ViviVerde Firenze

lunedì, 16 marzo 2009

Bilancio di fine mandato dei Verdi (aprile 2009)

Nel giorno in cui in tutto il mondo si festeggia l’Earth Day, ovvero la Giornata mondiale della Terra - ideata nel 1970 da Denis Hayes nel Paese che diviene oggi, col presidente Obama, punta di lancia del Green New Deal -, il Gruppo consiliare dei Verdi di Palazzo Vecchio sceglie di tirare il proprio bilancio del mandato elettorale 2004-2009.

Si è trattato di un quinquennio difficile, sottoposto a ripetute fibrillazioni politiche derivanti da numerosi appuntamenti elettorali, l’ultimo dei quali ha riconsegnato il Paese nelle mani di Silvio Berlusconi, un continuo sommovimento nei partiti fino al punto da rendere i Verdi, sorti nella seconda metà degli anni ’80, il più antico partito presente oggi sulla scena politica italiana! In questo mare agitato, il timone dei Verdi è rimasto saldamente orientato al bene comune, responsabile forza di governo ma mai supina o appiattita sugli alleati quando essi assumevano decisioni ritenute di pregiudizio dell’ambiente in cui viviamo e, più in generale, della qualità della vita dei cittadini che abitano a Firenze. Trovando in varie occasioni buona sintonia con la parte più avanzata di Ds, Margherita e degli alleati di sinistra.

Di governo, con serietà, ma non governativi per opportunismo. Capaci di scelte talvolta impopolari, come la strenua difesa della mobilità pubblica su ferro (tramvia) rispetto a quella privata delle autovetture, come la diffusione capillare delle piste ciclabili (assiduamente perorata) o come la pedonalizzazione del centro storico. Capaci anche di fermare progetti speculativi come il recente multisala con annesso centro commerciale a Novoli. Ragionevoli nel sostenere lo spostamento dello stadio di calcio da Campo di Marte in periferia ma tenaci nel non svendere il formidabile progetto del Parco della Piana dell’architetto Girot.

Questo, in sintesi, il senso e lo spirito della nostra azione all’interno di una coalizione di maggioranza, per la quale abbiamo svolto in molteplici circostanze un ruolo di equilibrio e di cerniera, sempre e soprattutto nel rispetto del mandato degli elettori.

Certo, bilanciare le pressioni di alcuni settori imprenditoriali (quelli meno lungimiranti e meno sensibili ai temi ecologici) non è stato facile, ma crediamo che nessuno sia riuscito - per usare l’espressione del regista Rosi - a mettere le mani sulla città. E forse qualche merito possiamo ascrivercelo.

In questo nostro consuntivo che, doverosamente, presentiamo ai fiorentini desideriamo fare un breve excursus di alcune iniziative, piccole o grandi, che ci pare rendano l’idea del lavoro compiuto.

1) Abbiamo bloccato lo sviluppo del campeggio al piazzale Michelangelo, ottenendo che dal 2013 al suo posto sorga un parco pubblico, il “Parco degli Olivi”, 4 ettari di paradiso per i fiorentini e i turisti;

2) insieme all’imprenditore interessato e al popolo di quella zona, abbiamo in buona parte risolto il problema delle maleodoranze prodotte da una fabbrica a San Bartolo a Cintoia;

3) siamo riusciti ad evitare nuove costruzioni sulla collina di Careggi, proposte ambiguamente con la scusa che sarebbero diventate residenze sociali;

4) abbiamo proposto un nuovo parco in via del Larione, sotto villa di Rusciano, dove erano stati previsti impianti sportivi e costruzioni;

5) gli oneri di urbanizzazione dovuti da un nuovo albergo in via del Palazzuolo, dopo una nostra Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, sono stati destinati al decoro urbano di quell’area;

6) il progetto dei cassonetti interrati è il prodotto di iniziative approntate nel tempo dal nostro gruppo consiliare;

7) abbiamo elaborato, presiedendo la Commissione speciale per la qualità urbana, un piano specifico per la manutenzione delle strade e le buche assolutamente troppo numerose in città;

8) il progetto “Adottiamo i monumenti”, che richiedeva un nuovo mecenatismo ai fiorentini, ha avuto grande successo ed è stato portato a modello per l’intera città da autorevoli interventi di intellettuali e giornalisti;

9) abbiamo ottenuto la modifica dei Regolamenti comunali che impedivano ovunque l’installazione di pannelli solari e quindi la nomina di un Energy Manager comunale che si occupi di energie pulite;

10) ci siamo battuti contro i rumori prodotti dall’aeroporto di Firenze e contro una sua ulteriore, scriteriata, espansione;

11) la difesa della fiorentinità degli storici istituti di credito, Cassa di Risparmio e Banca Toscana, ci è sembrato uno dei modi con cui contrastare l’imperante globalizzazione che sempre più sradica dai territori attività ed istituzioni che costituivano un tessuto fertile per l’intera comunità;

12) abbiamo impostato il progetto “100 piazze” per promuovere il ritorno di cinema e teatro all’aperto, spettacoli dal vivo, animazione della vita culturale e civile in città, sollecitando interventi specifici e realizzazioni in piazza San Simone, piazza della Passera, in piazza Santa Felicita e in via dei Barbadori.

Ciascun punto, ogni risultato raggiunto, è dovuto a una dose di ostinazione ragguardevole e all’appoggio di comitati costituitisi per l’obiettivo o di singoli cittadini che, innamorati della loro città, hanno visto in noi un punto di riferimento istituzionale. Dei garanti del bene comune. Questo, in effetti, i Verdi hanno sempre cercato di essere.

Ecco il piccolo contributo che vogliamo dare in questa Giornata mondiale della Terra 2009.

 

   Firenze, 22 aprile 2009

Giovanni Varrasi e Domenico Valentino

www.giannivarrasi.it  http://viviverde.splinder.com


venerdì, 31 ottobre 2008

Gli Enti giocano in Borsa? La Finanza indaga sugli swap

L'inchiesta

I Comuni giocano in Borsa?
La Finanza indaga sugli swap

Sviluppi nell'inchiesta della procura. Nella lista anche Firenze, Campi e Pontassieve. I magistrati stanno cercando di far luce su anomalie nei tassi di interesse e su possibili danni ai cittadini

 

Ci vorrà tempo e soprattutto pazienza perché analizzare materiale così complicato richiede uno sforzo investigativo enorme. Il materiale in questione è ostico di per sé: swap e derivati. Roba da finanza creativa, quella che ha messo in ginocchio le borse mondiali. La procura di Firenze, diretta da Giuseppe Quattrocchi, ha dato infatti delega alla Guardia di Finanza di verificare tutti gli strumenti derivati che sono stati usati nelle varie pubbliche amministrazioni. E proprio per questo motivo, nei mesi scorsi, gli uomini delle Fiamme Gialle — con un decreto di acquisizione in mano — si sono recati nelle varie amministrazioni comunali e si sono presi le fotocopie dei contratti con le varie banche che hanno per oggetto i derivati.

ANCHE FIRENZE E CAMPI. La lista dei Comuni interessati è piuttosto lunga: si inizia con Firenze e si prosegue con Campi Bisenzio, Impruneta, San Casciano, Tavarnelle, Marradi, Pontassieve, Palazzuolo sul Senio, Scandicci. Non manca neppure la Regione Toscana, dove i finanzieri hanno acquisito documentazione all'interno della direzione Risorse finanziarie. Al momento la magistratura non ha ipotizzato alcun reato. Si tratta, infatti, di un'indagine conoscitiva. Un'indagine che sarà, come già detto, piuttosto lunga perché — ad esempio — ci sono casi in cui un solo contratto sui derivati viene ridiscusso più volte nel corso del tempo. Difficile, dunque, anche dire quanti soldi siano stati impegnati per «accendere» swap e derivati. Secondo una prima, cautissima, stima formulata dagli inquirenti si attesta su oltre 500 milioni di euro (conteggio fatto sui contratti di tutti i Comuni interessati).

L'INCHIESTA DOPO REPORT. Un'inchiesta nata dopo le denunce presentate da Adusbef e Federconsumatori il 15 ottobre dello scorso anno, ad integrazioni degli esposti presentati a 10 Procure della Repubblica l'11 luglio del 2007, dove si chiedeva di acquisire la puntata di Report (andata in onda su Raitre domenica 14 ottobre 2007 alle ore 21,30) dedicata a swap e strumenti finanziari derivati, con testimonianze documentate da utenti che pur non conoscendo nulla di finanza, si erano visti imporre anche in sede di rinnovo fidi, contratti swap che invece di garantirli dal rischio dei tassi, creavano buchi e perdite vistose nei conti economici. La magistratura fiorentina, milanese e barese, dunque, vuole accertare — in primis — la responsabilità delle banche. Bisogna, dunque, verificare caso per caso. A Firenze, ad esempio, in un ordine del giorno dei Verdi (presentato il 7 novembre del 2007) si auspicava di «non optare, per il futuro, per questo rischiosissimo strumento finanziario», posto che «anche il Comune di Firenze si è avvalso di questi strumenti finanziari a partire dal 2003 con gli istituti Ccd Ixis, CrF e Banca Imi». Per capire a cosa si faccia riferimento basta scorrere sempre quell'ordine che cita «il caso del vicino Comune di Marradi, dove per ammissione dello stesso sindaco Giuliano Fabbri (ora non più primo cittadino, ndr) alla trasmissione Report, dopo l'evidente impossibilità di prezzare affidabilmente il prodotto in modo da valutarne i cosiddetti costi impliciti ed aver abboccato all'amo, adesso con sincerità si è espresso così: "Sì, sì, sono preoccupato, io non sono un esperto, però queste formule hanno sempre alcuni rischi e credo che non sia mai bene rischiare in modo particolare quando si gestisce i soldi dei contribuenti"».

 

Simone Innocenti

(Corriere Fiorentino del 30 ottobre 2008)


scritto da: viviverde alle ore 11:48 | link | commenti
categorie: risoluzioni, varrasi
venerdì, 04 gennaio 2008

Risoluzione su svecchiamento del parco veicoli in circolazione

Tipologia: Risoluzione del Consiglio comunale

Oggetto: Proposta di svecchiamento del parco veicoli in circolazione

Competenza: Sindaco e Vice Sindaco

Firenze, 4 gennaio 2008

 

CONSIDERATO che da uno studio condotto da Promotec, su dati Aci ed Istat del 2004, nel nostro paese risultano immatricolati 58 autoveicoli ogni cento abitanti, bambini compresi. La Germania ne conta 55, la Svizzera 51, il Regno Unito 50, la Francia 49, fino alla Danimarca che vanta - è il caso di dirlo -  un più modesto 35. Un primato questo assai poco invidiabile, che sta conducendo il nostro Paese al limite dell'emergenza ambientale;

VALUTATO che, accanto alle conseguenze sulla qualità dell’aria da parte delle macchine in circolazione, diventa sempre più importante il furto di spazio che le stesse vetture operano sullo scenario urbano delle nostre vite;

CONSTATATO che, per effetto delle norme comunitarie, ogni Amministrazione è sempre più spesso costretta ad adottare provvedimenti d'emergenza: blocchi della circolazione, targhe alterne, divieti di transito ai veicoli più vecchi, e via limitando, nel tentativo di ristabilire livelli di inquinamento giudicati tollerabili;
CONSIDERATO che scendere da questo “folle tram” in corsa non sembra ancora possibile, dal momento che solo alcuni lungimiranti si mostrano disposti a rinunciare alle esigenze di mobilità individuale e di indipendenza in favore del trasporto pubblico, peraltro non sempre all'altezza delle aspettative;

PRESO ATTO, tuttavia, che non si può pensare di andare avanti con quella specie di ‘stop and go’ che da taluno viene impropriamente definito “giornate ecologiche” e che invece tradisce tutta la difficoltà di risolvere un dilemma apparentemente privo di scappatoie: mettere la gente a piedi, con le conseguenze che ne deriverebbero, o procedere verso livelli insostenibili di inquinamento atmosferico, continuando a fingere che l'aumento delle malattie respiratorie dei nostri bambini e certi malesseri che ci affliggono siano la conseguenza di un destino baro e non dell'aria che respiriamo;

VISTO che in questa ricerca di rimedi, atti a contrastare l'inquinamento, occorre cercare di far in modo che i costi della loro attuazione vengano equamente distribuiti fra i cittadini, superando inoltre le diatribe fra possessori di veicoli "eurozero" e proprietari di altri mezzi a benzina o gasolio, ed evitando di ricorrere ad azioni considerate punitive nei confronti di chicchessia.

SI AVANZA LA SEGUENTE PROPOSTA DI RISOLUZIONE

I veicoli registrati in Italia superano oggi, complessivamente, i 45 milioni ed aumentano annualmente di oltre 1 milione di unità, al netto delle radiazioni. Si valuta pertanto indispensabile bloccare temporaneamente questa crescita, fino a riportare il loro numero a livelli ritenuti accettabili, disponendo che ogni nuova immatricolazione venga accompagnata dalla contestuale radiazione di un equivalente veicolo di cui, per motivi ambientali, si giudichi opportuna la rottamazione. Per i soli autoveicoli sono a disposizione fra 8 milioni di eurozero, 5 di eurouno, 9 di eurodue, in tutto 22 milioni di unità, sufficienti (anche dopo un aggiornamento dei dati citati) a permettere senza intoppi, per diversi anni a venire, la loro progressiva sostituzione con altrettanti veicoli nuovi, al ritmo attuale di 2,3 milioni all'anno, senza peraltro penalizzare i livelli di produzione dell'industria automobilistica.
Lo scambio di veicoli usati rimarrebbe libero da vincoli, mentre agli acquirenti del nuovo, che ne fossero privi, verrebbe richiesto di acquistare sul mercato il necessario usato da rottamare, eventualmente per il tramite del proprio concessionario e utilizzando i contributi statali concessi a tale scopo.

Riassumendo, il passaggio dall'attuale regime di incentivi alla rottamazione ad un regime di  rottamazione obbligata sull'acquisto del nuovo bloccherebbe immediatamente la crescita del parco veicolare senza penalizzare la produzione del nuovo, accelererebbe lo svecchiamento dell'usato e distribuirebbe uniformemente l'impegno, legato alla realizzazione di questo provvedimento, fra tutti i soggetti direttamente coinvolti nell'attività di scambio in questo settore, senza costare un solo centesimo all’Erario.

 

Giovanni Varrasi

Domenico Valentino


scritto da: viviverde alle ore 11:42 | link | commenti
categorie: valentino, risoluzioni, varrasi
martedì, 19 giugno 2007

Proposta di svecchiamento del parco veicoli in circolazione

Tipologia: Risoluzione

Oggetto: Proposta di svecchiamento del parco veicoli in circolazione

 

CONSIDERATO che da uno studio condotto da Promotec, su dati Aci ed Istat del 2004, nel nostro paese risultano immatricolati 58 autoveicoli ogni cento abitanti, bambini compresi. La Germania ne conta 55, la Svizzera 51, il Regno Unito 50, la Francia 49, fino alla Danimarca che vanta - è il caso di dirlo -  un più modesto 35. Un primato questo assai poco invidiabile, che sta conducendo il nostro Paese al limite dell'emergenza ambientale;

VALUTATO che, accanto alle conseguenze sulla qualità dell’aria da parte delle macchine in circolazione, diventa sempre più importante il “furto di spazio” che le stesse vetture operano sullo scenario urbano delle nostre vite;

CONSTATATO che, per effetto delle norme comunitarie, ogni Amministrazione è sempre più spesso costretta ad adottare provvedimenti d'emergenza: blocchi della circolazione, targhe alterne, divieti di transito ai veicoli più vecchi, e via limitando, nel tentativo di ristabilire livelli di inquinamento giudicati tollerabili;
CONSIDERATO che scendere da questo “folle tram” in corsa non sembra ancora possibile, dal momento che solo alcuni lungimiranti si mostrano disposti a rinunciare alle esigenze di mobilità individuale e di indipendenza in favore del trasporto pubblico, peraltro non sempre all'altezza delle aspettative;

PRESO ATTO, tuttavia, che non si può pensare di andare avanti con quella specie di ‘stop and go’ che da taluno viene impropriamente definito “giornate ecologiche” e che invece tradisce tutta la difficoltà di risolvere un dilemma apparentemente privo di scappatoie: mettere la gente a piedi, con le conseguenze che ne deriverebbero, o procedere verso livelli insostenibili di inquinamento atmosferico, continuando a fingere che l'aumento delle malattie respiratorie dei nostri bambini e certi malesseri che ci affliggono siano la conseguenza di un destino baro e non dell'aria che respiriamo;

VISTO che in questa ricerca di rimedi, atti a contrastare l'inquinamento, occorre cercare di far in modo che i costi della loro attuazione vengano equamente distribuiti fra i cittadini, superando inoltre le diatribe fra possessori di veicoli “eurozero” e proprietari di altri mezzi a benzina o gasolio, ed evitando di ricorrere ad azioni considerate punitive nei confronti di chicchessia.

SI AVANZA LA SEGUENTE PROPOSTA DI RISOLUZIONE

I veicoli registrati in Italia superano oggi, complessivamente, i 45 milioni ed aumentano annualmente di oltre 1 milione di unità, al netto delle radiazioni. Si valuta pertanto indispensabile bloccare temporaneamente questa crescita, fino a riportare il loro numero a livelli ritenuti accettabili, disponendo che ogni nuova immatricolazione venga accompagnata dalla contestuale radiazione di un equivalente veicolo di cui, per motivi ambientali, si giudichi opportuna la rottamazione. Per i soli autoveicoli sono a disposizione fra 8 milioni di eurozero, 5 di eurouno, 9 di eurodue, in tutto 22 milioni di unità, sufficienti (anche dopo un aggiornamento dei dati citati) a permettere senza intoppi, per diversi anni a venire, la loro progressiva sostituzione con altrettanti veicoli nuovi, al ritmo attuale di 2,3 milioni all'anno, senza peraltro penalizzare i livelli di produzione dell'industria automobilistica.
Lo scambio di veicoli usati rimarrebbe libero da vincoli, mentre agli acquirenti del nuovo, che ne fossero privi, verrebbe richiesto di acquistare sul mercato il necessario usato da rottamare, eventualmente per il tramite del proprio concessionario e utilizzando i contributi statali concessi a tale scopo.

Riassumendo, il passaggio dall'attuale regime di incentivi alla rottamazione ad un regime di  rottamazione obbligata sull'acquisto del nuovo bloccherebbe immediatamente la crescita del parco veicolare senza penalizzare la produzione del nuovo, accelererebbe lo svecchiamento dell'usato e distribuirebbe uniformemente l'impegno, legato alla realizzazione di questo provvedimento, fra tutti i soggetti direttamente coinvolti nell'attività di scambio in questo settore, senza necessariamente costare un solo centesimo all’Erario.

 

Primi firmatari: Varrasi Giovanni ; Valentino Domenico


scritto da: viviverde alle ore 08:40 | link | commenti
categorie: valentino, risoluzioni, varrasi