Nel giorno in cui in tutto il mondo si festeggia l’Earth Day, ovvero la Giornata mondiale della Terra - ideata nel 1970 da Denis Hayes nel Paese che diviene oggi, col presidente Obama, punta di lancia del Green New Deal -, il Gruppo consiliare dei Verdi di Palazzo Vecchio sceglie di tirare il proprio bilancio del mandato elettorale 2004-2009.
Si è trattato di un quinquennio difficile, sottoposto a ripetute fibrillazioni politiche derivanti da numerosi appuntamenti elettorali, l’ultimo dei quali ha riconsegnato il Paese nelle mani di Silvio Berlusconi, un continuo sommovimento nei partiti fino al punto da rendere i Verdi, sorti nella seconda metà degli anni ’80, il più antico partito presente oggi sulla scena politica italiana! In questo mare agitato, il timone dei Verdi è rimasto saldamente orientato al bene comune, responsabile forza di governo ma mai supina o appiattita sugli alleati quando essi assumevano decisioni ritenute di pregiudizio dell’ambiente in cui viviamo e, più in generale, della qualità della vita dei cittadini che abitano a Firenze. Trovando in varie occasioni buona sintonia con la parte più avanzata di Ds, Margherita e degli alleati di sinistra.
Di governo, con serietà, ma non governativi per opportunismo. Capaci di scelte talvolta impopolari, come la strenua difesa della mobilità pubblica su ferro (tramvia) rispetto a quella privata delle autovetture, come la diffusione capillare delle piste ciclabili (assiduamente perorata) o come la pedonalizzazione del centro storico. Capaci anche di fermare progetti speculativi come il recente multisala con annesso centro commerciale a Novoli. Ragionevoli nel sostenere lo spostamento dello stadio di calcio da Campo di Marte in periferia ma tenaci nel non svendere il formidabile progetto del Parco della Piana dell’architetto Girot.
Questo, in sintesi, il senso e lo spirito della nostra azione all’interno di una coalizione di maggioranza, per la quale abbiamo svolto in molteplici circostanze un ruolo di equilibrio e di cerniera, sempre e soprattutto nel rispetto del mandato degli elettori.
Certo, bilanciare le pressioni di alcuni settori imprenditoriali (quelli meno lungimiranti e meno sensibili ai temi ecologici) non è stato facile, ma crediamo che nessuno sia riuscito - per usare l’espressione del regista Rosi - a mettere le mani sulla città. E forse qualche merito possiamo ascrivercelo.
In questo nostro consuntivo che, doverosamente, presentiamo ai fiorentini desideriamo fare un breve excursus di alcune iniziative, piccole o grandi, che ci pare rendano l’idea del lavoro compiuto.
1) Abbiamo bloccato lo sviluppo del campeggio al piazzale Michelangelo, ottenendo che dal 2013 al suo posto sorga un parco pubblico, il “Parco degli Olivi”, 4 ettari di paradiso per i fiorentini e i turisti;
2) insieme all’imprenditore interessato e al popolo di quella zona, abbiamo in buona parte risolto il problema delle maleodoranze prodotte da una fabbrica a San Bartolo a Cintoia;
3) siamo riusciti ad evitare nuove costruzioni sulla collina di Careggi, proposte ambiguamente con la scusa che sarebbero diventate residenze sociali;
4) abbiamo proposto un nuovo parco in via del Larione, sotto villa di Rusciano, dove erano stati previsti impianti sportivi e costruzioni;
5) gli oneri di urbanizzazione dovuti da un nuovo albergo in via del Palazzuolo, dopo una nostra Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, sono stati destinati al decoro urbano di quell’area;
6) il progetto dei cassonetti interrati è il prodotto di iniziative approntate nel tempo dal nostro gruppo consiliare;
7) abbiamo elaborato, presiedendo la Commissione speciale per la qualità urbana, un piano specifico per la manutenzione delle strade e le buche assolutamente troppo numerose in città;
8) il progetto “Adottiamo i monumenti”, che richiedeva un nuovo mecenatismo ai fiorentini, ha avuto grande successo ed è stato portato a modello per l’intera città da autorevoli interventi di intellettuali e giornalisti;
9) abbiamo ottenuto la modifica dei Regolamenti comunali che impedivano ovunque l’installazione di pannelli solari e quindi la nomina di un Energy Manager comunale che si occupi di energie pulite;
10) ci siamo battuti contro i rumori prodotti dall’aeroporto di Firenze e contro una sua ulteriore, scriteriata, espansione;
11) la difesa della fiorentinità degli storici istituti di credito, Cassa di Risparmio e Banca Toscana, ci è sembrato uno dei modi con cui contrastare l’imperante globalizzazione che sempre più sradica dai territori attività ed istituzioni che costituivano un tessuto fertile per l’intera comunità;
12) abbiamo impostato il progetto “100 piazze” per promuovere il ritorno di cinema e teatro all’aperto, spettacoli dal vivo, animazione della vita culturale e civile in città, sollecitando interventi specifici e realizzazioni in piazza San Simone, piazza della Passera, in piazza Santa Felicita e in via dei Barbadori.
Ciascun punto, ogni risultato raggiunto, è dovuto a una dose di ostinazione ragguardevole e all’appoggio di comitati costituitisi per l’obiettivo o di singoli cittadini che, innamorati della loro città, hanno visto in noi un punto di riferimento istituzionale. Dei garanti del bene comune. Questo, in effetti, i Verdi hanno sempre cercato di essere.
Ecco il piccolo contributo che vogliamo dare in questa Giornata mondiale della Terra 2009.
Firenze, 22 aprile 2009
Giovanni Varrasi e Domenico Valentino
Il Sindaco e la Giunta di Firenze, in collaborazione con la Provincia e la Regione, avevano inizialmente collegato la realizzazione del Parco della musica ad un protocollo di intesa con le Ferrovie dello Stato, che si impegnava a cedere i suoi terreni ubicati dietro la stazione Leopolda (dove nascerà l’auditorium) e chiedeva in cambio permessi ad edificare nella zona di Porta a Prato e nella zona di Campo di Marte, nell’ampio sedime ferroviario collocato fra via Mannelli e via campo D’Arrigo, recuperato dopo l’interramento delle linee ferroviarie per la Tav.
La nostra battaglia politica, vittoriosa, è stata quella di riaffermare il giudizio positivo sulla realizzazione della grande opera del Parco della musica (nel comunicato è descritto brevemente), accettare la parziale contropartita per le Ferrovie, rappresentata dalle costruzioni a Porta a Prato e, invece, per quanto riguarda Campo di Marte, annullare i 45.000 mq di costruzioni previsti dal protocollo e, per il futuro, attribuire a quella zona della città una nuova qualità urbana, una funzione di riequilibrio ambientale che la connoti come "città giardino", vocazione che dovrà indirizzare il successivo Accordo di Pianificazione.
Gianni Varrasi - Capogruppo dei Verdi a Palazzo Vecchio
P.S. L’Ordine del Giorno della maggioranza approvato ieri in Consiglio, in un contesto di forte opposizione della destra, anche con forme ostruzionistiche e il voto contrario della Sinistra di opposizione, dà esplicitamente conto delle mie precedenti affermazioni, soprattutto nelle parti evidenziate.
COMUNICATO STAMPA - Firenze, 09 Febbraio 2009
Parco della musica, Varrasi (Verdi): «Una grande opera per la qualità della vita dei fiorentini. E ora riqualifichiamo come città-giardino Campo di Marte»
«Questa è una grande opera per la qualità della vita dei fiorentini». E' quanto ha dichiarato Giovanni Varrasi, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, intervenendo durante il dibattito, questo pomeriggio in consiglio comunale, sulla realizzazione del Parco della Musica.
«Pensiamo alle sale per concerti di musica classica e rock, un parco che discende fino all'Arno - ha aggiunto - utile per il nostro tempo libero, ristorantini, energie solari per l'alimentazione del sistema, una torre dalla quale vediamo contemporaneamente l'Arno e la cupola del Brunelleschi. Tutto questo si realizza con i soldi del Governo, della Regione, del Comune e delle Ferrovie che mettono a disposizione alcune aree ferroviarie dismesse».
«La destra e la sinistra di opposizione - sottolinea Varrasi - si sono attardate su questioni procedurali di corto respiro senza dare l'idea di un apprezzamento comune sullo sviluppo, sulla bellezza e la qualità di vita in città».
«Il grande risultato di Verdi, La Sinistra e Partito Democratico - ha proseguito l'esponente della maggioranza - è quello di non aver vincolato la realizzazione del Parco della Musica a tutto il protocollo di intesa con Ferrovie dando la priorità alla riqualificazione del quartiere di Campo di Marte. E attribuendole una funzione di riequilibrio ambientale che la connoti come 'città-giardino', vocazione che dovrà indirizzare il successivo accordo di pianificazione».
Parco della musica, approvato l'Ordine del Giorno della maggioranza
Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza l'ordine del giorno presentato dal Pd, La Sinistra e Verdi sulla "pianificazione urbanistica delle aree ferroviarie" collegato alla delibera dell'acquisto dell'area per la realizzazione del polo comunale Nuovo auditorium Parco della Musica e della Cultura.
Ecco il testo dell'ordine del giorno.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la proposta di delibera consiliare n. 2009/27 "Acquisto area per la realizzazione del polo comunale Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura";
Ritenuto che la realizzazione del Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura, collocato nell'attuale area ferroviaria di Porta al Prato - tra il Parco delle Cascine e l'ex-stazione "Leopolda" - costituisca un'importantissima iniziativa, promossa dal Governo nazionale nell'ambito dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell'unità d'Italia (2011), mediante la quale rilanciare la vocazione culturale di livello internazionale della città in linea con le indicazioni del Piano strutturale adottato il 24.7.2007, risolvendo peraltro gli annosi problemi di gestione connessi con l'insufficienza delle strutture attualmente disponibili per le attività della Fondazione del Maggio Musicale (Teatro Comunale in Corso Italia, depositi delle scenografie, ecc...);
Ricordato che a tal fine il Consiglio comunale ha già approvato la delibera n. 2008/C/24 con la quale è stato assentita la partecipazione dell'Amministrazione comunale alla Conferenza di Servizi (prevista dalla Legge n. 241/90 e dal D.P.R n. 383/94), finalizzata ad approvare la variante urbanistica al PRG, il progetto unitario dell'area ed il progetto del Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura;
Preso atto del Protocollo d'intesa tra il Comune di Firenze, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze e le Ferrovie dello Stato per la riqualificazione urbanistica delle aree ferroviarie di Porta al Prato, Belfiore, Centrale del Latte, Campo di Marte e Romito in Firenze, approvato con le delibere della Giunta comunale n. 2008/G/594 e n. 2008/G/651, e sottoscritto dalle parti il 27 ottobre 2008, con il quale viene prefigurato un insieme complesso di azioni urbanistiche relativamente alle seguenti aree ferroviarie:
a) riqualificazione delle aree ferroviarie di Porta al Prato;
b) riqualificazione delle aree ferroviarie di viale Belfiore, mediante un incremento delle quote di edificazione per funzioni direzionali già previste a complemento della nuova stazione per l'Alta Velocità, ed il recupero dell'ex Squadra Rialzo per funzioni residenziali tematiche e utilizzo di parte delle aree di sedime per il passaggio della linea 2 della Tramvia, nella tratta da viale Belfiore a via Gordigiani;
c) riqualificazione della parte di aree ferroviarie del Campo di Marte non più funzionale all'esercizio dopo il compimento delle opere di realizzazione del passante per l'Alta Velocità, mediante il recupero urbanistico per funzioni residenziali direzionali e ricettive;
d) potenziamento delle volumetrie ferroviarie al Romito;
Considerato in particolare che, in forza dell'articolo 3 del citato Protocollo d'intesa, l'area ferroviaria di Porta al Prato viene suddivisa in tre lotti:
- lotto A (superficie di circa 35.300 mq) destinato alle opere infrastrutturali di carattere ferroviario e i servizi connessi: (i) riattivazione del servizio passeggeri sulla linea Empoli - Porta al Prato, (ii) realizzazione della fermata ferroviaria terminale in corrispondenza della ex stazione Leopolda (opere già previste e finanziate) e (iii) di un fabbricato servizi, della superficie di circa 3.500 mq, destinato alla delocalizzazione della caserma Polfer e degli uffici attualmente presenti nella ex stazione Leopolda, nonché di servizi ai viaggiatori (anche commerciali), la cui progettazione dovrà essere integrata con la sistemazione del teatro e delle aree pubbliche circostanti e dovrà garantire lo spostamento dei binari dal fabbricato della Leopolda;
- lotto B (superficie di circa 56.000 mq), destinato ad un comparto di trasformazioni urbane di iniziativa pubblica, destinato alla realizzazione del Nuovo Auditorium, di competenza del Comune di Firenze; - lotto C (superficie di circa 68.700 mq), per un comparto di trasformazioni urbane di iniziativa privata che comprende un insieme di ristrutturazioni urbanistiche, ristrutturazioni edilizie, opere infrastrutturali e verde pubblico, a destinazione residenziale e commerciale, per 39.000 mq di superficie utile lorda (di cui 9.000 mq di recupero edilizio), di competenza del Gruppo Ferrovie dello Stato o suoi aventi causa;
Preso atto che la cessione al Comune dell'area destinata al Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura (lotto B) è regolamentata dall'articolo 3 del Protocollo d'intesa, e potrà avvenire definitivamente a titolo gratuito se, entro 24 mesi dalla sottoscrizione del preliminare di cessione, risulterà approvato il relativo Accordo di Pianificazione, nonché la necessaria pianificazione attuativa relativa al lotto C), ovvero a titolo oneroso laddove la citata pianificazione non sia approvata nel termine sopra citato, salvo proroghe consensuali;
Rilevato perciò che la cessione dell'area destinata al Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura non è condizionata in alcun modo dalla completa attuazione di tutte le previsioni sulle altre aree ferroviarie contenute nel citato Protocollo d'intesa, il quale peraltro impegna esclusivamente il Sindaco e la Giunta a sottoporre al Consiglio comunale gli atti di governo del territorio necessari, rimanendo fermo il potere pianificatorio del Consiglio comunale nel pieno rispetto del Piano strutturale;
Ritenuto che il citato Protocollo d'intesa presenti l'indubbio vantaggio di consentire una rapidissima acquisizione dell'area di Porta al Prato destinata al Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura, particolarmente rilevante alla luce dei tempi assai ristretti per giungere alla sua realizzazione e inaugurazione (primavera 2011), tenuto conto che in assenza della citata intesa con il Gruppo FS l'Amministrazione appaltante avrebbe dovuto procedere con un esproprio ai sensi dell'art. 45 del D.P.R. n. 327/2001, i cui tempi di perfezionamento sarebbero stati certamente non inferiori a 6-12 mesi, comportando perciò l'impossibilità di completare il Nuovo Auditorium nei tempi previsti;
Ricordato che il citato Protocollo d'intesa prevede altresì:
- nell'area Belfiore, la realizzazione di edifici per 24.000 mq di superficie utile lorda nell'area della ex Squadra Rialzo, in adiacenza alla stazione Alta Velocità, a destinazione commerciale, terziaria, direzionale e per residenze destinate a studenti e ricercatori, nonché per 19.500 mq di superficie utile lorda nell'area ex Centrale del Latte, a destinazione commerciale, direzionale e ricettiva;
- nell'area Campo di Marte, un intervento di riqualificazione urbanistica con la previsione di nuovi insediamenti edilizi privati fino ad un limite massimo di 45.000 mq di superficie utile lorda a destinazione residenziale e commerciale, nonché l'adeguamento del fabbricato dell'attuale stazione per consentirne l'accesso sia da Via Mannelli che da Via Campo d'Arrigo, con le relative opere accessorie (parcheggio di scambio, interscambio con la tramvia, servizi ai viaggiatori, ecc.);
- nell'area Romito, la realizzazione della nuova sede direzionale di Firenze del Gruppo FS, di superficie utile lorda complessiva pari a 18.500 mq circa, e di ulteriori manufatti per impianti funzionali all'esercizio ferroviario;
Preso atto in particolare che nell'area di Campo di Marte il Protocollo d'intesa individua una capacità edificatoria massima per nuova edificazione, da modulare e articolare mediante Accordo di Pianificazione, rinviando per l'assetto urbanistico definitivo a successivi atti di governo del territorio relativi all'intero comparto;
Ricordato che il Piano strutturale adottato il 24.7.2007 dispone che i Piani attuativi debbono prevedere una quota minima del 50% del complesso delle aree da cedersi all'Amministrazione comunale, che potrà impiegarle per una generale riqualificazione dei contesti urbani di riferimento oltre che per la realizzazione di edilizia sociale, e debbono altresì prevedere una quota minima del 20% del complesso della superficie utile lorda destinata all'affitto convenzionato;
Considerato che gli Accordi di Pianificazione conseguenti al Protocollo d'intesa firmato il 27 ottobre 2008, non possono che essere sottoscritti nel rispetto delle su citate indicazioni del Piano strutturale;
RITIENE
che i contenuti fondamentali del Protocollo d'intesa del 27 ottobre 2008 tra il Comune di Firenze, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze e le Ferrovie dello Stato per la riqualificazione urbanistica delle aree ferroviarie di Porta al Prato, Belfiore, Centrale del Latte, Campo di Marte e Romito in Firenze, per gli obiettivi generali che indica e per la natura esclusivamente pubblica dei contraenti, oltre che presentare indubbi vantaggi pratici e di immediata efficacia per l'Amministrazione comunale e la città:
1. affronti il teme del riuso delle aree ferroviarie, di proprietà pubblica, dismesse rispetto alle esigenze del traffico ferroviario in un ottica complessiva, che contempera le esigenze di valorizzazione delle Ferrovie dello Stato con le esigenze di riqualificazione dei contesti urbani in cu tali aree sono inserite;
2. consenta nell'immediato di acquisire mediante procedure speditive l'area necessaria per realizzare il Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura, opera strategica per rilanciare la vocazione culturale di Firenze e della Toscana;
3. non comprometta in alcun modo le prerogative del Consiglio comunale in materia di pianificazione territoriale, che dovrà necessariamente essere verificata rispetto alle linee generali del Piano strutturale in corso di approvazione;
VALUTA
come particolarmente necessaria di attenzione la previsione edificatoria, peraltro indicata dal citato Protocollo d'intesa come limite massimo, di 45.000 mq di superficie utile lorda ipotizzati nell'area ferroviaria di Campo di Marte, in ragione della già densa trama urbana e della presenza nella zona di rilevanti funzioni pubbliche e private (Stadio comunale "A. Franchi" e attrezzature sportive contermini, deposito ATAF, stabilimento farmaceutico Menarini);
CONSIDERA PERALTRO
la ridefinzione dell'assetto urbanistico dell'area ferroviaria di Campo di Marte di non immediata necessità, sia alla luce del citato Protocollo d'intesa - che non coinvolge tale area nella procedura di cessione al Comune di Firenze del lotto B dell'area di Porta al Prato destinato al Nuovo Auditorium Parco della Musica e della Cultura -, sia in ragione del fatto che la stessa area sarà interessata entro l'anno 2009 dal cantiere per la realizzazione del passante sotterraneo previsto nell'ambito degli accordi per la ferrovia ad alta capacità/alta velocità, la cui durata è ipotizzabile in 4-6 anni;
CHIEDE PERCIO' AL SINDACO
A) di condurre, nell'ambito della procedura in corso per l'approvazione del Piano strutturale, una verifica puntuale circa il dimensionamento relativo alle UTOE in cui sono collocate le aree ferroviarie oggetto del citato Protocollo d'intesa;
B) in riferimento alla UTOE 22 "Campo di Marte - Le Cure", di mantenere il dimensionamento previsto per nuova edificazione entro i limiti contenuti nel Piano strutturale adottato il 24.7.2007, potendo affrontare questo tema in una fase successiva, anche alla luce delle disposizioni della L.R. n. 1/2005 e dell'art. 9 del Piano di Indirizzo Territoriale, che fa obbligo di procedere tramite Accordo di Pianificazione, con il quale eventualmente variare il Piano strutturale; C) di inserire nel Piano strutturale norme procedurali che consentano un'ordinata riorganizzazione delle più rilevanti funzioni pubbliche e private presenti nell'UOTE 22, che diano priorità alla riqualificazione dell'area sportiva del Campo di Marte, e attribuiscano all'area ferroviaria di Campo di Marte una funzione di riequilibrio ambientale che la connoti come "città giardino", vocazione che dovrà indirizzare il successivo Accordo di Pianificazione.
Il Gruppo consiliare dei Verdi, in occasione del Consiglio comunale tematico dedicato al futuro dell'Università e della ricerca nella nostra città, presenterà un Ordine del Giorno nel quale - prendendo le distanze da chi intende privatizzare gli Atenei come se fossero un'attività qualsiasi e da chi non vuole mettere in discussione il clientelismo e il nepotismo baronale, l'asservimento alle logiche corporative degli Ordini Professionali, la proliferazione grottesca di corsi e cattedre - richiama il consesso ad affermare il principio di una Università statale improntata su criteri meritocratici, per chi è al di qua o al di là della cattedra. Ciò deve tradursi in atti concreti che colleghino il finanziamento pubblico, che non deve essere assolutamente compresso, a stringenti criteri e parametri qualitativi.
Tipologia: Ordine del Giorno
Soggetti proponenti: Consiglieri Domenico Valentino e Giovanni Varrasi
Oggetto: Un sistema universitario statale e di qualità formativa, scientifica, gestionale
PREMESSO che le vicende attuali che coinvolgono il mondo della scuola e dell’Università devono vedere tutta la classe politica molto attenta, evitando facili stereotipi o inutili banalizzazioni;
EVIDENZIATO il carattere strategico che il sistema di formazione universitaria riveste nei Paesi moderni, collegando ad esso tutto il segmento della ricerca e dell’innovazione, e la costituzione di una classe dirigente di stampo meritorcratico;
PRESO ATTO del tentativo portato avanti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Avv. Mariastella Gelmini, di ridurre le storiche sedi accademiche italiane a Fondazioni, le ennesime, di diritto privato;
VALUTATA, tuttavia, la progressiva decadenza delle maggiori Università degli Studi italiane, accelerata da riforme incessanti e contraddittorie - iniziate con Ruberti passando per Zecchino e Berlinguer fino alla Moratti - che hanno concesso un’autonomia gestionale senza adeguati controlli e standard di riferimento, nonché dalla pesante crisi economica che esse attraversano;
CONSIDERATO che l'Italia non è solo uno degli Stati europei con il più basso tasso d'investimento in ricerca (1 per cento del Pil a fronte dell'1,7 - 2,5 degli altri grandi Paesi del continente) e con la minor concentrazione di ricercatori (3,5 ogni 1000 lavoratori rispetto ai 6 dell'Europa a 25) ma anche uno degli Stati con i ricercatori più produttivi e meno costosi.
Per quanto riguarda poi le pubblicazioni scientifiche, cioè le nuove scoperte, l'Italia è tra i principali protagonisti europei con oltre 4,5 per cento dell'intera produzione mondiale e la sua tendenza è in crescita. Gli scienziati italiani – secondo i dati disponibili – sono tra quelli che creano mediamente più conoscenza e più a buon mercato, se si rapportano i risultati agli investimenti.
VENUTI A CONOSCENZA della costituzione di A.Q.U.I.S., Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali, promossa dai Rettori delle migliori Università italiane, che si propone di migliorare la reputazione internazionale delle Università italiane, promuovere la qualità della formazione, della ricerca scientifica, della gestione e della amministrazione e organizzazione delle Università, avanzare al Parlamento e al Governo strategie per la definizione di obiettivi e programmi comuni;
SAPUTO altresì che La partecipazione ad A.Q.U.I.S. è aperta agli Atenei Statali Italiani che hanno una Produttività superiore alla media e che rispettano almeno due dei seguenti tre indicatori:
1) Contenimento delle spese di personale
2) Reputazione internazionale
Purtroppo il posizionamento degli Atenei italiani nelle classifiche internazionali non è brillante e sconta la debolezza del nostro sistema universitario. Ciò nonostante diversi Atenei sono presenti nelle classifiche e tale presenza può essere considerata una prova della loro conoscenza da parte del sistema universitario internazionale.
3) Dimensione sufficientemente grande
Il numero degli allievi è un indicatore della dimensione della università, dimensione che deve essere considerata relativa al sistema universitario presente nelle diverse nazioni.
Per l'Italia il numero di 15.000 allievi è mediamente correlabile a una comunità di circa 600 - 700 docenti universitari di ruolo e quindi, considerati i loro collaboratori temporanei, di almeno un migliaio di ricercatori. Tale numerosità caratterizza una comunità scientifica italiana che può essere in grado di competere in una pluralità di aree disciplinari di ricerca, con altre comunità scientifiche internazionali.
PRESO ATTO che l’Università di Firenze non rientra fra gli Atenei virtuosi, non avendone i requisiti;
VISTO infine che l’Università italiana è afflitta da tre croniche malattie: il nepotismo, il clientelismo baronale e l’asservimento agli interessi degli Ordini Professionali e dei singoli professionisti;
SI FANNO PROPRI I SEGUENTI OBIETTIVI PROPOSTI DA A.Q.U.I.S.
1. Un recupero, necessariamente graduale ma programmato della forte distanza che separa il sistema nazionale della ricerca italiano da quello europeo.
2. Una rigorosa valutazione della ricerca scientifica, della qualità della didattica, dei servizi e dell’impegno sul piano dell'internazionalizzazione, ma innanzitutto della qualità del bilancio.
3. Il forte impulso alla ricerca per permettere di raggiungere risultati di grande significato internazionale. All'interno di questo obiettivo è indispensabile sollecitare e coordinare interventi regionali rivolti al trasferimento della conoscenza e alla valorizzazione del sistema universitario pubblico e in generale della ricerca nazionale.
4. L’importante rapporto sinergico con gli altri atenei del mondo e in particolare quelli europei, cominciando dagli atenei italiani che hanno già virtuosamente investito per raggiungere una posizione internazionalmente riconosciuta, nonché l’impegno alla eliminazione dei numerosi ostacoli, anche di tipo burocratico, che rendono difficile il lavoro di queste università.
5. Incentivi fiscali a favore della ricerca scientifica per migliorare il trasferimento tecnologico e la condivisione della proprietà intellettuale fra università e aziende, per aiutare la imprenditorialità
giovanile.
6. Un conseguente sostegno non simbolico agli atenei statali che corrispondono ai precedenti fondamentali requisiti.
7. La razionalizzazione delle sedi universitarie e il potenziamento selettivo delle esperienze di decentramento, con certificazione di qualità.
8. La ricostruzione con interventi radicali di un effettivo sistema di diritto allo studio che punti finalmente a servizi con standard europei, con una particolare riferimento alla questione degli alloggi, secondo il principio che chi è in grado di contribuire lo dovrà fare nella solidarietà con i giovani capaci e meritevoli non in grado di farlo.
9. La revisione, anche profonda, delle forme di governo, per conferire maggiore agilità ed efficacia all’azione degli atenei. La governance è una questione fondamentale, soprattutto per gli atenei più intraprendenti. In questo ambito si inserisce anche la questione dei concorsi universitari e in particolare delle modalità di reclutamento e delle procedure di avanzamento di carriera, che devono essere trasparenti e capaci di assicurare la qualità della selezione del capitale umano.
10. L’adozione di provvedimenti per favorire l'accesso dei giovani ricercatori a fondi e a progetti, anche finanziando sistemi di premialità dedicati a un loro inserimento nei circuiti internazionali.
SI CHIEDE QUINDI
Che l’Amministrazione comunale tenga conto di quanto sopra in ogni occasione di accordo o convenzione che veda come controparte l’Università degli Studi di Firenze.
Domenico Valentino e Giovanni Varrasi
(Gruppo consiliare Verdi)
Tipologia: Ordine del Giorno
Soggetti proponenti: Giovanni Varrasi
Oggetto: Istruzione pubblica
Firenze, 27 ottobre 2008
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE
Visto
in particolare, l’Art. 64 - “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”, Capo II “Contenimento della spesa per il pubblico impiego”, della Legge 6 agosto 2008, n. 133 "Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196)
Visto
il successivo Decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137 "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008), all’esame parlamentare per la conversione in questi giorni
Visto
lo “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze”, di cui all’art. 64 del Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133 rilasciato nella serata di giovedì 25 settembre 2008
Vista
la mozione (1-00033) concernente “Iniziative in materia di accesso degli Studenti stranieri alla Scuola dell’obbligo”, primo firmatario Cota, approvata dalla Camera dei Deputati nella seduta n. 66 di martedì 14 ottobre 2008
Osservato
> fra l’altro, come in detto Schema di Piano Programmatico si parli espressamente di
- privilegiare l’attivazione di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali (scuole dell’infanzia e primaria), quale modello didattico e organizzativo più funzionale “all’innalzamento” degli obiettivi di apprendimento;
- “essenzializzazione” dei piani di studio di insegnamento;
- e ancora, i piani di studio, le discipline e i carichi orario relativi alla scuola dell’infanzia e alle scuole del primo ciclo di istruzione saranno contestualmente riesaminati ed “essenzializzati”;
- i piani di studio relativi al sistema dei licei saranno riesaminati con l’obiettivo di razionalizzarne l’impianto in termini di massima semplificazione
> come non si possano selezionare i bambini in base alla diversa cittadinanza o alla lingua parlata, creando artificiosamente due ghetti, negando la positiva realtà multiculturale, che vivono invece nel quotidiano con spirito di accoglienza e inclusione (anche undici nazionalità diverse nella stessa classe!)
Sottolineato
> come si parli impropriamente di una riforma del sistema scolastico, trattandosi invece di norme fra loro scollegate che azzerano comunque un percorso culturale, evolutivo della scuola italiana, dal momento che tutto discende da una disposizione finanziaria, per sua stessa natura assolutamente generalista, che definisce un taglio delle risorse pari al 20% della spesa per il personale (che ammonta a sua volta al 97% della spesa complessiva per l’istruzione), impegnando il Ministro dell’Istruzione ad attuarla con propri regolamenti, senza che questo sia disceso da una preventiva, partecipata progettualità pedogica, culturale che aggiorni e migliori l’offerta formativa del nostro Paese, che già eccelle in alcuni settori;
> come il sistema universitario sia prossimo alla bancarotta, negando già nei fatti la propria esistenza in quanto le risorse disponibili fanno fronte unicamente alle spese per il personale, quando bastano, senza alcuna possibilità di sviluppare i necessari percorsi di ricerca, vitali per la propria sopravvivenza e lo sviluppo della didattica, senza alcuna prospettiva per i tanti precari, tantomeno per i giovani laureati, costretti a migrare all’estero, spesso a buttare al vento venti anni di sacrifici propri e delle loro famiglie
Ricordato ulteriormente
come il recente “Rapporto sullo Sviluppo Umano 2007-2008”, presentato dall’United Nations Development Programme, analizzando la “spesa pubblica per l’istruzione in percentuale della spesa pubblica totale nel periodo 2002-05”, evidenzi che in Italia è pari a 9,6 e su 177 Paesi esaminati nel Rapporto, peggio di noi solo Brunei Darussalam (9,1), Indonesia (9,0), Gambia e Panama (8,9), Jamaica (8,8), Cameroon (8,6), Grecia e Lussemburgo (8,5), Albania (8,4), Mauritania (8,3), Congo (8,1), Ecuador e Filippine (8,0), Urugay (7,9), Angola (6,4), infine Guinea Equatoriale (4,0). Gli altri 160 Paesi investono per lo più tra il 13% e il 18% della spesa pubblica totale, con punte oltre il 25%!
Considerato
> come il futuro del nostro Paese, ovvero, come il futuro di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, dei giovani, la loro istruzione, formazione, la loro crescita armoniosa non possano essere affrontati in termini di contenimento della spesa per il pubblico impiego, riducendo il tutto a meri atti consequenziali di tagli del personale, della riduzione delle classi e dei plessi scolastici, “essenzializzazione” e “semplificazione” dei piani di studio, alla stessa stregua della norma “Taglia-carta” presente all’Art. 27 della stessa Legge 6 agosto 2008, n. 133
> come occorra passare da una logica di costi, a quella di investimento, né più né meno come quella che ispira azioni e comportamenti di genitori, insegnanti, dirigenti e personale A.T.A. del mondo della scuola
Considerato ulteriormente
come questa rivisitazione del sistema scolastico italiano attui nei fatti una nuova, riprovevole “Tassa sui Bambini” (non inferiore a 7832 milioni di euro nel quadriennio 2009/2012), che pagheranno direttamente loro in termini di “essenzializzazione” e “massima semplificazione” della propria istruzione
Ritenuto
di privilegiare, come dovuto, l’interesse dei minori, dei propri figli, del futuro di questo Paese, assolutamente prevalente su qualsivoglia forma scritta
CONDIVIDE
le preoccupazioni manifestate in questi giorni dal mondo della scuola, dell’università e dai genitori
INVITA
pertanto ad una riflessione profonda sul sistema dell’istruzione italiano, sospendendo l’attuazione delle norme puramente contabili, da riesaminarsi nell’ottica di una progettualità pedagogica, culturale, evolutiva e migliorativa, nell’interesse di bambine e bambini, di ragazze e ragazzi, dei giovani, del loro futuro, del futuro del nostro stesso Paese.
DECIDE
di inviare il presente documento:
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Regione Toscana
Al Presidente della Provincia di Firenze
Al Sindaco del Comune di Firenze
Giovanni Varrasi (capogruppo Verdi)
Ordine del Giorno del capogruppo dei Verdi: Giornata dei nuovi fiorentini
Il capogruppo dei Verdi Giovanni Varrasi, in quella parte del Consiglio comunale dedicata al razzismo, ha proposto la istituzione di un osservatorio e una giornata dei nuovi fiorentini (nati a Firenze da genitori stranieri), in cui situazioni particolari, di eccellenza negli studi o di rilevante significato umano possano essere portate all’attenzione della città.
Tipologia: Ordine del Giorno
Soggetti proponenti: Consigliere Giovanni Varrasi
Oggetto: Impegnare l’Amministrazione a costituire un osservatorio e la giornata dei “Nuovi fiorentini”
Firenze, 27 ottobre 2008
CONSIDERATO che il tema del razzismo è indissolubilmente legato ai vissuti di superiorità/inferiorità, inclusione/esclusione, ricchezza/povertà, cultura/ignoranza, scolarità/abbandono degli studi, progressione sociale/emarginazione;
VALUTATA la complessità del problema collegato a una forte ondata migratoria che riguarda il nostro Paese e tutto il mondo occidentale che pone oggettivi problemi di inclusione e di riassetto sociale ed economico;
PRECISATO che il valore delle regole e delle leggi resta il baluardo più significativo della convivenza civile, soprattutto a difesa delle classi sociali più povere che, non avendo altri strumenti di potere, hanno vantaggio dalla democrazia e dalla legalità;
PRESO ATTO che si fa strada una nuova generazione di fiorentini di origine straniera, che magari si esprimono in fiorentino e tifano per la squadra di calcio della città, ma hanno il colore della pelle, la religione e un retaggio familiare diverso da quello della maggioranza dei cittadini;
INVITIAMO IL SINDACO E GLI ASSESSORI COMPETENTI
- A istituire un “osservatorio per i nuovi fiorentini”, che monitorizzi le caratteristiche di questi nuovi giovani concittadini sotto il versante antropologico, economico, pedagogico, scolastico, sportivo, dell’inserimento sociale.
- A utilizzare competenze statistiche, psicologiche, mediche, pedagogiche per redigere un rapporto annuale, portato alla conoscenza del Consiglio comunale e della città, che possa monitorare scientificamente il fenomeno acquisendo dati utili per le politiche di integrazione e di valorizzazione delle energie provenienti dalle giovani generazioni.
- A prevedere una cerimonia pubblica annuale denominata “Giornata dei nuovi fiorentini”, in cui situazioni particolari, di eccellenza negli studi o di particolare significato umano, possano essere portate all’attenzione della città.
Giovanni Varrasi
(capogruppo dei Verdi)
COMUNICATO STAMPA
I Verdi e il Bilancio del Comune di Firenze: Luci ed ombre nel Bilancio 2008 e Triennale 2008-2010, nuovi spazi per rilevanti confronti politici nella maggioranza
Il capogruppo dei Verdi, Giovanni Varrasi, segnala i punti programmatici e di investimento economico sui quali il Gruppo consiliare si è battuto e si batterà per le variazioni al Bilancio di previsione 2008.
Tali punti sono inseriti negli indirizzi all’Amministrazione prodotti dalla maggioranza in uno specifico Ordine del Giorno approvato dal Consiglio comunale, e sui quali il Sindaco, l’Assessore Albini ed esponenti del partito democratico hanno manifestato pieno impegno alla realizzazione.
1) Stanziamenti - proposti dai Verdi 50.000 Euro - per la qualità urbana (segnaletica, pavimentazione, cartellonistica, chiusure al traffico) del rione intorno al Canto ai quattro leoni, anche detta Piazza della Passera, valorizzando le 150 botteghe artigianali di grande qualità che lavorano nella zona.
2) Risorse ulteriori – proposti dai Verdi 500.000 Euro – per investimenti in nuove piste ciclabili, volte al miglioramento della mobilità ecologica, passando da un’impostazione che le considera aggiuntive rispetto ai temi della mobilità canonica a divenire strategiche per la viabilità cittadina, per il risparmio energetico e per la riduzione dell’inquinamento.
3) Incentivi per la produzione di energie pulite a livello comunale. L’Amministrazione comunale è molto arretrata su questo tema, tanto è vero che il Regolamento edilizio impedisce ogni installazione di tecnologie solari.
4) Stanziamento - proposti dai Verdi 100.000 Euro - per una indagine medico-epidemiologica, in collaborazione con l’Agenzia Regionale di Sanità e con la Regione Toscana, sulla popolazione di Peretola, Brozzi, Quaracchi e Le Piagge.
5) Rinuncia al canone (800.000 Euro) proveniente dai proprietari del Campeggio del Piazzale Michelangelo per permettere la rapida realizzazione di un grande spazio pubblico denominato Parco degli Olivi, che potrebbe, se gestito con dinamicità ed estro, produrre entrate per l’Amministrazione.
6) Stanziamento di fondi, da quantificare, per esproprio di aree in località Settignano per la realizzazione di un parcheggio pubblico che migliori la qualità estetica del bellissimo borgo, oggi purtroppo assediato dalle auto.
Tipologia: Ordine del Giorno
Soggetti proponenti: Giovanni Varrasi - Domenico Valentino
Oggetto: Impegnare l’Amministrazione a sostenere l’azione di Coldiretti e CIA nel progetto di rigenerazione dell’agricoltura italiana
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che la Federazione Interprovinciale Coldiretti di Firenze e Prato ha presentato in data 4 luglio u.s. una proposta di ordine del giorno finalizzata a favorire la condivisione delle finalità della mobilitazione posta in essere da Coldiretti a sostegno dell'agricoltura quale fattore rilevante dell'economia nazionale;
PREMESSO altresì che altrettanto ha fatto la Confederazione Italiana Agricoltori di Firenze;
CONSIDERATO che il Consiglio comunale condivide le motivazioni ed i contenuti della proposta di ordine del giorno presentata da Coldiretti e CIA;
VISTO lo Statuto del Comune di Firenze ed il regolamento per il funzionamento del Consiglio;
ATTESO che il presente atto non necessita dei pareri di regolarità tecnica e contabile, stante la sua natura politica programmatica che non comporta impegni di spesa;
PRESO ATTO altresì:
1. che la coalizione ItaliaEuropa - Liberi da OGM, costituita dalle Organizzazioni di rappresentanza dell'agricoltura, dell'artigianato, della piccola e media industria, del commercio e della grande distribuzione agroalimentare, del consumerismo, dell'ambientalismo e della cooperazione internazionale, ha promosso un dibattito nazionale, dal 15 settembre al 15 novembre 2007, al fine del pronunciamento diretto dei cittadini perché l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo del Paese, fatto di persone e territori, salute e qualità sostenibile, innovativo e libero da ogm;
2. che l'applicazione del principio di precauzione comporta l'adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un'esatta relazione tra causa ed effetto;
3. che l'introduzione nell'ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all'utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;
4. che il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l'impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l'agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitività per l'agricoltura convenzionale;
5. che la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all'ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni convenzionali e biologiche, anche in relazione all'irreversibilità delle ricadute sull'ambiente e sull'ecosistema;
6. che il territorio locale vanta un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell'ingegnerizzazione dei prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;
7. che è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l'identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;
8. che l'attenzione e l'informazione sulla qualità dei prodotti e sulla tracciabilità dei cibi rappresentano il motore dello sviluppo dei sistemi locali e consentono di incrementare la competitività merceologica ed il valore aggiunto in agricoltura;
9. che la riforma della P.A.C. prevede un particolare impegno per il rispetto agroambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell'ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;
10. che tra i compiti degli Enti Locali vi è anche l'attuazione di una politica per la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell'ambiente e delle risorse naturali e la prevenzione
delle calamità.
DELIBERA
1) di approvare il presente Ordine del Giorno, ritenendo necessario dare massima condivisione al progetto di rigenerazione dell'agricoltura italiana promosso da Coldiretti e CIA, con particolare riguardo a:
Tutela e valorizzazione delle tipicità delle produzioni agricole locali, con la loro unicità e naturalità.
Centralità della concertazione come metodo di confronto tra le vere rappresentanze e le Istituzioni.
Una forte azione di sensibilizzazione in Europa per affermare la centralità del consumatore europeo, dei suoi interessi, delle sue aspettative che dovranno essere presenti in tutti i documenti politici, i regolamenti e direttive di mercato. Su questo tema Coldiretti e CIA attiveranno alleanze e una forte azione di diplomazia che coinvolgerà i livelli istituzionali europei e le rappresentanze nazionali. Anche al fine di incalzare il Ministero dell’Agricoltura italiano.
Emanazione dei Decreti attuativi della Legge 204 del 2004 sull'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine dei prodotti agricoli. Una assenza di legge che offende il vero “Made in Italy”, ostacola la crescita del Paese in un settore determinante e strategico per la formazione della sua ricchezza.
Emanazione dei Decreti attuativi per la produzione di agroenergie da micro-impianti che esaltino il valore ed il legame con il territorio italiano.
Applicazione dell’OCM ortofrutta e dell’OCM vino coerentemente con quanto già previsto ad attuato dalla Riforma Fischler del 2003;
Emanazione del Decreto che disciplina le modalità applicative della “Nuova società agricola”, strumento indispensabile per affrontare i ‘veri’ mercati.
Attuazione di tutte le misure previste per la gestione assicurativa dei rischi atmosferici e del fondo per favorire la ripresa economica e produttiva delle aziende colpite da crisi di mercato.
Emanazione del Decreto previsto nella Legge finanziaria 2007 per la disciplina dei ‘farmer markets’ e l’esercizio della ‘vendita diretta’ ai consumatori.
Attuazione della Legge 231 sulle intese di filiera per lo sviluppo di nuove forme di collaborazione fra le imprese agricole, le grandi strutture di vendita o i centri commerciali.
Stabilizzazione di alcuni regimi fiscali in agricoltura. Con l’aggiornamento del catasto terreni e conseguenti variazione dei fabbricati da rurali ad urbani è previsto, per il 2007, un maggior gettito di 570 milioni di Euro che saliranno a 1 miliardo e 100 milioni di Euro a regime in virtù dei quali si richiede al Governo la stabilizzazione dei regimi fiscali (Irap nella percentuale del 1,9 e imposte di registro e ipotecaria); attuazione delle misure fiscali previste in finanziaria 2007;
Promuovere un nuovo rapporto di filiera fondato sulla possibilità per l’impresa agricola di giocarsi il suo ruolo in condizioni di pari opportunità con il resto degli attori economici, interrompendo la stagione dei finanziamenti pubblici ad alcune strutture economiche che non hanno più né capacità né ruolo nel mercato o non sono in condizioni di rimanervi senza le stesse sovvenzioni pubbliche.
Firenze, 4/12/’07
Giovanni Varrasi
Domenico Valentino
COMUNICATO STAMPA: IMPIEGO RISORSE CONSIGLIO COMUNALE INAPPLICATE, CONTRO LA FAME NEL MONDO ED IL DEGRADO AMBIENTALE
Quest'anno, come negli ultimi anni, i criteri di austerità e di corretta severità messi in atto dalla Presidenza del Consiglio e dall'Ufficio del Consiglio nel determinare l'impiego dei fondi destinati alle attività della Presidenza, delle Commissioni e dei singoli Consiglieri, hanno determinato una disponibilità tutt'ora in essere di circa 10.000 euro.
Sulla base di questa esperienza, il Capogruppo dei Verdi, Giovanni Varrasi, propone un Ordine del Giorno che vincola, in seguito all'approvazione dell'Assestamento del Bilancio, l'impiego dei suddetti fondi verso iniziative contro la povertà nel mondo ed il degrado ambientale del pianeta.
Si acclude l'Ordine del Giorno.
Firenze, 20 novembre 2007
Tipologia: Ordine del Giorno
Soggetto proponente: Giovanni Varrasi
Oggetto: Impiego risorse Consiglio comunale inapplicate, contro la fame nel mondo ed il degrado ambientale
CONSAPEVOLI del ruolo di Firenze come “città del mondo”, ambasciatrice di pace, culla della civiltà moderna;
ORMAI CERTI che il destino del pianeta, sia in senso sociale che ambientale, debba riguardarci molto più da vicino che nei decenni precedenti;
DETERMINATI a far seguire alle molte parole espresse in convegni di ogni tipo, iniziative concrete e una fattività più stringente sui temi della povertà e del degrado ambientale planetario;
ESSENDO A CONOSCENZA che in molti casi il budget destinato alle attività della Presidenza del Consiglio, delle Commissioni consiliari e dei singoli Consiglieri, non viene impiegato nella sua totalità o viene utilizzato in iniziative dove, accanto a contenuti anche seri, prevale l’aspetto conviviale a base cocktail e rinfreschi di qualità;
RITENENDO che la nostra opulenta società occidentale debba rivedere i suoi stili di vita e che la “casta” della politica debba dare l’esempio, proponiamo di confermare i criteri di severità e di austerità che già da oggi orientano il sovvenzionamento delle iniziative consiliari e su questa base
PROPONIAMO
che ogni anno, all’atto dell’approvazione dell’Assestamento del Bilancio, le risorse destinate all’Ufficio del Consiglio che rischiano di diventare residui passivi o finire nell’Avanzo di amministrazione, vengano destinate a iniziative contro la fame nel mondo e per il miglioramento ambientale del pianeta.
Un nuovo pozzo d’acqua nelle zone desertiche, piantare alberi, insegnare alle popolazioni povere l’allevamento ittico, sono alcuni obiettivi che potremmo realizzare con poche migliaia di euro.
In fondo per tutti noi poter paragonare l’immagine della gioia dell’espressione di un giovane africano che apprezzi la solidarietà di Firenze con quella della folla di gente come noi, che, accanto alla Sala Incontri, fa la fila spesso scompostamente per prendere un bicchiere di spumante e tre o quattro pasticcini, è esercizio che fa bene al cuore.
Giovanni Varrasi
Capogruppo Verdi
Dalla prima pagina del Corriere della Sera di ieri Martedì 6 novembre 2007
A FIRENZE
No del centrosinistra al minuto di silenzio per la donna uccisa
FIRENZE – Un minuto di raccoglimento in consiglio comunale per ricordare Giovanna Reggiani. Lo propone Enrico Bosi, di Forza Italia, nella conferenza dei capigruppo, prima della seduta del consiglio. Lo appoggiano Socialisti e Verdi, ma Pd, Comunisti italiani, Rifondazione e la lista civica «Unaltracittaunaltromondo» votano contro e bloccano l’iniziativa. Scoppia la polemica. Bosi è incredulo. Il capogruppo del Pd, Alberto Formigli, parla invece di falsa commozione dell’opposizione.
[ ] A pagina 11
Il seguente Ordine del Giorno è stato approvato nella seduta consiliare di ieri con 14 voti favorevoli, 12 contrari 20 astenuti.
Tipo: Mozione
Oggetto: O.d.G. "Sicurezza a Firenze"
Proponenti: Nicola Rotondaro (Comunisti Italiani), Anna Soldani (Sinistra Democratica), Giovanni Varrasi (Verdi)
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE
PRESO ATTO
che le due ordinanze emesse dal Comune di Firenze in tema di "lavavetri", sia la prima in merito al divieto di esercizio del mestiere girovago di lavavetri, argomentata con il problema del giro di racket, sia la seconda che esplicita la tutela dell'incolumità pubblica nelle strade cittadine e agli incroci semaforici, finiscono per criminalizzare di fatto chi in assenza di altri mezzi di sussistenza cerca di guadagnarsi, senza commettere reati, qualcosa per sopravvivere;
RITENUTO CHE
che non è interesse di nessuno, innanzitutto per coloro che si erano improvvisati "lavavetri", tornare alla situazione precedente, e che far questo servono politiche concrete e durature di sostegno e di inclusione;
PREMESSO CHE
la sicurezza e la vivibilità nella città sono un punto fondamentale nella politica di gestione e controllo del territorio, ritenendo la lotta all'illegalità nelle varie forme in cui si esplica - dagli affitti al nero, dallo sfruttamento della prostituzione alle costanti e sempre più frequenti infrazioni al codice della strada, ai parcheggiatori abusivi che sono fenomeni estremamente differenti tra loro che richiedono soluzioni e strategie differenziate ed una scala di priorità chiara - un fatto oltre che di rilevanza etico-sociale, soprattutto di dovere istituzionale;
RICHIAMATA
la discussione effettuata durante i Consigli Comunali del 25 giugno e del 2 luglio scorsi;
CONSIDERATO CHE
gli effetti del provvedimento contraddicono la politica e la storia che hanno fatto di Firenze una città di pace e di accoglienza, una città sensibile alle forme di disagio che nel paese sono in crescente aumento e che da sempre si è contraddistinta per il lavoro di convivenza sociale, grazie anche all'impegno del mondo del volontariato e dell'associazionismo, ad esempio attraverso i progetti in itinere per il superamento dei campi rom e le iniziative di sostegno alle donne prostitute e contro lo sfruttamento della prostituzione;
RILEVATO CHE
con le suddette ordinanze non si risolve il problema sociale di cui i lavavetri sono espressione, rischiando di creare situazioni di ulteriore illegalità e di alimentare fenomeni di intolleranza;
DATO CHE
il provvedimento elude e nasconde in maniera preoccupante il crescente disagio sociale che esiste in città in tema di precarietà ed emergenza abitativa e che il fenomeno dei lavavetri segnala innanzitutto un profilo di marginalità sociale di coloro che svolgono questa attività;
RICORDATO CHE
è urgente una nuova normativa nazionale sul tema dell'immigrazione che abroghi la Legge Bossi Fini che non ha minimamente risolto ma anzi aggravato il problema della clandestinità e della illegalità e conseguente marginalità dei migranti;
IMPEGNA IL SINDACO
A superare l'ordinanza entro il termine di quindici giorni con un atto che preveda strumenti per inquadrare e monitorare il fenomeno al fine di creare le condizioni per risolvere definitivamente la questione della presenza di persone che stazionano nei pressi degli incroci semaforici;
ad elaborare, sulla base di questa mappatura, un progetto per l'inserimento di queste persone attraverso iniziative di formazione e qualificazione professionale, ed in particolare attuando azioni di prevenzione sociale, quale unico antidoto al sentimento di insicurezza e vulnerabilità nella nostra città, e tali da contrastare il processo di criminalizzazione dei fenomeni di disagio sociale;
dando le giuste priorità nelle politiche sociali dell'amministrazione a cominciare dall'emergenza dei campi nomadi, del fenomeno della prostituzione e a quello dell'accoglienza dei migranti, riconoscendo e dialogando con il Tavolo della Marginalità, costituito all'inizio della legislatura e che necessita di essere ampliato e concretamente attivato;
intraprendendo, grazie anche al circuito virtuoso di solidarietà che in città è sostenuto da associazionismo, volontariato e categorie economiche, azioni concrete di inserimento lavorativo, quali la vendita di giornali e diffusione di materiale relativo alle attività delle associazioni o con apposite convenzioni che prevedano la presenza dei lavavetri in aree di servizio o centri commerciali istituendo insieme ai suddetti soggetti un osservatorio che monitori il fenomeno, le difficoltà ed i successi dell'inserimento e dell'integrazione anche attraverso un utilizzo estensivo dei mediatori culturali;
a farsi promotore presso il Governo Nazionale, anche in qualità di Presidente dell'ANCI, affinché si affronti la questione in modo da far si che per i Comuni vi siano le risorse necessarie per occuparsi di sviluppo, interventi sociali e si proceda, in osservanza al programma dell'Unione, all'abrogazione della legge Bossi-Fini.
Bollettino informativo e bugigattolo di idee del Gruppo consiliare Verdi nel Comune di Firenze.