comunale aspetta dall'inizio di aprile) il tuo Assessorato, in eventuale collaborazione con gli altri Assessorati preposti, possa far prevalere le deliberazioni democratiche nei confronti di altre istanze.
Il Presidente
Giovanni Varrasi
- Al Direttore dell’Urbanistica
Arch. Maurizio Talocchini
(SEDE)
OGGETTO: Richiesta notizie
Firenze, 22 ottobre 2008
È stata segnalata a questo Gruppo consiliare la creazione di una sopraelevazione sulla copertura di un edificio, situato in Borgo San Jacopo n. 5.
Si prega codesta Direzione di voler fornire urgenti notizie sulla eventuale autorizzazione rilasciata per tale sopraelevazione.
Si fa presente che già a suo tempo, tale segnalazione fu avanzata verbalmente alla S.V.
Restando in attesa di cortesi e sollecite notizie in merito, porgo distinti saluti.
Arch. Domenico A. Valentino
(Consigliere Gruppo Verdi)
- All’attenzione degli Assessori
Graziano Cioni
Silvano Gori
(LORO SEDI)
OGGETTO: Richiesta spiegazioni
Firenze, 22 ottobre 2008
Nonostante il parere favorevole del Consiglio comunale che in data 7 aprile u.s. con cui approvava la Mozione n. 171/2008 “Riqualificazione di Piazza Santa Felicita e Piazza dei Rossi”, la monumentale facciata della Chiesa di Santa Felicita continua ad essere in parete nascosta dalla anti-estetica bancarella ivi ubicata.
Tale sistemazione, come è possibile notare dalla documentazione fotografica allegata, impedisce una lettura completa della importante struttura architettonica, che, si ricorda, al suo interno accoglie una delle più importanti tavole del Pontormo.
Si pregano gli Assessori in indirizzo di voler fornire cortesi e sollecite notizie in merito.
Distinti saluti,
Arch. Domenico A. Valentino
(Consigliere Gruppo Verdi)
Bollettino informativo e bugigattolo di idee del Gruppo consiliare Verdi nel Comune di Firenze.