ViviVerde Firenze

lunedì, 16 marzo 2009

Bilancio di fine mandato dei Verdi (aprile 2009)

Nel giorno in cui in tutto il mondo si festeggia l’Earth Day, ovvero la Giornata mondiale della Terra - ideata nel 1970 da Denis Hayes nel Paese che diviene oggi, col presidente Obama, punta di lancia del Green New Deal -, il Gruppo consiliare dei Verdi di Palazzo Vecchio sceglie di tirare il proprio bilancio del mandato elettorale 2004-2009.

Si è trattato di un quinquennio difficile, sottoposto a ripetute fibrillazioni politiche derivanti da numerosi appuntamenti elettorali, l’ultimo dei quali ha riconsegnato il Paese nelle mani di Silvio Berlusconi, un continuo sommovimento nei partiti fino al punto da rendere i Verdi, sorti nella seconda metà degli anni ’80, il più antico partito presente oggi sulla scena politica italiana! In questo mare agitato, il timone dei Verdi è rimasto saldamente orientato al bene comune, responsabile forza di governo ma mai supina o appiattita sugli alleati quando essi assumevano decisioni ritenute di pregiudizio dell’ambiente in cui viviamo e, più in generale, della qualità della vita dei cittadini che abitano a Firenze. Trovando in varie occasioni buona sintonia con la parte più avanzata di Ds, Margherita e degli alleati di sinistra.

Di governo, con serietà, ma non governativi per opportunismo. Capaci di scelte talvolta impopolari, come la strenua difesa della mobilità pubblica su ferro (tramvia) rispetto a quella privata delle autovetture, come la diffusione capillare delle piste ciclabili (assiduamente perorata) o come la pedonalizzazione del centro storico. Capaci anche di fermare progetti speculativi come il recente multisala con annesso centro commerciale a Novoli. Ragionevoli nel sostenere lo spostamento dello stadio di calcio da Campo di Marte in periferia ma tenaci nel non svendere il formidabile progetto del Parco della Piana dell’architetto Girot.

Questo, in sintesi, il senso e lo spirito della nostra azione all’interno di una coalizione di maggioranza, per la quale abbiamo svolto in molteplici circostanze un ruolo di equilibrio e di cerniera, sempre e soprattutto nel rispetto del mandato degli elettori.

Certo, bilanciare le pressioni di alcuni settori imprenditoriali (quelli meno lungimiranti e meno sensibili ai temi ecologici) non è stato facile, ma crediamo che nessuno sia riuscito - per usare l’espressione del regista Rosi - a mettere le mani sulla città. E forse qualche merito possiamo ascrivercelo.

In questo nostro consuntivo che, doverosamente, presentiamo ai fiorentini desideriamo fare un breve excursus di alcune iniziative, piccole o grandi, che ci pare rendano l’idea del lavoro compiuto.

1) Abbiamo bloccato lo sviluppo del campeggio al piazzale Michelangelo, ottenendo che dal 2013 al suo posto sorga un parco pubblico, il “Parco degli Olivi”, 4 ettari di paradiso per i fiorentini e i turisti;

2) insieme all’imprenditore interessato e al popolo di quella zona, abbiamo in buona parte risolto il problema delle maleodoranze prodotte da una fabbrica a San Bartolo a Cintoia;

3) siamo riusciti ad evitare nuove costruzioni sulla collina di Careggi, proposte ambiguamente con la scusa che sarebbero diventate residenze sociali;

4) abbiamo proposto un nuovo parco in via del Larione, sotto villa di Rusciano, dove erano stati previsti impianti sportivi e costruzioni;

5) gli oneri di urbanizzazione dovuti da un nuovo albergo in via del Palazzuolo, dopo una nostra Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, sono stati destinati al decoro urbano di quell’area;

6) il progetto dei cassonetti interrati è il prodotto di iniziative approntate nel tempo dal nostro gruppo consiliare;

7) abbiamo elaborato, presiedendo la Commissione speciale per la qualità urbana, un piano specifico per la manutenzione delle strade e le buche assolutamente troppo numerose in città;

8) il progetto “Adottiamo i monumenti”, che richiedeva un nuovo mecenatismo ai fiorentini, ha avuto grande successo ed è stato portato a modello per l’intera città da autorevoli interventi di intellettuali e giornalisti;

9) abbiamo ottenuto la modifica dei Regolamenti comunali che impedivano ovunque l’installazione di pannelli solari e quindi la nomina di un Energy Manager comunale che si occupi di energie pulite;

10) ci siamo battuti contro i rumori prodotti dall’aeroporto di Firenze e contro una sua ulteriore, scriteriata, espansione;

11) la difesa della fiorentinità degli storici istituti di credito, Cassa di Risparmio e Banca Toscana, ci è sembrato uno dei modi con cui contrastare l’imperante globalizzazione che sempre più sradica dai territori attività ed istituzioni che costituivano un tessuto fertile per l’intera comunità;

12) abbiamo impostato il progetto “100 piazze” per promuovere il ritorno di cinema e teatro all’aperto, spettacoli dal vivo, animazione della vita culturale e civile in città, sollecitando interventi specifici e realizzazioni in piazza San Simone, piazza della Passera, in piazza Santa Felicita e in via dei Barbadori.

Ciascun punto, ogni risultato raggiunto, è dovuto a una dose di ostinazione ragguardevole e all’appoggio di comitati costituitisi per l’obiettivo o di singoli cittadini che, innamorati della loro città, hanno visto in noi un punto di riferimento istituzionale. Dei garanti del bene comune. Questo, in effetti, i Verdi hanno sempre cercato di essere.

Ecco il piccolo contributo che vogliamo dare in questa Giornata mondiale della Terra 2009.

 

   Firenze, 22 aprile 2009

Giovanni Varrasi e Domenico Valentino

www.giannivarrasi.it  http://viviverde.splinder.com


giovedì, 05 marzo 2009

Il caso annoso dei lucchetti su Ponte Vecchio

COMUNICATO STAMPA

Il caso dei lucchetti su Ponte Vecchio, chi non fa la propria parte?

 

In un momento in cui nel Paese si accende un dibattito sulle cosiddette “ronde” per il presidio del territorio - per la verità piuttosto accademico rispetto a problemi quali la crisi economica e la moralità della classe dirigente -, a Firenze c’è una vicenda piccola ma emblematica.

Da alcuni anni è invalsa la “moda” giovanile ad apporre lucchetti in segno di un amore che intende farsi blindato. Nella nostra città ciò accade nel luogo più noto, ovvero Ponte Vecchio.

La cosa, col tempo, ha assunto connotati tali da indurre molti fiorentini a segnalare il problema all’Amministrazione comunale e quest’ultima a collocare una targa che vietasse tale antiestetica mania.

Eppure, nonostante la minacciata sanzione di 50 Euro in essa indicata, i “lucchetti dell’amore” proliferano come e più di prima, tanto da avvicinarsi pian piano ad oscurare la targa stessa.

La società civile ha fatto la sua parte, ma ci domandiamo chi se non i Vigili Urbani dovrebbe adesso far la propria?

Quotidianamente una coppia di agenti percorre in su ed in giù Ponte Vecchio con un’utile presenza di deterrente alla criminalità, ma perché non iniziano a fermare i maleducati e a comminare multe per gli inosservanti il divieto?

Oppure occorre di nuovo che l’Associazione dei commercianti di Ponte Vecchio debba pagare di tasca propria un fabbro affinché provveda alla rimozione giornaliera di quella ferraglia?

Ed infine c’è da chiedersi perché la proposta avanzata dal Gruppo dei Verdi di una graziosa struttura in metallo, denominata “Albero dell’amore”, da sistemarsi fra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie - che è stata rilanciata anche da una parte dell’opposizione e ha ottenuto il plauso dell’ex Assessore alla Cultura Gozzini - non ha trovato alcun riscontro?

Firenze ha bisogno di molti interventi, non solo quelli di grande portata ma anche di questi, più modesti, legati al recupero del senso civico e del decoro urbano.

 

Domenico Valentino (Gruppo Verdi)


scritto da: viviverde alle ore 16:39 | link | commenti
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mercoledì, 11 febbraio 2009

Su Via Palazzuolo i Verdi ottengono un bilanciamento fra esigenze del privato e interesse pubblico

COMUNICATO STAMPA

 

Ancora una volta al Gruppo dei Verdi in Palazzo Vecchio sta a cuore il recupero ambientale di una zona del centro storico e il benessere degli abitanti del quartiere ove dovrebbe insistere il piano di recupero di Via Palazzuolo.

Oggi la terza Commissione consiliare, Urbanistica, ha approvato lo schema di convenzione per il piano di recupero dell’area ex Cassa di Risparmio e Monte dei Pegni.

Infatti - su espressa richiesta del Gruppo dei Verdi - la Mozione n. 576, approvata in Consiglio comunale il 21 luglio 2008, impegnava il Sindaco a “destinare le risorse finanziarie derivanti dalla monetizzazione del parcheggio e dal gettito degli oneri di urbanizzazione relativi al piano di recupero, o almeno al citato parcheggio a standard, ad opere di riqualificazione e arredo urbano degli spazi pubblici contermini all’area oggetto del piano di recupero, con particolare riferimento a Via Palazzuolo, Piazza San Paolino, Via di San Paolino, Via dei Fossi, Piazza degli Ottaviani”.

Siamo quindi passati, a questo punto, dalla approvazione di una Mozione consiliare alla progettazione vera a propria dell’opera.

Ci auguriamo, e noi Verdi continueremo a batterci per questo, che il disagio dei cittadini di una zona della città possa venire attenuato o, quanto meno compensato, dal ritorno di una riqualificazione del contesto urbano nel quale gli stessi vivono.

Anche in questa occasione gli interessi imprenditoriali e turistici, orientati dalla buona politica, producono ricadute non solo per i ricchi clienti di un albergo di lusso, ma per tutti i cittadini di Firenze.

 

Domenico Valentino e Giovanni Varrasi

 

 

[P.S. 16/2]  Piano recupero via Palazzuolo, Varrasi (Verdi): "Accolta la nostra indicazione per l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione volti al recupero della zona"

 

"Siamo soddisfatti perché questa delibera ha fatto propria la nostra indicazione di utilizzare le risorse dell'urbanizzazione primaria a favore del quartiere". È questo il commento del capogruppo dei Verdi Giovanni Varrasi a seguito dell'approvazione del piano di recupero dell'area dell'ex Banco dei Pegni della Cassa di Risparmio in via Palazzuolo.
"Su richiesta mia e del collega Domenico Valentino - aggiunge Varrasi - il consiglio comunale ha fatto propria l'indicazione contenuta nella mozione approvata nel luglio scorso che impegnava il sindaco a 'destinare le risorse finanziarie derivanti dalla monetizzazione del parcheggio e dal gettito degli oneri di urbanizzazione relativi al piano di recupero, o almeno al citato parcheggio a standard, ad opere di riqualificazione e arredo urbano degli spazi pubblici contermini all'area oggetto del piano di recupero". Ovvero via Palazzuolo, piazza San Paolino, via di San Paolino, via dei Fossi, piazza degli Ottaviani e piazza Santa Maria Novella.
"Si tratta di un passaggio particolarmente importante - precisa ancora il capogruppo Varrasi - perché è la prima volta che le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione vengono legate ad una particolare zona della città, o meglio al suo rifacimento, con grande vantaggio dei cittadini che in questo contesto urbano vivono. Anche in questa occasione gli interessi imprenditoriali e turistici, orientati dalla buona politica, producono ricadute non solo per i ricchi clienti di un albergo di lusso, ma per tutti i cittadini di Firenze" conclude Varrasi.


scritto da: viviverde alle ore 12:39 | link | commenti
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martedì, 30 dicembre 2008

Buon 2009!!!

L'occasione di darvi conto, al solito, delle spese sostenute nell'anno 2008 per l'attività del Gruppo consiliare dei Verdi in Palazzo Vecchio, ci è gradita per porgere a tutti gli affezionati visitatori di ViviVerde Firenze un caloroso augurio di buone festività ed un lieto 2009!!!

Andrea, Gianni, Domenico

           BENI (CAP. 875) – SERVIZI (CAP. 921)

Fondo

iniziale          € 946,13           € 5.361,43

Fondo

stornato          € 146,13           € 6.161,43

Spese

sostenute           82,23           € 5.159,02

Differenza

riversata           63,90                0,71


scritto da: viviverde alle ore 16:43 | link | commenti
categorie: lettere, valentino, varrasi
mercoledì, 10 dicembre 2008

I Verdi fiorentini con le mani pulite

COMUNICATO STAMPA

Crisi politica a Firenze. Documento dei Verdi

 

I Verdi di Firenze e della Toscana esprimono grandissimo sconcerto e disagio per quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche che riguardano alcuni esponenti della Giunta Comunale di Firenze e del Partito Democratico.

Al di là degli aspetti giuridici, che spettano al lavoro dei giudici e della magistratura, emerge una visione privatistica e clientelare della politica, un’arroganza del potere inaccettabile, un disinteresse per il bene comune che lascia spazio solo alla voglia di compiacere i grandissimi potentati economici privati.

La vicenda del previsto Parco di Castello è emblematica, e ci offende in modo particolare e diretto.

Il Partito Democratico richiama in queste ore alla corresponsabilità tutte le forze che hanno condiviso le scelte della maggioranza.

E’ vero, noi avevamo condiviso quelle scelte che venivano dichiarate, quegli accordi che prevedevano una mediazione più o meno decorosa tra gli interessi dei costruttori, e la compensazione ambientale che doveva essere rappresentata da un Parco a fruizione pubblica, polmone verde di un’intera area gravata da aeroporto, centri commerciali, svincolo autostradale, e che doveva essere pagato anche dal costruttore privato, Ligresti, come contropartita alla licenza di costruire.

Apprendiamo adesso, dalle intercettazioni, che mentre con noi il Sindaco Domenici e l’Assessore Biagi prendevano questi accordi, alle spalle lavoravano per cancellare il Parco, prendendosene gioco e dicendo che faceva schifo.

Ci sentiamo ingannati da questi alleati, che hanno leso con noi il rapporto di fiducia.

Al PD diciamo quindi con chiarezza che i Verdi non possono essere richiamati a nessuna corresponsabilità.

Noi abbiamo amministrato con trasparenza nell’interesse collettivo, abbiamo cercato di fare buoni accordi e di rispettarli, e non abbiamo tramato alle spalle di nessuno.

I Verdi di Firenze ritengono che all’interno della coalizione sia necessario ripristinare una fiducia reciproca che potrà essere ritrovata solo se ci saranno chiari segnali di discontinuità.

Vogliamo un nuovo centrosinistra, che sappia presentarsi alle imminenti elezioni amministrative in maniera credibile e rinnovata, poiché il rischio è di consegnare la città ad un centrodestra pericoloso e arrogante, che cementificherà Castello come e più del Partito Democratico, ma che ovviamente appare meno corresponsabile agli occhi dell’opinione pubblica.

Vogliamo che la coalizione di centrosinistra sappia ritrovare contenuti e programmi che mettano al centro la qualità della vita dei cittadini, il verde pubblico, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la riqualificazione delle piazze, delle strade, dei quartieri, la valorizzazione dell’artigianato, del piccolo commercio fatto dei negozi di quartiere, di chi si muove a piedi o in bicicletta, delle sale cinematografiche storiche.

Basta con l’espansione incontrollata e senza limiti della città, con la costruzione di nuovi alloggi mentre il 13% di quelli esistenti viene tenuto sfitto per motivi speculativi, basta col proliferare di mega centri commerciali o multisale cinematografiche che cancelleranno e stanno già cancellando i piccoli negozi e i cinema storici.

Diciamo basta anche alla gestione sciatta e senza dialogo coi cittadini di opere assolutamente importanti e da portare avanti come la tramvia, dove la metodologia del project financing ha mostrato la subordinazione dell’amministrazione ai tempi e comodi delle imprese.

Vogliamo un nuovo centro-sinistra che sappia aprire e ricostruire un rapporto coi comitati dei cittadini e con Rifondazione Comunista, ascoltandone le ragioni, senza arroganza e atteggiamenti pregiudiziali: solo con un’alleanza ampia e rinnovata sarà possibile contrapporsi credibilmente alla destra berlusconiana vogliosa di prendersi anche Firenze.

Rispettiamo il lavoro che stanno portando avanti Billi e Barducci nel Partito Democratico, li consideriamo due interlocutori seri e onesti: confidiamo che sappiano imprimere quell’accelerazione verso il rinnovamento che ad oggi si stenta ancora a vedere.

Le primarie di coalizione, da loro annunciate, sono un’importante novità, che speriamo venga confermata, e attendiamo di sapere quali saranno i candidati del Partito Democratico.

Chiaramente è del tutto impensabile che vengano riproposti personaggi impresentabili come Graziano Cioni o Matteo Renzi, l’uno impelagato nelle indagini e teorizzatore delle clientele mastelliane a Firenze, e l’altro del tutto avulso dalla cultura politica del centrosinistra per cui vogliamo lavorare in futuro e comunque fiero sostenitore delle scelte di espansione edilizia incontrollata della città.

Lapo Pistelli e Daniela Lastri rimangono per noi due figure con cui un dialogo è ipotizzabile, a patto che assumano con decisione la logica del rinnovamento, nei programmi, nei metodi, nelle persone.

Dovranno dire con chiarezza che la prossima Giunta di Firenze dovrà essere tutta rinnovata, con l’esclusione categorica di ogni personaggio che ha avuto in qualche modo a che fare con le inchieste, e comunque di chi da troppo tempo ha ruoli di potere in questa città, nella logica del ricambio.

Stesso discorso per la macchina comunale e per i dirigenti, che dovranno essere cambiati e ruotati, coinvolgendo le forze sindacali, per trasmettere il segnale del rinnovamento e l’idea che nessuno comunque può rimanere allo stesso posto per troppo tempo, aldilà di ogni altra considerazione.

Rivendichiamo ai Verdi di Firenze, di essere stati il Partito che più di tutti, da dentro la maggioranza, si è nel corso degli anni contrapposto e ha controbilanciato le impostazioni di Biagi e Cioni, dalla questione appunto del Parco di Castello, alla vicenda del Panificio Militare, al parcheggio dei camper sotto Piazzale Michelangelo .

Possiamo dire con orgoglio che se le nostre impostazioni fossero state ascoltate di più, oggi questa Giunta, questo Sindaco, e il Partito Democratico non si troverebbero nelle condizioni in cui sono.

Forti dell’autorevolezza che proviene dalla nostra coerenza, vogliamo però dire ai cittadini che per lealtà a loro e solo a loro, non abbandoniamo la nave, ma rimaniamo a garantire l’ordinaria amministrazione, in particolare per evitare un commissariamento che sarebbe una iattura per la città e un’occasione ghiottissima per la destra.

Naturalmente questa Giunta e questo Sindaco non hanno più l’autorevolezza di fare altro se non l’ordinaria amministrazione, ovvero garantire ai cittadini i servizi quotidiani e di base.

Non voteremo e non accetteremo scelte strategiche in questi mesi.

Ma sottrarsi al dovere di amministrare la città e di portare la nave in porto sarebbe da irresponsabili, oltre che da ipocriti e opportunisti, che si sfilano nei momenti più difficili.

Invitiamo quindi anche il Sindaco a seguire il nostro esempio, ad evitare iniziative teatrali controproducenti per l’intera cittadinanza come l’essersi incatenato a Roma davanti a Repubblica, e soprattutto a presentarsi in Consiglio Comunale a fare il suo dovere verso i cittadini.

Diciamo fin da adesso che non accetteremo un Sindaco che si nasconde e che non si presenta in Consiglio Comunale, e che saremo durissimi verso questi atti di irresponsabilità e mancanza di rispetto verso i cittadini, che auspichiamo davvero il Sindaco non voglia più riproporre.

 

Gianni Varrasi - capogruppo consiglio comunale

Mauro Romanelli - portavoce regionale


scritto da: viviverde alle ore 10:02 | link | commenti (2)
categorie: comunicati, valentino, varrasi
mercoledì, 05 novembre 2008

Un sistema universitario statale e di qualità

Il Gruppo consiliare dei Verdi, in occasione del Consiglio comunale tematico dedicato al futuro dell'Università e della ricerca nella nostra città, presenterà un Ordine del Giorno nel quale - prendendo le distanze da chi intende privatizzare gli Atenei come se fossero un'attività qualsiasi e da chi non vuole mettere in discussione il clientelismo e il nepotismo baronale, l'asservimento alle logiche corporative degli Ordini Professionali, la proliferazione grottesca di corsi e cattedre - richiama il consesso ad affermare il principio di una Università statale improntata su criteri meritocratici, per chi è al di qua o al di là della cattedra. Ciò deve tradursi in atti concreti che colleghino il finanziamento pubblico, che non deve essere assolutamente compresso, a stringenti criteri e parametri qualitativi.

 

Tipologia: Ordine del Giorno

Soggetti proponenti: Consiglieri Domenico Valentino e Giovanni Varrasi

Oggetto: Un sistema universitario statale e di qualità formativa, scientifica, gestionale

 

PREMESSO che le vicende attuali che coinvolgono il mondo della scuola e dell’Università devono vedere tutta la classe politica molto attenta, evitando facili stereotipi o inutili banalizzazioni;

EVIDENZIATO il carattere strategico che il sistema di formazione universitaria riveste nei Paesi moderni, collegando ad esso tutto il segmento della ricerca e dell’innovazione, e la costituzione di una classe dirigente di stampo meritorcratico;

PRESO ATTO del tentativo portato avanti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Avv. Mariastella Gelmini, di ridurre le storiche sedi accademiche italiane a Fondazioni, le ennesime, di diritto privato;

VALUTATA, tuttavia, la progressiva decadenza delle maggiori Università degli Studi italiane, accelerata da riforme incessanti e contraddittorie - iniziate con Ruberti passando per Zecchino e Berlinguer fino alla Moratti - che hanno concesso un’autonomia gestionale senza adeguati controlli e standard di riferimento, nonché dalla pesante crisi economica che esse attraversano;

CONSIDERATO che l'Italia non è solo uno degli Stati europei con il più basso tasso d'investimento in ricerca (1 per cento del Pil a fronte dell'1,7 - 2,5 degli altri grandi Paesi del continente) e con la minor concentrazione di ricercatori (3,5 ogni 1000 lavoratori rispetto ai 6 dell'Europa a 25) ma anche uno degli Stati con i ricercatori più produttivi e meno costosi.

Per quanto riguarda poi le pubblicazioni scientifiche, cioè le nuove scoperte, l'Italia è tra i principali protagonisti europei con oltre 4,5 per cento dell'intera produzione mondiale e la sua tendenza è in crescita. Gli scienziati italiani – secondo i dati disponibili – sono tra quelli che creano mediamente più conoscenza e più a buon mercato, se si rapportano i risultati agli investimenti.

VENUTI A CONOSCENZA della costituzione di A.Q.U.I.S., Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali, promossa dai Rettori delle migliori Università italiane, che si propone di migliorare la reputazione internazionale delle Università italiane, promuovere la qualità della formazione, della ricerca scientifica, della gestione e della amministrazione e organizzazione delle Università, avanzare al Parlamento e al Governo strategie per la definizione di obiettivi e programmi comuni;

SAPUTO altresì che La partecipazione ad A.Q.U.I.S. è aperta agli Atenei Statali Italiani che hanno una Produttività superiore alla media e che rispettano almeno due dei seguenti tre indicatori:

1) Contenimento delle spese di personale

2) Reputazione internazionale

Purtroppo il posizionamento degli Atenei italiani nelle classifiche internazionali non è brillante e sconta la debolezza del nostro sistema universitario. Ciò nonostante diversi Atenei sono presenti nelle classifiche e tale presenza può essere considerata una prova della loro conoscenza da parte del sistema universitario internazionale.
3) Dimensione sufficientemente grande

Il numero degli allievi è un indicatore della dimensione della università, dimensione che deve essere considerata relativa al sistema universitario presente nelle diverse nazioni.
Per l'Italia il numero di 15.000 allievi è mediamente correlabile a una comunità di circa 600 - 700 docenti universitari di ruolo e quindi, considerati i loro collaboratori temporanei, di almeno un migliaio di ricercatori. Tale numerosità caratterizza una comunità scientifica italiana che può essere in grado di competere in una pluralità di aree disciplinari di ricerca, con altre comunità scientifiche internazionali.

PRESO ATTO che l’Università di Firenze non rientra fra gli Atenei virtuosi, non avendone i requisiti;

VISTO infine che l’Università italiana è afflitta da tre croniche malattie: il nepotismo, il clientelismo baronale e l’asservimento agli interessi degli Ordini Professionali e dei singoli professionisti;

SI FANNO PROPRI I SEGUENTI OBIETTIVI PROPOSTI DA A.Q.U.I.S.

1. Un recupero, necessariamente graduale ma programmato della forte distanza che separa il sistema nazionale della ricerca italiano da quello europeo.

2. Una rigorosa valutazione della ricerca scientifica, della qualità della didattica, dei servizi e dell’impegno sul piano dell'internazionalizzazione, ma innanzitutto della qualità del bilancio.

3. Il forte impulso alla ricerca per permettere di raggiungere risultati di grande significato internazionale. All'interno di questo obiettivo è indispensabile sollecitare e coordinare interventi regionali rivolti al trasferimento della conoscenza e alla valorizzazione del sistema universitario pubblico e in generale della ricerca nazionale.

4. L’importante rapporto sinergico con gli altri atenei del mondo e in particolare quelli europei, cominciando dagli atenei italiani che hanno già virtuosamente investito per raggiungere una posizione internazionalmente riconosciuta, nonché l’impegno alla eliminazione dei numerosi ostacoli, anche di tipo burocratico, che rendono difficile il lavoro di queste università.

5. Incentivi fiscali a favore della ricerca scientifica per migliorare il trasferimento tecnologico e la condivisione della proprietà intellettuale fra università e aziende, per aiutare la imprenditorialità

giovanile.

6. Un conseguente sostegno non simbolico agli atenei statali che corrispondono ai precedenti fondamentali requisiti.

7. La razionalizzazione delle sedi universitarie e il potenziamento selettivo delle esperienze di decentramento, con certificazione di qualità.

8. La ricostruzione con interventi radicali di un effettivo sistema di diritto allo studio che punti finalmente a servizi con standard europei, con una particolare riferimento alla questione degli alloggi, secondo il principio che chi è in grado di contribuire lo dovrà fare nella solidarietà con i giovani capaci e meritevoli non in grado di farlo.

9. La revisione, anche profonda, delle forme di governo, per conferire maggiore agilità ed efficacia all’azione degli atenei. La governance è una questione fondamentale, soprattutto per gli atenei più intraprendenti. In questo ambito si inserisce anche la questione dei concorsi universitari e in particolare delle modalità di reclutamento e delle procedure di avanzamento di carriera, che devono essere trasparenti e capaci di assicurare la qualità della selezione del capitale umano.

10. L’adozione di provvedimenti per favorire l'accesso dei giovani ricercatori a fondi e a progetti, anche finanziando sistemi di premialità dedicati a un loro inserimento nei circuiti internazionali.

SI CHIEDE QUINDI

Che l’Amministrazione comunale tenga conto di quanto sopra in ogni occasione di accordo o convenzione che veda come controparte l’Università degli Studi di Firenze.

 

Domenico Valentino e Giovanni Varrasi

(Gruppo consiliare Verdi)


scritto da: viviverde alle ore 11:31 | link | commenti
categorie: valentino, odg , varrasi
mercoledì, 22 ottobre 2008

Due esempi di come tutelare Firenze

     - Al Direttore dell’Urbanistica

     Arch. Maurizio Talocchini

     (SEDE)

 

OGGETTO: Richiesta notizie

Firenze, 22 ottobre 2008

 

È stata segnalata a questo Gruppo consiliare la creazione di una sopraelevazione sulla copertura di un edificio, situato in Borgo San Jacopo n. 5.

Si prega codesta Direzione di voler fornire urgenti notizie sulla eventuale autorizzazione rilasciata per tale sopraelevazione.

Si fa presente che già a suo tempo, tale segnalazione fu avanzata verbalmente alla S.V.

Restando in attesa di cortesi e sollecite notizie in merito, porgo distinti saluti.

 

Arch. Domenico A. Valentino

(Consigliere Gruppo Verdi)

 

 

     - All’attenzione degli Assessori

     Graziano Cioni

     Silvano Gori

     (LORO SEDI)

 

OGGETTO: Richiesta spiegazioni

Firenze, 22 ottobre 2008

 

Nonostante il parere favorevole del Consiglio comunale che in data 7 aprile u.s. con cui approvava la Mozione n. 171/2008 “Riqualificazione di Piazza Santa Felicita e Piazza dei Rossi”, la monumentale facciata della Chiesa di Santa Felicita continua ad essere in parete nascosta dalla anti-estetica bancarella ivi ubicata.

Tale sistemazione, come è possibile notare dalla documentazione fotografica allegata, impedisce una lettura completa della importante struttura architettonica, che, si ricorda, al suo interno accoglie una delle più importanti tavole del Pontormo.

Si pregano gli Assessori in indirizzo di voler fornire cortesi e sollecite notizie in merito.

Distinti saluti,

 

Arch. Domenico A. Valentino

(Consigliere Gruppo Verdi)


scritto da: viviverde alle ore 13:02 | link | commenti
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mercoledì, 23 luglio 2008

Ruolo, attività e regime dei Madonnari a Firenze

Tipologia: Interrogazione al Sindaco

Per competenza: Assessore Silvano Gori

Soggetti proponenti: Domenico Valentino (Verdi)

Oggetto: Interrogazione sul ruolo, le attività ed il regime concernenti i madonnari a Firenze

Firenze, lì 23 luglio 2008

 
CONSIDERATO che “M.I.A. Madonnari Internazionali Associati” da giugno 2006 ha esplicitato la volontà di collaborare con l’Amministrazione comunale di Firenze alla stesura del nuovo regolamento per la parte che avrebbe riguardato la loro attività;

VISTO che da sin da settembre 2006 detta associazione ha avanzato all’A.C. suggerimenti al fine di migliorare il testo iniziale, proponendo fra l’altro nuovi spazi;
PRESO ATTO delle disponibilità manifestate dai madonnari che operano a Firenze ad approfondire e risolvere ogni problematica concernente la loro attività, come la questione dei cartelli di divieto-sosta, il non lavaggio da parte di Quadrifoglio delle pitture debitamente segnalate, la possibilità di utilizzare spazi ulteriori rispetto a quelli di Via Calimala in occasione di eventi particolari;
CONSIDERATO che tra tutti gli Artisti di Strada di Firenze i madonnari sono gli unici a praticare e garantire da sempre la turnazione tra le postazioni, pur negli esigui spazi dati dalle tre postazioni di Via Calimala;
VISTO che in più occasioni era stato fatto presente all’A.C. che un cambiamento del regime concessorio avrebbe comportato insostenibili aggravi per i madonnari e pertanto la loro estinzione “de facto”, sostenendosi essi soltanto di libere offerte peraltro totalmente precluse nei periodi di pioggia;

SI INTERROGA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER SAPERE

1) se corrisponde al vero il fatto che il coordinamento fiorentino dei Madonnari ha gestito le postazioni sin dal 1993, al di là dei nomi che nel tempo ha assunto l’associazione che li aggrega (e, comunque come “M.I.A.” da ben quattro anni), come si evince dall’uso decennale degli spazi alla Scuola Materna Serristori e dal regolamento riportato sulle concessioni rilasciate dall’Ufficio Occupazione Suolo Pubblico concordato in sede di V Commissione nel 1997;

2) se corrisponde al vero che la richiesta fatta in data 10/8/2007 (Prot. 30534, cod. prat. 157/2007/PS) concerne il rinnovo del permesso PERMANENTE di occupazione di suolo pubblico per il 2008, a cui si è risposto con un permesso TEMPORANEO;

3) se corrisponde al vero che i Madonnari Internazionali Associati si dichiarano disposti a svolgere un ruolo di coordinamento, che peraltro hanno sempre svolto da anni, nei confronti non solo dei loro associati ma anche dei madonnari itineranti, italiani o stranieri, facoltà questa che sarebbe preclusa nel caso di un meccanismo burocratico di autorizzazione;

4) se corrisponde al vero che, in data 2/4/2008, durante la seduta della seconda Commissione consiliare fu ribadito con chiarezza e nettezza, da parte della rappresentanza dei madonnari, che creare un bando di concorso imperniato sulla modalità di selezione e quindi decidere a tavolino chi può e chi non può esercitare l’attività creativa di madonnaro, sarebbe non solo assurdo ma persino offensivo nella città di Cimabue e di Giotto;

5) se corrisponde al vero che il sopra citato coordinamento dei madonnari ha determinato in tutti questi anni la creazione di una “Bottega d’Arte all’aperto” dove i vecchi madonnari aiutano i nuovi ad affinare le tecniche, l’esperimento di “pitture collettive” realizzate da 8-10 madonnari ed il cui ricavato è regolarmente andato ad organizzazione no-profit (Medici senza Frontiere, Meyer, etc);

6) se, infine, corrisponde al vero che fino ad oggi nessuna lamentela è pervenuta all’Assessorato alla cultura per qualcuno che sia stato escluso, discriminato, o gli sia stato impedito di proporre il proprio talento e la propria abilità di madonnaro dall’organizzazione dei madonnari fiorentini, e che anzi SETTIMANALMENTE siano non meno di 10/15 le persone che si alternano nelle tre piccole postazioni, fra madonnari praticanti, studenti di Belle Arti, stranieri di passaggio, contribuendo a render conosciuta la “scuola fiorentina” ben oltre i confini nazionali.

Se tutto quanto sopra corrisponde al vero ci sembrerebbe giusto scorporare i Madonnari dal Nuovo Regolamento degli Artisti di Strada, conservando la loro peculiarità anche sotto il profilo regolamentario, pur addivenendo ad una disciplina novata. Ci sembrerebbe inoltre opportuno concedere loro permessi di natura permanente, così come finora accaduto, e assegnare loro almeno due nuove postazioni in aggiunta alle tre attuali, per ampliare ulteriormente le possibilità di espressione di una forma d’arte così bella e così spirituale.

 

Domenico Valentino (Lista Verde)


scritto da: viviverde alle ore 11:31 | link | commenti (2)
categorie: valentino, interrogazioni
venerdì, 18 luglio 2008

Emendamenti verdi al Reg. di Polizia municipale di Firenze

ELENCO EMENDAMENTI AL REGOLAMENTO DI POLIZIA MUNICIPALE

(GIOVANNI VARRASI E DOMENICO VALENTINO - VERDI)

 

Articolo 2, Punto b): sostituire la parola “regolare” con la parola “civile”.

Articolo 3, Comma 3: aggiungere alla frase “facendo opera di persuasione attraverso” la parola “proprio” che collega alla seconda parte del periodo “personale appositamente adibito”.

Articolo 4, Comma 3: cancellare il testo a partire dalle parole “velocipedi anche appoggiati...”.

Articolo 12: aggiungere un Comma 6 con il seguente testo “Sono puniti, con apposita sanzione pecuniaria, i proprietari dei cani che lasciano sul suolo pubblico le deiezioni degli animali senza preoccuparsi di collocarli nei contenitori di immondizia”.

Articolo 15, Punto f): cassarlo integralmente.

Articolo 17, Comma 1: eliminare la parola “fastidio”.

Articolo 21, Punto c): aggiungere, dopo la parola “veicoli” la parola “a motore”, e dopo la parola “pedoni” le parole “o ai ciclisti”.

Articolo 23, Comma 1: togliere le parole “secondo il normale apprezzamento”.

Articolo 24, Comma 2: togliere le parole “o di intere zone”.

 

Firenze, lì 17 luglio 2008


scritto da: viviverde alle ore 09:34 | link | commenti
categorie: progetti, valentino, varrasi
martedì, 08 luglio 2008

Alberghi di lusso, turismo e Firenze

COMUNICATO STAMPA

Alberghi di lusso, turismo e città

 

Il Gruppo consiliare dei Verdi, consapevole che nella storia di Firenze è stato proprio il valore aggiunto delle grandi imprese commerciali e bancarie a produrre una quota della grande bellezza cittadina, non si è opposto in nessuna circostanza al moltiplicarsi degli alberghi di lusso e di gran lusso in città.

L’ultima richiesta al Consiglio comunale riguarda alcune varianti che facilitino la trasformazione del “Banco dei pegni” in Via Palazzuolo in un grande albergo a cinque stelle.

Tale atto amministrativo passerà domani dalla Commissione urbanistica.

I Consiglieri dei Verdi proporranno di accettare la richiesta dei grandi albergatori purché gli oneri di urbanizzazione, cioè i soldi dovuti alla comunità fiorentina da chiunque occupi con costruzioni varie il suolo della città, ammontanti a circa 1.800.000 Euro, siano investiti interamente nella riqualificazione delle zone del quartiere più oggetto di degrado, soprattutto per mancanza di investimenti pubblici.

L’idea politica che vorremmo rendere esplicita è che non accettiamo “cattedrali del lusso”, magari naturalmente tutelate agli ingressi da addetti in livrea, completamente svincolate dal resto del quartiere talvolta in sofferenza.

In questa prospettiva la sinergia fra investimenti imprenditoriali nel settore del turismo di lusso e ricaduta estetica, ambientale e sociale, producono una politica che noi condividiamo.

Per esempio dovrebbe essere maggiormente tutelata tutta la zona di Borgo Ognissanti e Piazza Ognissanti, di San Jacopino accanto al nuovo albergo nell’area Fiat, la zona dell’Osmannoro accanto agli alberghi di recente ivi realizzati.

E’ evidente che, accanto al turismo di lusso, l’Amministrazione dovrà porre particolare attenzione, con un piano specifico e complessivo di interventi, al turismo giovanile e a basso costo che, sul modello di altri Paesi europei, potrà essere realizzato nell’area metropolitana.

 

Domenico Valentino e Giovanni Varrasi

(Lista Verde)


scritto da: viviverde alle ore 11:51 | link | commenti (1)
categorie: comunicati, valentino, varrasi